Cerveteri

Piano Sociale di Zona, Giuseppe Zito (PD): «Basta con l’alternanza del capofilato, si stabilizzino i servizi e il personale»





Il consigliere del Partito Democratico di Cerveteri interviene sulle criticità gestionali che coinvolgono gli enti del litorale: «Prima di costituire enti complessi e costosi, serve buon senso: stop alla rotazione e via libera alle assunzioni a tempo indeterminato»

CERVETERI — Un momento di fragilità amministrativa attraversa i Comuni di Cerveteri e Ladispoli, ponendo al centro del dibattito politico il futuro del welfare locale. A sollevare il tema con forza è Giuseppe Zito, consigliere comunale del Partito Democratico, che interviene senza mezzi termini sulla gestione del Piano Sociale di Zona.

Nel dibattito che in passato ha frenato l’istituzione immediata del Consorzio Sociale a Cerveteri, Zito rivendica la propria posizione: «Non so se coloro che hanno frenato l’istituzione del Consorzio Sociale a Cerveteri avessero previsto anche quanto avrebbe potuto incidere questa situazione storica, io ero tra questi. Con le mie ragioni e senza presunzione di essere per forza dalla parte giusta della storia».

Tuttavia, il quadro odierno impone un cambio di passo immediato, dettato unicamente dalla tutela di un settore chiave per il territorio: «Proprio perché ho a cuore questo settore, ho la sensazione che nessuno si stia ponendo il tema di come intervenire per rafforzare l’attuale gestione del Piano Sociale di Zona».

La criticità storica: la sfiducia reciproca e la rotazione del capofila

Al centro dell’analisi del capogruppo dem c’è il cortocircuito istituzionale che per anni ha penalizzato la continuità amministrativa. La principale criticità, evidenzia Zito, «sta proprio nella storica sfiducia reciproca che le due Amministrazioni hanno coltivato negli anni e che portò ad una gestione alternata del comune capofila».

Una scelta di compromesso che, nei fatti, si è tradotta in un boomerang per l’efficienza dei servizi: «Questa rotazione, oltre ad una serie di inefficienze nel passaggio dei fondi e della gestione dei servizi da un comune all’altro, a quanto dicono i tecnici, non consente di assumere a tempo indeterminato il personale (assistenti sociali, amministrativi, ecc.) che servirebbe per una gestione ottimale del Piano di Zona».

L’appello ai Sindaci: «Agiamo ad horas prima della scadenza del 31 dicembre»

Il tempo stringe, complice una scadenza calendarizzata che rischia di perpetuare le stesse inefficienze. Da qui l’appello diretto ai sindaci delle due città: «Ora io chiedo ai Sindaci di Cerveteri e Ladispoli se, davvero hanno a cuore questo settore e non ho motivi per dubitarne, di fare quanto nelle loro possibilità ad horas».

La ricetta proposta da Zito si muove sul binario del pragmatismo puro, scevro da sovrastrutture ideologiche: «Ovvero, porre fine all’alternanza del capofilato, decidere quale ente ospita la gestione del Piano di Zona, consentire l’assunzione di personale e vedere se con questa “piccola” accortezza risolviamo i problemi reali del sociale, prima di costituire un ente complesso che non sappiamo quanto costerà davvero e quanto sia davvero utile».

Un’urgenza ribadita anche in vista della prossima scadenza tecnica: «Agiamo con pragmaticità e senza pregiudizi. Facciamo in fretta perché il 31 dicembre terminerà la gestione ceretana e il capofilato passerà al Comune di Ladispoli. É una decisione che può essere assunta in fretta: lasciarlo a Cerveteri o a Ladispoli in maniera permanente, permettere la pianificazione delle assunzioni a tempo indeterminato».

Infine, uno sguardo prospettico che non esclude il futuro, ma rimette ordine nelle priorità: «Qualora arriverà un giorno il Consorzio, questo potrà assorbire le risorse già in dotazione all’ufficio di Piano invece di dover fare nuove assunzioni».

Una proposta che il capogruppo del PD definisce in conclusione «una decisione semplice, di buon senso e risolutiva».