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Ladispoli, il segnale per diversamente abili c’è ma non si vede





L’unico posto auto riservato della via occupato purtroppo spesso dagli automobilisti a causa della non visibilità della segnaletica stradale

Ladispoli, il segnale per diversamente abili c’è ma non si vede –

Ladispoli, il segnale per diversamente abili c'è ma non si vede
Ladispoli, il segnale per diversamente abili c’è ma non si vede

Il segnale di parcheggio riservato a persone diversamente abili c’è … ma purtroppo non si vede.

A renderlo invisibile all’occhio umano quell’albero imponente sul marciapiede, che con i suoi rami e le sue foglie lo ha completamente “assorbito”, facendolo diventare parte di sè.

Le strisce gialle per terra non ci sono.

Sbiadite dal tempo o forse mai realizzate.

E così, proprio lì, in quell’unico posto riservato ai diversamente abili, a parcheggiare, sono gli automobilisti non autorizzati.

Siamo in via di Santa Severa. Proprio vicino al mare.

Quel cartello verticale è “invisibile” ormai da diverso tempo.

Un anno, secondo le testimonianze di alcuni cittadini che spesse volte, si sono visti “occupato” un posto a loro riservato.

“Il problema – spiega un ladispolano – è che nemmeno la municipale, una volta chiamata, ha potuto fare nulla, proprio perché il cartello non si vede”.

Ladispoli, il segnale per diversamente abili c'è ma non si vede
Ladispoli, il segnale per diversamente abili c’è ma non si vede

Ovviamente la “particolarità” di quel cartello è anche un’altra: il segnale è visibile solo proveniente dal mare.

E’ stato posizionato, infatti, all’incontrario. E così, anche qualora fosse visibile, non lo sarebbe all’automobilista che procedendo da via Roma e svoltando su via di Santa Severa se lo ritrovasse davanti.

Sicuramente un errore. Un errore però, “a discapito dei diversamente abili che magari si recano al mare per respirare un po’ d’aria pulita o per una passeggiata”.

Quel posto infatti non sarebbe riservato a un utente in particolare, ma come spiegato da alcuni cittadini, “è stato posizionato lì per coloro i quali vanno al mare e ne necessiterebbero”.

L’auspicio è ora che, dopo un anno di segnalazioni, qualcuno possa risolvere il problema, “garantendo finalmente quel posto a chi ne ha diritto”.