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Arte Terra e Tradizione a Ladispoli la 73esima Sagra del Carciofo è uno spettacolo a cielo aperto





Ladispoli si tinge di verde e creatività in occasione della settantatreesima edizione della Sagra del Carciofo Romanesco. La città si trasforma in una galleria d’arte dove le aziende agricole locali non si limitano a esporre i frutti del loro lavoro ma li trasformano in vere e proprie sculture. Il protagonista assoluto è il Re dell’Orto utilizzato come tassello prezioso per raccontare storie simboli e messaggi sociali attraverso una sfida che si rinnova ogni anno.

Il percorso espositivo si apre con un omaggio allo sport mondiale grazie all’azienda agricola da Massimiliano di Ladispoli che ha realizzato i cinque cerchi dei giochi Olimpici unendo idealmente la competizione atletica alla fatica del lavoro nei campi. Il legame profondo con il territorio prosegue con l’opera dell’azienda agricola De Angelis che ha voluto celebrare il cigno Giorgio simbolo indiscusso della città da qualche anno. La scultura ritrae il celebre pennuto che popola le nostre rive sorvegliando il mare e giocando idealmente con i bambini sulla spiaggia locale.

La narrazione artistica si sposta poi verso le campagne di Monteroni dove l’azienda agricola Zani ha dato vita a Lady Co Co una figura che incanta per eleganza e maestria tecnica. Non manca poi il richiamo alla storia monumentale con l’azienda agricola Gusta Italia di Cerveteri e Ladispoli che ha ricostruito la Torretta simbolo cittadino con Michelangelo intento a dipingere l’opera. Questa scelta artistica vuole ricordare l’ultimo approdo del geniale maestro avvenuto proprio sul litorale ladispolano prima della sua scomparsa.

L’ironia e la critica sociale trovano spazio grazie all’azienda agricola Salvucci Furio che si ispira alle provocazioni dell’artista Cattelan. La loro opera ripropone lo specchio ArTe Shock dove stavolta il protagonista assoluto è il carciofo invitando lo spettatore a riflettere sul valore del prodotto agricolo. Su una linea simile si muove l’azienda agricola Alsium che ritrae la pecora il pc e una farfalla. L’animale è impegnato davanti a un computer con la scritta non credete alle favole un messaggio chiaro volto a riportare l’attenzione sui valori naturali della terra piuttosto che sulle distorsioni della tecnologia.

In un periodo storico così delicato il tema della concordia universale è stato interpretato con delicatezza dall’azienda agricola Rosella Cicilini che ha lanciato un forte messaggio sulla pace così come il Casale del Boietto di Ladispoli che ha presentato un’opera ispirata alla fratellanza con i bambini protagonisti di un futuro senza conflitti. Il viaggio tra le sculture si conclude infine con un richiamo alla tradizione classica grazie all’azienda agricola Tamburino che ha riprodotto la Lupa Capitolina a testimonianza del legame indissolubile tra la campagna romana e le radici della Capitale. Questa edizione conferma ancora una volta che la sagra non è solo un evento gastronomico ma il momento in cui l’agricoltura si fa cultura e la creatività dei produttori diventa il cuore pulsante della comunità.

Buona Sagra!