La decisione è stata dichiarata questa sera durante il Consiglio dei Ministri
Draghi rassegna le dimissioni: “È venuta meno la fiducia” –
Draghi rassegnerà le dimissioni questa sera stessa. Lo ha dichiarato ufficialmente alle 18:45 di oggi durante il Consiglio dei Ministri.
La crisi di governo scoppiata negli ultimi giorni ha avuto il culmine con l’astensione al voto in Senato del Dll Aiuti da parte del Movimento 5 Stelle.
“Voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica – ha dichiarato Draghi –. Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico”.
I motivi della decisione
“La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più. È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo” ha spiegato il Presidente del Consiglio.
“In questi giorni da parte mia c’è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche.
Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente.
Dal mio discorso di insediamento in Parlamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia.
Questa compattezza è stata fondamentale per affrontare le sfide di questi mesi. Queste condizioni oggi non ci sono più.
Vi ringrazio per il vostro lavoro, i tanti risultati conseguiti. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, in un momento molto difficile, nell’interesse di tutti gli Italiani”.
Gli scenari futuri
A questo punto le possibilità possono essere relativamente poche: la legislatura terminerà infatti ad aprile del 2023, tra pochi mesi.
Mattarella potrà dunque sciogliere anticipatamente le camere, oppure tentare la strada di un nuovo presidente del consiglio per i pochi mesi mancanti alla conclusione naturale del quinquennio.
La legge elettorale
La certezza è che la legge elettorale è la stessa che non ha permesso di avere una netta maggioranza in Parlamento.
L’unica differenza è che la prossima Camera e il prossimo Senato avranno la metà degli eletti rispetto alla situazione attuale.
Claudio Lippi









