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Il Lazio tra le Regioni scelte per accogliere le scorie nucleari





Le aree individuate in diversi comuni del viterbese. I sindaci in rivolta: “Il Governo dovrà darci una risposta”

Il Lazio tra le Regioni scelte per accogliere le scorie nucleari –

Il Lazio finisce tra le 7 Regioni considerate idonee ad accogliere le scorie nucleari. Come riporta Canale 10 è stata infatti elaborata la proposta di Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee alla localizzazione del Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi.

La fase di consultazione dei documenti dovrebbe durare circa 2 mesi. Al termine di questa prima fase si terrà il seminario nazionale.

Il Lazio tra le Regioni scelte per accogliere le scorie nucleari
Il Lazio tra le Regioni scelte per accogliere le scorie nucleari

Le Regioni individuate sono 7: Piemonte, Toscana, Lazo, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia.

Per quanto riguarda la Regione Lazio le aree individuate si trovano nel viterbese e riguardano: Corchiano, Gallese, Vasanello, Vignanello, Soriano nel Cimino. Spostandosi, invece, verso il mare troviamo: Tarquinia, Tuscania, Canino, Montalto Di Castro, Arlena Di Castro, Tessennano, Piansano, Cellere, e Ischia di Castro.

Il deposito sarà costruito in un’area di 150 ettari di cui 110 dedicati al deposito e 40 al Parco.

All’interno del deposito ci saranno 90 costruzioni in calcestruzzo armato dove saranno collocati grandi contenitori in calcestruzzo speciale che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con all’interno i rifiuti radioattivi già condizionati.

In totale saranno ospitati circa 78mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività.

E appena appresa la notizia a dire “no” a “un altro regalo del Governo Conte” è stato l’ex sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci.

“I sindaci – ha detto – già si stanno organizzando, il Governo dovrà darci una risposta”.

“I ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente hanno dato il «nulla osta» alla pubblicazione della mappa, tenuta rigorosamente chiusa nei cassetti della Sogin, la società che si occupa dello smantellamento delle vecchie centrali, per tutto questo tempo”.

“La Sogin ha tenuto un consiglio straordinario lo scorso 31 dicembre”.

“Dalla pubblicazione del 5 gennaio – ha spiegato Caci – inizia l’iter della consultazione pubblica. Poi la costruzione. Che cosa accadrà ora? Nei sessanta giorni successivi alla pubblicazione del 5 gennaio parte la «consultazione pubblica»”.

“Le Regioni, gli enti locali e i soggetti interessati potranno formulare le loro osservazioni e proposte tecniche alla Sogin”.

“È la prima consultazione pubblica che si svolge in Italia. In generale l’iter non si preannuncia facile, visto che bisognerà raccogliere il consenso delle comunità interessate e delle istituzioni locali”.

“La consultazione pubblica durerà in tutto quattro mesi, compreso anche il «seminario nazionale» che Sogin dovrà organizzare, e una successiva rielaborazione di tre mesi che darà luogo alla «Carta nazionale delle aree idonee»”.

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