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Caravaggio e il racconto di Cazzullo su La 7, Paliotta: “Coinvolgente ma con qualche imprecisione su Palo”





L’ex Sindaco di Ladispoli interviene dopo la puntata di “Una giornata particolare”

Caravaggio e il racconto di Cazzullo su La 7, Paliotta: “Coinvolgente ma con qualche imprecisione su Palo”

di Marco Di Marzio

Dopo la messa in onda dell’ultima puntata di Una giornata particolare, dedicata alla figura di Michelangelo Merisi e trasmessa su La7 la sera del 18 febbraio scorso, interviene l’ex sindaco di Ladispoli, Crescenzo Paliotta, per segnalare alcune imprecisioni storiche contenute nel racconto televisivo.

In un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, Paliotta definisce la trasmissione condotta da Aldo Cazzullo «coinvolgente, interessante e di alto livello», apprezzandone in particolare la qualità delle immagini e la forza narrativa. Tuttavia, l’ex primo cittadino ritiene necessario fare chiarezza su quanto riferito in merito agli eventi che avrebbero coinvolto Caravaggio nel 1610 nella zona di Palo.

Il primo errore segnalato riguarda la denominazione del borgo, indicato nel programma come “Palo Laziale”. Secondo Paliotta, tale definizione non è mai esistita storicamente: Palo Laziale è esclusivamente il nome della stazione ferroviaria, mentre il borgo non ha mai avuto quella denominazione ufficiale.

Un secondo punto critico concerne l’ipotesi secondo cui Caravaggio avrebbe cercato un cavallo presso una locanda situata accanto al castello, identificata con l’attuale Posta Vecchia. Paliotta sottolinea che nel 1610 la Posta Vecchia non era ancora stata costruita e che, in quell’area, esisteva invece un piccolo cantiere per imbarcazioni.

A supporto di questa ricostruzione, l’ex sindaco richiama un disegno del 1638 di Claude Lorrain, oggi conservato al Louvre, che rappresenta – secondo quanto afferma – la prima immagine conosciuta del territorio e testimonia l’assetto reale della zona in epoca seicentesca.

Pur non entrando nel merito della disputa sul luogo della morte del pittore, che Paliotta riconosce come ancora incerta e aperta a diverse ipotesi, il suo intervento intende richiamare l’attenzione sull’importanza dell’accuratezza storica quando si raccontano vicende e luoghi ben documentati.

Resta, nelle sue parole, un rammarico finale: quello per la mancata citazione di Ladispoli nel corso della puntata. Una nota critica che, tuttavia, non oscura il giudizio complessivamente positivo su un racconto televisivo che ha saputo valorizzare il litorale e riportare al centro del dibattito una delle figure più affascinanti della storia dell’arte.