Maxi operazione dei militari oggi in diversi comuni a nord-est dalla Capitale. In manette 33 persone
“Piazze dello spaccio”, blitz dei Carabinieri anche a Cerveteri –
Associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, cessione e detenzione ai fini di spaccio, estorsione aggravata dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, detenzione e porto abusivo di armi.
Sono queste le accuse a vario titolo di cui dovranno rispondere le 33 persone arrestate nella giornata di oggi dai Carabinieri nelle province di Roma, Reggio Calabria, Venezia e Grosseto. In particolare, i carabinieri del comando provinciale di Roma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’ufficio del Gip del tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 33 persone.
Il provvedimento cautelare si basa sulle risultanze acquisite dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci nell’ambito dell’indagine convenzionalmente denominata “Enclave”, sviluppata tra il 2017 e il 2018, che ha consentito di individuare e disarticolare un sodalizio contiguo alla ‘ndrangheta, costituito da calabresi e romani, dedito allo spaccio, ricostruendone i canali di approvvigionamento, il sistema di gestione delle piazze dello spaccio e le modalità di cessione.
Le attività del sodalizio si svolgevano in particolar modo nella zona nord ovest della Capitale. Tra le città sotto la lente di ingrandimento anche la città etrusca di Cerveteri. Al vertice del sodalizio c’era P.V., pluripregiudicato che da tempo viveva a Sacrofano da dove dirigeva le sue attività illecite avvalendosi anche dei propri familiari. Proprio a loro erano affidate le operazioni più delicate come reperire i canali di approvvigionamento, curare i rapporti con gli altri associati, trasferire il denaro contante, attuare per conto del capo azioni intimidatorie, garantire la riservatezza delle comunicazioni tra gli accoliti, cercando di eludere le eventuali captazioni delle forze dell’ordine.
Durante le indagini sono state ricostruite in maniera dettagliata anche le operazioni di narcotraffico tra le quali spiccano la negoziazione di una partita di 20 chili di cocaina proveniente dalla Colombia, la compravendita di una partita di 12 kg di cocaina al prezzo di 312mila euro, la trattativa per l’acquisto di 1.500 chili di hashish da cedere ad acquirenti già individuati e attivi nella zona nord della Capitale.
Anche dopo l’arresto di 10 persone colte in flagranza per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti e di 2 persone per detenzione abusiva di armi e munizionamento, le attività di spaccio al dettaglio e quelle legate alla ricerca di nuovi canali, non si sono fermate. In diverse occasioni è stato anche documentato l’uso della violenza da parte degli indagati, in particolar modo nelle attività connesse al recupero crediti con modalità estorsive, come ad esempio minacce di morte anche nei riguardi di congiunti, o come appiccare il fuoco ai veicoli.
Sotto i riflettori anche alcune attività commerciali come un’autofficina a Sacrofano, considerata la base logistica del sodalizio criminoso, un solarium usato come base logistica dai responsabili della piazza di spaccio della zona Borghesiana;un bar – tabacchi, sito in zona Casalotti, gestito da a persona da P.V., il quale, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia patrimoniale, attribuiva fittiziamente la titolarità della società di gestione del bar alla moglie e quella relativa alla tabaccheria a due nipoti. Quest’ultima attività commerciale è stata sottoposta a sequestro preventivo contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari personali.









