fbpx
 
AttualitàCittàCronacaNotizie

E se l’originale Cratere di Eufronio si trovasse custodito sotto la Cupola di San Pietro?

E se l’originale Cratere di Eufronio si trovasse custodito sotto la Cupola di San Pietro? – di Giovanni Zucconi

È la seconda volta, nel giro di poche ore che torniamo a parlare del Cratere di Eufronio. Stavolta più brevemente, e per una notizia particolarmente curiosa. La storia che racconteremo non è nuova. Già all’inizio del 2021 Il Messaggero riportò la notizia di una splendida collezione d’arte, nascosta in 50 casse ignifughe di colore verde (che nelle ultime notizie sono diventate 30), in un locale segreto sotto la Cupola di San Pietro. Un tesoro artistico misteriosamente accumulato negli anni da un anziano canonico proprio di San Pietro: don Michele Basso.

La magnifica collezione è costituita da molte decine di dipinti antichi, sculture di marmo, frammenti di affreschi quattrocenteschi e numerosi reperti archeologici. Non roba qualsiasi. La collezione comprendeva anche diversi bozzetti di Pietro da Cortona, delle tavole lignee del Guercino, e persino una scultura in marmo bianca ispirata ai Prigioni di Michelangelo. Molte opere pregiate, ma anche moltissimi falsi. Collezione di cui nessuno sa spiegare la provenienza, e di come sia stata creata nel tempo. Papa Francesco ha incaricato il cardinale di Assisi, Mauro Gambetti, di risolvere il mistero della formazione di questa misteriosa collezione.

E se l’originale Cratere di Eufronio si trovasse custodito sotto la Cupola di San Pietro?
E se l’originale Cratere di Eufronio si trovasse custodito sotto la Cupola di San Pietro?

Questo è il breve antefatto. Non ci interessa, in questa occasione, raccontare la vicenda nei particolari. Vicenda che è tornata alla ribalta per la morte, avvenuta ieri 8 gennaio 2023, di don Michele Basso. Che ha portato nella tomba tutte le risposte che in molti hanno inutilmente cercato in questi anni

Ma perché ne stiamo parlando? Perché tra le opere collezionate da don Basso c’è anche una copia perfetta del nostro Cratere di Eufronio. Detta in questo modo, non sembra neanche una vera notizia. Qualche tempo fa si poteva ammirare una splendida riproduzione del Cratere di Eufronio anche nella bottega di Paolini a Cerveteri, ma c’è una particolarità. Questa riproduzione è datata, non mi chiedete come hanno fatto, ai primi anni del 1900. Almeno questo riportano le cronache.

Sappiamo tutti che il ritrovamento “ufficiale” del Cratere di Eufronio risale al 1971, e che fu acquistato dal Metropolitan Museum di New York nel 1973. A questo punto la domanda sorge spontanea: come è possibile che esista una copia fedele di un vaso etrusco scoperto solo molti anni dopo la realizzazione del falso?

È evidente che ci sia qualcosa che non va. Soprattutto perché don Michele Basso, oltre ad essere un personaggio inquietante per i misteri che ci ha lasciato, era anche un riconosciuto esperto d’arte. E quindi non poteva non sapere che il Cratere era stato scoperto e trafugato da Cerveteri nel 1971. E che quindi, a meno di ipotizzare una macchina del tempo, quella copia non poteva esistere, o la datazione non poteva essere quella scritta nella documentazione.

È un vero mistero che dovrà cercare di risolvere il cardinale Gambetti. Le possibili soluzioni, giocando con la fantasia, possono essere solo tre. La prima è che i tombaroli di Cerveteri hanno mentito, e non hanno trovato loro l’originale Cratere di Eufronio a Cerveteri nel 1971. Ipotesi possibile, ma poco probabile, considerando la narrazione ufficiale, le indagini degli inquirenti, e le approfondite analisi fatte dal Metropolitan.

La seconda soluzione è che la copia sia stata realizzata successivamente al 1971. Ipotesi che sembra la più probabile, ma che è smentita dalla documentazione di monsignor Basso che, come dicevamo, era un profondo conoscitore del mercato dell’arte, e che non avrebbe quindi mai potuto fare un errore tanto grossolano. La terza, la più fantasiosa, ma anche la più affascinante, è che quello costudito in una cassa ignifuga verde, nascosta sotto il cupolone di San Pietro, sia proprio l’originale Cratere di Eufronio, e che i tombaroli di Cerveteri hanno rifilato al Metropolitan uno clamoroso falso. Ipotesi sicuramente fantasiosa ma, se ci pensate un attimo, è l’unica delle tre a non avere obiezioni evidenti.

Post correlati
CittàSalute

Prevenzione del tumore al colon retto: kit diagnostici anche presso le farmacie comunali di Cerveteri

CittàNotizie

"Lei ha i requisiti per recuperare 715 euro di tasse", ma è una truffa

CittàSport

Ladispoli, Gabbiano Calcio: un progetto ambizioso che continua a crescere

CittàCronacaNotizie

Incendio Santa Marinella, continuano le operazioni di bonifica

Iscriviti alla nostra Newsletter e rimani sempre aggiornato.