Con l’arrivo della bella stagione iniziano ad arrivare le prime ordinanze da parte delle amministrazioni comunali. A Cerveteri vietati gli animali in spiaggia. Per i cittadini: dopo la sentenza ordinanza da rifare
Cani in spiaggia: si o no? –
Con l’arrivo della stagione balneare torna l’annoso quesito: i cani possono frequentare le spiagge?
Un quesito che a Cerveteri, in queste ore torna alla ribalta dopo la sentenza del Tar del Lazio n. 176 dell’11 marzo 2019.
E soprattutto dopo l’ordinanza emessa dal Comune di Cerveteri dove invece è stato imposto il divieto.
Nell’ordinanza del 30 maggio 2019, il comune impone il divieto di condurre e far permanere qualsiasi tipo di animale per motivi igienico-sanitari e di pubblica incolumità, anche se munito di regolare museruola e/o guinzaglio.
Sono esclusi dal divieto le unità cinofile di salvataggio al guinzaglio, accompagnate da personale istruttore munito di brevetto in corso di validità e rilasciato dalle competenti amministrazioni.
Esclusi anche i cani guida per i non vedenti, i cani da guardiania per il periodo di chiusura al pubblico delle strutture balneari e i cani a servizio dell’ordine condotti nell’ambito e per fini delle rispettive attività di istituto.
Sempre nell’ordinanza si spiega che è facoltà dei concessionari prevedere delle aree destinate all’accoglienza di tali animali nell’ambito delle rispettive concessioni demaniali, a condizione che vi siano strutture per le quali il servizio veterinario della Asl competente per territorio rilasci il nullaosta sanitario a garanzia del benessere degli animali e del rispetto dell’igiene pubblica.
E per i bagnanti di Cerveteri tanto basta per chiedere al Comune di rivedere l’ordinanza.
Ordinanza che in realtà dovrebbe solo individuare una porzione degli arenili liberi dove gli amici a quattro zampe possano scorrazzare “indisturbati” accompagnati dai loro proprietari.
La sentenza del Tar infatti, sebbene dia ragione ai padroni degli amici a quattro zampe, dall’altra parte, non apre le porte di tutte le spiagge libere.
Nella sentenza contro il comune di Latina il Tribunale amministrativo specifica che
“l’amministrazione avrebbe dovuto valutare la possibilità di perseguire le finalità pubbliche del decoro, dell’igiene e della sicurezza mediante regole alternative al divieto assoluto di frequentazione delle spiagge, ad esempio valutando se limitare l’accesso in determinati orari, o individuare aree adibite anche all’accesso degli animali, con l’individuazione delle aree viceversa interdette al loro accesso“
Il Comune di Latina aveva, infatti, vietato la presenza dei cani in spiaggia, anche se con museruola e guinzaglio, tutti i giorni della stagione balneare.
Da quanto invece asserito dal Tribunale amministrativo, i comuni devono comunque individuare porzioni di spiaggia o orari tali da poter far usufruire della spiaggia anche agli animali.
Resta dunque vietato portare gli amici a quattro zampe con sé durante le proprie giornate al mare nelle spiagge libere, senza tener conto delle disposizioni comunali.
A Ladispoli, ad esempio, lo scorso anno, il Comune aveva individuato una porzione di arenile libero in zona Palo laziale interamente a disposizione degli amici a quattro zampe.
Decisione che aveva destato qualche malumore da parte degli amanti degli animali che invece avrebbero potuto godere anche degli altri arenili liberi.
E non sono mancati, lo scorso anno, casi dove l’ordinanza del Sindaco veniva disattesa da parte di alcuni proprietari.
Nonostante i divieti e un’area a disposizione, erano in molti i proprietari che portavano i loro animali, anche senza guinzaglio e museruola sulle spiagge libere.
Tra queste, proprio quella di Torre Flavia, laddove insistono le dune che lo scorso anno hanno ospitato il fratino.
Nonostante i cartelli in cui si invitavano i proprietari di cani di tenerli al guinzaglio e lontani dalle dune, erano diversi i proprietari che lasciavano i propri animali liberi di correre dove capitasse.









