Sono stat presentate il 17 giugno, in tutto il loro splendore, le quattro lastre dipinte di epoca arcaica recuperate nel 2019 a Cerveteri dalla Guardia di Finanza nel corso di un’operazione contro il mercato illecito delle opere d’arte.Dopo il complesso intervento di conservazione a cura di Antonio Giglio, si svelano novità importanti.
Innanzitutto i soggetti, spiegati dal funzionario archeologo Daniele Maras.Fra le scene figurate mitologiche e rituali del tutto inedite, notiamo: il combattimento tra Achille e Pentesilea, in cui la regina delle Amazzoni si lancia, bella e terribile, contro l’eroe greco che la sconfiggerà, racchiuso nella sua armatura; un’eroina armata di arco, impegnata in una gara di corsa contro un avversario biondo, che brandisce un ramo (forse la sfida tra la cacciatrice Atalanta e il suo futuro marito Melanione); il messaggero degli dei Hermes, l’etrusco Turms, dalle ricche ali, che scorta una donna in atto di svelarsi (forse parte di un quadro del giudizio di Paride); una coppia di aruspici al lavoro. L’analisi della tecnica usata rivela informazioni utili, precisa l’archeologo Leonardo Bochicchio.
Le lastre sarebbero opera di almeno due artisti, forse un maestro e il suo allievo. Il primo, infatti, mostra una mano più raffinata e specializzata proprio in scene mitologiche, in grado di dare particolare rilievo alla luminosità e all’espressività dei volti. Il suo ‘discepolo’, invece, potrebbe proprio aver lavorato anche nell’officina delle lastre ‘Campana’, oggi al Louvre.Ricordiamo che queste ultime, insieme a quelle ‘Boccanera’ attualmente al British Museum di Londra, sono gli unici esemplari (rinvenuti nel XIX secolo sempre a Cerveteri) simili alle lastre esposte per la prima volta a Palazzo Patrizi Clementi (via Cavalletti 2), risalenti al VI sec. a.C.
Ringraziamo per il supporto la Soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Roma e la provincia Rieti e quanti hanno partecipato di persona e on-line a questo evento.
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