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Coronavirus, oggi in Italia 17.992 nuovi casi e 674 decessi





I dati di oggi dell’emergenza Covid forniti dal Ministero della Salute: 22.272 i guariti nelle ultime 24 ore

Coronavirus, oggi in Italia 17.992 nuovi casi e 674 decessi –

In Italia, dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, almeno 1.921.778 persone (compresi guariti e morti) hanno contratto il virus Sars-CoV-2: i nuovi casi, secondo i dati delle ultime 24 ore forniti dal Ministero della Salute, sono 17.992, +0,8% rispetto al giorno prima (ieri erano +18.236), mentre i decessi odierni sono 674, +1% (ieri erano +683), per un totale di 67.894 vittime da febbraio. Le persone guarite o dimesse sono 1.226.086 complessivamente: 22.272 quelle uscite oggi dall’incubo Covid, +1,8% (ieri erano +27.913). E gli attuali positivi — i soggetti che adesso hanno il virus — risultano essere in totale 627.798, pari a -7.545 rispetto a ieri, -1,2% (ieri erano -10.363). La flessione degli attuali positivi di oggi — con il segno meno davanti — dipende dal fatto che i guariti, sommati ai decessi, sono in numero maggiore rispetto ai nuovi casi.

I tamponi sono stati 179.800, ovvero 5.520 in meno rispetto a ieri quando erano stati 185.320. Mentre il tasso di positività è del 10% (l’approssimazione di 10,0006%): vuol dire che su 100 tamponi eseguiti 10 sono risultati positivi; ieri era del 9,9%. Questa percentuale dà l’idea dell’andamento dei contagi, indipendentemente dal numero di test effettuati.

Meno contagi in 24 ore rispetto a ieri, a fronte di meno tamponi, con il rapporto di casi su tamponi (il tasso di positività) che si alza di pochissimo, passando dal 9,9% al 10%. La situazione non migliora come dovrebbe. L’indice Rt sale da 0,82 a 0,86. «C’è un’inversione di tendenza in atto, l’Rt tende a non scendere più — dice Gianni Rezza, direttore della prevenzione del Ministero della Salute, al Forum Risk Management di Arezzo —. Dobbiamo avere atteggiamenti previdenti per evitare che l’epidemia riparta durante la campagna vaccinale: questo è un rischio da scongiurare». Occorre un ultimo sforzo. «Stiamo percorrendo l’ultimo miglio — afferma il ministro degli Esteri Luigi Di Maio —. Dobbiamo stringere i denti».

Il Veneto rimane la regione più colpita dal 5 dicembre (+4.211 casi) e oggi registra anche il maggior numero di vittime (+107 decessi). Seguono per numero di nuove infezioni in ordine decrescente: Lombardia (+2.744, qui il bollettino), Emilia-Romagna (+1.745), Lazio (+1.428), Puglia (+1.314), Piemonte (+1.210**) e Campania (+1.201) che torna sopra quota mille. Tutte le altre regioni hanno incrementi a due o a tre cifre. In basso il dettaglio con relativi tamponi.

Le vittime sono più di 600 per il terzo giorno consecutivo, dopo gli 846 decessi del 15 dicembre. È il dato più tragico. Soltanto il Molise registra zero decessi, mentre il maggior numero di morti è in Veneto (+107), Piemonte (+79), Emilia-Romagna (+75) e Lazio (+74). In basso il dettaglio di tutte le regioni.

Diminuisce la pressione sugli ospedali, ma «siamo sopra la soglia critica per i posti occupati in area medica e intensiva» sottolinea Rezza. I ricoverati nei reparti Covid ordinari sono 25.769 in totale: qui i posti letto occupati sono -658 rispetto al giorno prima -2,5% (ieri -470). Mentre i malati più gravi in terapia intensiva (TI) sono 2.819 in totale: i posti letto occupati in rianimazione sono -36 rispetto al giorno prima -1,3% (ieri -71), ma sono entrate +189 persone in TI (ieri +183), con la Campania che non fornisce questo dato. Se i posti letto occupati in terapia intensiva sono diminuiti di 36 unità, ma sono entrate 189 persone in TI, significa che nelle ultime 24 ore sono usciti dalla TI 225 pazienti (189+36) in quanto migliorati o deceduti. Il maggior numero di ingressi in TI è in Veneto (+36), Puglia (+28), Emilia-Romagna (+24) e Lombardia (+22), come mostra la tabella in basso, la quarta colonna da destra.

È probabile che parte dei decessi si sia verificata nei reparti Covid, causando la decrescita delle degenze. Si tratta di supposizioni perché non abbiamo dati in merito.