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Cerveteri, giovane in difficoltà soccorso grazie a un intervento rapido





Una giovane si è fermata a parlare con un ragazzo in difficoltà al Belvedere. Poi l’intervento dei militari, presenti sul posto durante un pattugliamento di routine. La sindaca Gubetti: “La nostra comunità è grata”

di Giovanni Zucconi

Cerveteri, l’intervento di una ragazza e dei Carabinieri evitano una nuova possibile tragedia al Belvedere

Una ragazza che si ferma a parlare con un giovane. Una pattuglia dei Carabinieri che passa in quel momento. Un intervento delicato, rapido, professionale e decisivo. È quanto accaduto sabato sera a Cerveteri, nella zona del Belvedere. Dove una situazione di fragilità è stata affrontata prima che potesse trasformarsi in una possibile tragedia.

A raccontarlo per prima è stata la Sindaca Elena Gubetti, con un post pubblicato sui social. Abbiamo poi raggiunto telefonicamente la Gubetti per farci raccontare qualche particolare in più. In particolare, sulla dinamica dell’accaduto. Ci ha fornito una ricostruzione nella quale la prima cittadina ha scelto parole misurate. Evitando conclusioni nette su quanto fosse realmente accaduto sabato sera. Di certo, ha spiegato, c’era un giovane in forte difficoltà. Di certo, qualcuno si è fermato. E questo, probabilmente, ha fatto la differenza.

Cerveteri, l’intervento di una ragazza e dei Carabinieri evitano una nuova possibile tragedia al Belvedere

Tutto sarebbe iniziato con una ragazza, al momento non ancora identificata. È stata lei la prima ad avvicinarsi al giovane. Non ha tirato dritto, non ha abbassato lo sguardo. Si è fermata, gli ha parlato, ha provato a stabilire un contatto in un momento estremamente delicato. “Non sappiamo chi sia, non l’abbiamo ancora individuata, ma è stata lei la prima sentinella. Si è fermata, non ha girato lo sguardo e ha parlato a lungo con quel giovane, riuscendo a stabilire un contatto proprio nel momento più difficile”. La Sindaca ha poi aggiunto rivolgendosi direttamente alla ragazza: “Se leggi queste parole, o se qualcuno sa chi sei, fatti avanti. La nostra comunità ti è grata e vorrei ringraziarti personalmente per il tuo coraggio”.

Un attimo dopo sono intervenuti i Carabinieri. Che hanno portato a termine con prontezza e professionalità l’intervento. Un passaggio importante della nostra intervista alla Sindaca Gubetti è che ha tenuto a precisare che i militari non sarebbero arrivati sul posto dopo una chiamata d’emergenza. Non ci sarebbe stato tempo perché si è svolto tutto molto velocemente. Si trovavano già in zona per un normale servizio di pattugliamento. A dimostrazione, ha sottolineato la Gubetti, che l’area del belvedere sia controllata e presidiata. “Il loro è stato un intervento professionale e perfetto, eseguito con una lucidità e una sensibilità straordinarie che hanno consentito il salvataggio. A loro va il ringraziamento più profondo della città”.

Questo episodio ha riacceso le polemiche sulla mancata installazione di protezioni sul Belvedere. Lei cosa risponde?

L’ipotesi di mettere reti, paratie in plexiglass e protezioni è stata vagliata. Ma è stata negata dalla Soprintendenza. Perché si tratta di un muro medievale che non ci consente di toccarlo con aggiunte di vario tipo. L’unica cosa che posso aggiungere è una piccola ringhiera all’interno delle mura, come già c’è in un tratto. L’unico permesso che mi è stato dato è quello: fare una ringhiera che ci distanzi un po’ dal muro. Solo quello. Ma è un deterrente minimo”.

Ma nel proseguito della nostra telefonata, Gubetti invita anche a non ridurre tutto a un problema di luogo. Il problema non è il Belvedere. Il disagio, ha sottolineato, non si affronta soltanto con una protezione fisica. Serve una rete più ampia, capace di intercettare prima le fragilità, di ascoltare, di accompagnare chi attraversa un momento di buio.

Cerveteri, l’intervento di una ragazza e dei Carabinieri evitano una nuova possibile tragedia al Belvedere

Ha poi ricordato che dal 2025 è attivo un Protocollo Aziendale ASL per la gestione delle situazioni di grave crisi nelle strutture ospedaliere e territoriali. In questo percorso il riferimento è il CIM, Centro di Igiene Mentale, che sta lavorando all’attivazione di un nucleo operativo dedicato a migliorare la presa in carico, e a ottimizzare le risorse presenti sul territorio. A questo si aggiungono altri strumenti. Per esempio, il nuovo Centro Giovanile, nato anche dalla collaborazione con il gruppo “La Ferita e la Luce – Damiano Casali”. Pensato come spazio di aggregazione e ascolto per i ragazzi. E lo sportello di ascolto presso la Farmacia Comunale n. 6. Un punto di primo accesso gratuito, sicuro e anonimo per chi sente il bisogno di chiedere aiuto. Che di questi strumenti ne abbiamo grande bisogno lo testimoniano i tanti, troppi, episodi di suicidio sotto i treni che sono avvenuti nel nostro comprensorio.

L’episodio di ieri sera resta una vicenda delicata, da trattare con prudenza. Senza proporre conclusioni o interpretazioni affrettate. Ma dentro questa prudenza ci sono alcuni fatti certi. Una giovane si è fermata davanti a una persona in difficoltà. I Carabinieri erano presenti sul territorio e sono intervenuti. Una comunità, almeno per una sera, ha visto funzionare quella rete fatta di attenzione, presenza e responsabilità.

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Chiudiamo con le parole che la Sindaca Gubetti ha rivolto al giovane: “Siamo felici che tu sia ancora qui con noi. Questa comunità, con la stessa delicatezza della ragazza che si è fermata e la stessa dedizione dei Carabinieri che ti hanno teso la mano, è pronta a rispettare i tuoi tempi e il tuo silenzio”. Una frase che deve riassumere il senso della vicenda. Non il clamore. Non la polemica. Ma il tentativo, difficile e necessario, di non lasciare solo chi attraversa un momento di profonda fragilità.