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Coronavirus, due mesi dal “paziente uno” a Codogno





Si tratta di un uomo di nome Mattia di 38 anni. E’ l’inizio di uno dei momenti più difficili per l’Italia nella sua storia

Coronavirus, due mesi dal “paziente uno” a Codogno

Coronavirus, due mesi dal “paziente uno” a Codogno – Sono passati due mesi dalla notizia del primo contagiato da Coronavirus in Italia, il cosiddetto ‘Paziente uno’ riscontrato a Codogno, un Comune di circa 15mila abitanti della Provincia di Lodi in Lombardia. Si tratta di un uomo di nome Mattia di 38 anni. Da allora, si dal giorno successivo all’ufficialità, avvenuto il 20 febbraio 2020, si è assistito ad un’escalation, prima locale e poi su scala nazionale, della diffusione dell’infezione e, parallelamente, si sono susseguite le misure restrittive e di contenimento adottate dal Governo del Premier Giuseppe Conte per frenarne la corsa. L’Italia vive uno dei momenti più difficili della sua storia. Prima del 20 febbraio, il Covid-19 in Italia riguardava una coppia di cinesi in vacanza e i connazionali di ritorno dalla Cina, che per prima ha vissuto l’emergenza Coronavirus da dicembre 2019, messi in quarantena alla Cecchignola. Alla giornata di ieri, domenica 19 aprile, il Covid-19 in Italia ha interessato a livello di casi accertati 178.972 persone, di cui 108.257 sono attualmente positive, 47.055 sono guarite e 23.660 sono decedute. La regione in cui si sono registrati i maggiori casi è la Lombardia, dove tutto ha avuto inizio. Le immagini, gli effetti e le dinamiche che l’emergenza sanitaria hanno prodotto nel Paese sono impossibili da descrivere ma certamente non verranno mai dimenticate.