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Ladispoli, Vannicola e Bentivoglio davanti al gip a marzo





Il fatto relativo alle dichiarazioni fornite al pm sulla vicenda delle prostitute e Ciontoli. Il legale di Vannicola, l’avvocato Chiocca: “Vicenda già archiviata presso la procura di Viterbo”

Ladispoli, Vannicola e Bentivoglio davanti al gip a marzo –

False informazioni al pubblico ministero, calunnia e diffamazione.

Sarebbero questi i reati contestati a Davide Vannicola e a Giovanni Bentivoglio e per le quali il pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio.

La storia riguarderebbe la vicenda legata ad Antonio Ciontoli, imputato nel processo per l’omicidio di Marco Vannini e condannato dall’Appello bis a 14 anni per omicidio volontario con dolo eventuale.

Vannicola, nel 2019 avrebbe consegnato alla Procura di Civitavecchia la registrazione di una telefonata trascritta, di un ex sottufficiale della Guardia di Finanza, Giovanni Bentivoglio.

Nella registrazione era emersa la presenza, nella caserma dei carabinieri di Ladispoli, di un fascicolo su Antonio Ciontoli relativo a una rapina o estorsione che Antonio Ciontoli avrebbe commesso nei confronti di una prostituta.

Fascicolo che, stando alla registrazione, anziché essere depositato alla Procura di Roma sarebbe finito sul tavolo della Procura di Civitavecchia grazie all’allora comandante dei Carabinieri della stazione di Ladispoli, Roberto Izzo.

E proprio su questa vicenda la Procura avrebbe agito d’ufficio con il pm che avrebbe chiesto il rinvio a giudizio per false informazioni al pubblico ministero, calunnia e diffamazione.

Ora, il gip ha fissato per il 23 marzo 2021 l’udienza preliminare per decidere se procedere nei confronti del “pioniere” e dell’ex sottufficiale della Guardia di Finanza.

Intanto, sulla vicenda, il legale di Davide Vannicola tiene a precisare che a quest’ultimo «non viene contestata la falsa testimonianza o false dichiarazioni rilasciate al pm».

Si tratta di una vicenda «già archiviata presso la Procura della Repubblica di Viterbo» dove il caso era finito dopo la pubblicazione su un quotidiano della trascrizione dell’audio di Bentivoglio.

Quello che gli viene contestato – ha proseguito l’avvocato Chiocca – è di aver portato la registrazione, presente su un gruppo whatsapp, alla Procura».

Per il legale, insomma il “pioniere” non avrebbe commesso nessun reato. Ora la parola al gip il 23 marzo prossimo.