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Tidei: “Porta d’Italia” è la vera svolta per il lavoro e il futuro ambientale del litorale





Pietro Tidei non ha dubbi: «Con 9 miliardi di euro di investimenti su Fiumicino e migliaia di nuovi posti di lavoro, dobbiamo unirci per contare di più. Chi si oppone alla nuova provincia farebbe bene a mettersi rapidamente il cuore in pace».

«I numeri parlano chiaro: con il piano di Fiumicino parliamo di oltre 60 mila nuovi posti di lavoro in Italia e ben 21 mila nella nostra provincia». A dirlo è Pietro Tidei, commentando il maxi-investimento di Aeroporti di Roma (ADR) per la quarta pista e l’obiettivo record dei 100 milioni di passeggeri l’anno.

Per Tidei, con questi numeri (elaborati secondo la previsione dell’ Università LUISS) chi oggi fa ancora opposizione alla nascita della nuova provincia “Porta d’Italia” incassa un colpo durissimo, soprattutto sul piano politico.

Anche perché, piaccia o no ai detrattori, la strada istituzionale va avanti da sola: dopo la Finanziaria arriverà la legge su Roma Capitale. Approvata quella dal Senato, ci saranno sei mesi di tempo per decidere il futuro dei territori. E per Civitavecchia il bivio è netto: o scegliere l’asse con Viterbo, oppure fare blocco unito con Fiumicino, Ladispoli, Santa Marinella, Allumiere, Tolfa, insieme a tutti i comuni che ruotano intorno all’asse logistico Porto-Aeroporto.

«Porto e aeroporto – sottolinea Tidei – sono i veri motori che faranno girare l’economia e creare occupazione. Mettersi insieme è l’unica strada per avere un peso politico vero, capace di farsi sentire con il Governo e con la Regione. Sono occasioni di crescita reali e concrete, a differenza di tante parole che si sentono in giro. Ma c’è di più. La nuova provincia Porta d’Italia serve a difendersi dai vari pericoli ambientali, a partire dalla questione del biodigestore e dei rifiuti.

L’assemblea dei sei Consigli Comunali che si è tenuta in settimana, peraltro finita in un nulla di fatto e senza neanche un voto di pronunciamento, ha dimostrato plasticamente quanto i nostri comuni siano deboli e disarmati. Con l’avvento di Roma Capitale con la nuova Provincia Porta d’Italia – come è stato riconosciuto da più sindaci – anche discariche e rifiuti prendono strade differenti. La direzione che conduce alla nuova provincia Porta d’Italia è quella giusta ed è bene che gli ultimi oppositori si mettano l’animo in pace», conclude Tidei: «La politica e il futuro vanno da un’altra parte».