Il senatore Quagliariello interroga il ministro della Giustizia
La questione relativa all’inchiesta sugli appalti pubblici nel Comune di Cerveteri finisce in Parlamento.
Il senatore di Idea (Identità e Azione) Gaetano Quagliariello ha presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia, per conoscere l’esito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Civitavecchia e se intenda inviare gli ispettori a via Terme di Traiano per verificare se tutte le procedure siano state seguite correttamente, visto il tempo trascorso dalle relazioni dei Carabinieri e dall’apertura del fascicolo.
Interrogazione parlamentare scaturita dalla richiesta al senatore arrivata dai consiglieri di opposizione del Comune di Cerveteri Salvatore Orsomando e Aldo De Angelis.
Ripercorrendo la vicenda il senatore, nel documento, punta i riflettori sulla mancata chiusura delle indagini, anche se ad oggi sono già trascorsi diversi anni dai fatti.
«Nel 2016 – scrive il senatore – a seguito di un’indagine avviata dai Carabinieri veniva aperto un fascicolo presso la Procura di Civitavecchia avente per oggetto presunti illeciti riferibili a un intreccio di rapporti tra un imprenditore edile e alcuni componenti degli uffici e della Giunta del Comune di Cerveteri.
Alla fine dello stesso anno – prosegue Quagliariello nella sua interrogazione – il sostituto procuratore affidatario dell’indagine, basata anche su una cospicua attività di intercettazione, veniva destinato, con il suo consenso, a un ufficio di diretta collaborazione con il Ministro della Giustizia, nel gabinetto del Ministro».
In quel momento la Procura ha dunque provveduto «a riassegnare i procedimenti di cui il magistrato era titolare, tra le quali l’indagine citata».
Ma «a distanza di 4 anni – come evidenzia il senatore, l’inchiesta su Cerveteri non sarebbe ancora approdata alla chiusura delle indagini». Quagliariello, facendo riferimento anche agli articoli pubblicati dalla Provincia chiede «di sapere se il Ministro intenda attivare gli strumenti di propria competenza, non escluse le prerogative ispettive dall’ordinamento, al fine di assumere notizie aggiornate e spiegazioni convincenti riguardo ai ritardi nella definizione del procedimento in oggetto».
Tutto era nato a Bracciano da un’indagine avviata nel 2014 dai Carabinieri. A finire sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti i rapporti, gli incontri e le telefonate tra alcuni imprenditori, e diversi amministratori locali.
Secondo quanto emerso da diverse intercettazioni telefoniche e dalle indagini dettagliate da parte degli inquirenti, gli imprenditori, grazie ai rapporti privilegiati con amministratori e tecnici comunali, avevano la possibilità, tra le altre, di venire a conoscenza dei prossimi bandi in uscita ancor prima della loro pubblicazione, ottenendo così la possibilità di poter stilare un’offerta che sicuramente sarebbe stata poi approvata dagli uffici.
Le indagini partite da Bracciano arrivarono fino a Cerveteri.
Anche in questo caso, da alcune telefonate sarebbero emersi dei rapporti confidenziali tra gli imprenditori, con almeno un paio di amministratori comunali m che spesso contattavano direttamente l’imprenditore e la sua ditta per lo svolgimento di lavori sul territorio comunale, anziché affidarsi alla Multiservizi caerite, come ad esempio tappare le buche, installare alcune transenne per lo svolgimento di manifestazioni, o risistemare alcuni luoghi pubblici in occasione di eventi e manifestazioni.









