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Consorzio Cerenova, Falconi (PD): “L’ultima parola spetta ai cittadini”

“La parola d’ordine è condivisione, la logica del “o dentro o fuori” a volte è controproducente

Consorzio Cerenova, Falconi (PD): “L’ultima parola spetta ai cittadini”

Della possibile nascita del Consorzio a Marina di Cerveteri si è detto e scritto tanto, spesso in modo confusionario, in queste settimane. Sulla vicenda interviene Maurizio Falconi, consigliere comunale in quota PD.

“L’Estate sta finendo…” cantava Righeira, qualche anno fa, ma il clamore della proposta di creare un Consorzio a Cerenova – Campo di Mare si protrarrà certamente oltre l’Estate, perché è un argomento importante e scottante.

Vorrei dire la mia in pochi punti, visto che tutti, giustamente hanno espresso il loro pensiero, dal “Comitato per il NO”, naturalmente contrario, al “Comitato Consorzio Cerenova”, favorevole.

Consorzio Cerenova, Falconi (PD): "L'ultima parola spetta ai cittadini"
Consorzio Cerenova, Falconi (PD): “L’ultima parola spetta ai cittadini”

Io parlo come Consigliere Comunale e Capogruppo del PD al Comune di Cerveteri. Parlo a mio nome in quanto il mio Partito, dopo la chiusura del Circolo per motivi economici, è scomparso dagli schermi, lasciando sul campo gli stessi guerrieri che da anni portano in alto i valori del PD locale ed a questi guerrieri tocca l’onere di esprimere la loro opinione personale, in quanto il PD locale tace.

Non ho partecipato a nessuna riunione, perché nessuno ha avuto il bene di avvisarmi né di invitarmi, ed al momento non mi schiero, perché sono convinto che l’ultima parola debba essere data ai cittadini di Cerenova e che i partiti debbano sì esprimere la loro opinione, ma non debbano occupare un campo che è loro solo di riflesso. Detto questo passiamo a fare un po’ di chiarezza.

Tutto inizia con la Multiservizi che dà comunicazione agli utenti di Marina di Cerveteri della impossibilità di fornire acqua per uso irriguo a partire dal prossimo anno a seguito di una normativa del “Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano”. A questa notizia la Multiservizi fa seguire la proposta di un consorzio a Marina di Cerveteri, per gestire, gli stessi cittadini, la fornitura idrica per l’irrigazione dei giardini. In poche parole, questo vorrebbe dire che i cittadini avrebbero sulle loro spalle non solo la spesa “corrente” ma anche tutte le spese inerenti al rifacimento dell’impianto idrico ormai fatiscente e questo vuol dire un esborso di denaro non indifferente, in una zona abitata da impiegati, pensionati, famiglie.

Consorzio Cerenova, Falconi (PD): "L'ultima parola spetta ai cittadini"
Consorzio Cerenova, Falconi (PD): “L’ultima parola spetta ai cittadini”

Non abita nessun Briatore a Marina Cerveteri e voler accollare alle famiglie spese ignote nella loro consistenza, ma certe nel futuro mi appare ignobile.

A questo punto si inserisce un “comitato di genitori” (del quale si conosce solo un indirizzo e-mail e basta, ma non c’è un nome fisico cui rivolgersi) che propone addirittura un consorzio vero e proprio, sulla falsariga di quello di Marina di San Nicola. Il fatto è che voler far rivivere un consorzio, come quello che c’era, è come voler mettere ad una FIAT il motore di una Ferrari…

In conclusione, alcuni promotori del nuovo “Consorzio Cerenova” in quest’ultimo periodo stanno cercando di illustrare le ragioni della loro proposta, mirata a gestire i servizi pubblici non adeguatamente gestiti dal Comune (sembra che tale proposta sia sponsorizzata anche dall’attuale Amministrazione Comunale) entrando in frizione con il fronte del NO (forze politiche di opposizione e proprietari di immobili).

Se la gestione del consorzio può essere considerata il lato bello della medaglia, purtroppo occorre considerare anche l’altra faccia. Come detto, nelle intenzioni iniziali dei promotori vi è l’idea che il consorzio è uno strumento operativo che deve lavorare secondo chiari obiettivi definiti con un indirizzo strategico, gestione dei servizi per mantenere e migliorare l’habitat del territorio e la qualità della vita degli abitanti della frazione di Marina di Cerveteri.

Il “cosa fare”, nasce dalla negoziazione e dal compromesso rispetto a molte e contrastanti esigenze finanziarie, opinioni e sensibilità dei residenti interessati; il “come farlo”, sarà la prerogativa del consorzio, e credo questo non possa essere attuato per la crisi economica che si sta attraversando dove la stragrande maggioranza, se ha un lavoro non arriva alla terza settimana del mese, figuriamoci chi purtroppo non ha un lavoro…

Ho constatato da quanto letto in questi giorni o riferito da alcuni residenti che l’attività di condivisione delle strategie non è maturata affatto, (“iniziamo il discorso e vediamo come va a finire”). I problemi non sono stati affrontati con la corretta disponibilità all’ascolto, le resistenze delle parti stanno rendendo problematico anche il minimo compromesso, le posizioni si stanno irrigidendo ed è mancato lo sviluppo delle relazioni che dovrebbero basarsi sulla fiducia ed il rispetto reciproci. La capacità di mediazione e di negoziazione e’ fallita. E’ mancata la fase di condivisione degli obiettivi e di persuasione rispetto agli indirizzi prefissati dai promotori, premessa indispensabile per consolidare un clima di fiducia e impegno su un arco temporale prolungato. La logica a muso duro del “o dentro o fuori” a volte è controproducente, così come non è di nessun aiuto l’inerzia e l’interdizione senza proposte e fine a se stessa.

Fatto sta che senza accordo sui principi di massima, valide iniziative rischiano di spegnersi. Mi domando infatti: che senso ha progettare un consorzio senza il contributo dei residenti di Marina di Cerveteri, quali ragioni portano a creare questo consorzio?  Dobbiamo pensare ci siano dietro interessi inconfessabili? E soprattutto, perché il Comune vuole fare la parte del “non vedo, non sento, non parlo”?

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