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Coronavirus, il Lazio rischia di tornare regione arancione?





La Regione ha predisposto controlli più serrati nelle piazze e vie di Roma e nelle città del litorale

Coronavirus, il Lazio rischia di tornare regione arancione? –

Il Lazio potrebbe tornare regione arancione: è un rischio serio che potrà essere sciolto solo con la prossima riunione della Cabina di Regia.

Decisione che potrebbe arrivare già questo sabato, 27 febbraio, con un giorno di ritardo rispetto alla consueta conferenza stampa del venerdì.

Per ora il rischio è stato scongiurato e sono state introdotti anche dei nuovi sistemi per scongiurare assembramenti, non solo a Roma, ma anche sul litorale.

Le iniziative organizzate dalla Regione sono sostanzialmente ferrei controlli agli accessi di alcune delle piazze più note della Capitale e lungo le vie dello shopping.

I controlli non dovrebbero fermarsi solo a Roma, ma, appunto, estendersi anche alle città costiere, come Ostia, Fregene, Fiumicino, Anzio, Nettuno, Civitavecchia, Santa Marinella e Manziana.

Saranno coinvolte ovviamente le Polizie Locali per svolgerli al di fuori del Raccordo anulare.

Sebbene l’indice RT della Regione sia rimasto sostanzialmente stabile, la preoccupazione è oggi causata da altri fattori, in primo luogo la diffusione delle varianti del ceppo originario del Covid-19.

Le due varianti che fanno paura sono quella così detta inglese e quella brasiliana: a causa loro tra Roma, Acilia e Fiumicino sono già state chiuse alcune scuole.

Il problema delle varianti è la loro capacità di diffondersi più velocemente del ceppo originario e si tema un nuovo sovraffollamento degli ospedali.

Quest’ultimi sono già al limite imposto dalle direttive del Ministero della Salute.

Anche l’Assessore D’Amato ha posto l’accento oggi sulla questione: “Stimiamo il valore RT sotto 1, ma è altissimo il livello di attenzione”.

Claudio Lippi

(Immagine di repertorio di Piazza Navona, Roma)