Cerveteri

Furono deportati nei lager nazisti, Medaglie d’Onore a Giovanni Pietroforte e Ginesio Donati: il Sindaco di Cerveteri incontra le famiglie in Municipio





Incontro organizzato da Bruno Rinaldi, Presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri d’Italia Sezione Intercomunale Ladispoli – Cerveteri. Pietroforte e Donati insigniti del massimo riconoscimento postumo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri

Ieri pomeriggio, il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti ha ricevuto all’interno del Palazzo del Municipio in Piazza Risorgimento le famiglie di Giovanni Pietroforte e Ginesio Donati, cittadini di Cerveteri insigniti postumi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri della Medaglia d’Onore in quanto deportati e internati nei lager nazisti.

Ad organizzare l’incontro, Bruno Rinaldi, in qualità di Presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri d’Italia Sezione Intercomunale Ladispoli – Cerveteri, da sempre estremamente attivo nelle iniziative volte a preservare e conservare la memoria e la storia cittadina.

“Non dobbiamo mai cancellare la storia, ciò che è stato e non dovrà ripetersi mai più – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – ogni qualvolta mi capita di ricevere le famiglie di nostri concittadini che hanno vissuto gli orrori della guerra è sempre un momento emozionante e toccante. In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, a distanza di più di un secolo dal primo conflitto mondiale e a 80 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ancora oggi le cronache ci raccontano nuovi scenari bellici in Europa e nel mondo. Ascoltare i racconti di questi nostri concittadini è stato un momento davvero toccante. Momenti come questi sono importanti, preziosi, perché ci aiutano a ricordare ancora e a tenere sempre alto quel valore inestimabile chiamato Memoria”.

“Già in passato – prosegue il Sindaco Gubetti – proprio grazie al lavoro di Bruno, che ringrazio di vero cuore, ho incontrato famiglie di reduci dei conflitti mondiali o di nostri concittadini mai più tornati dalle guerre. Ogni volta è una nuova storia, un nuovo pezzo di storia che è importante tramandare ancora per far sì che non accada mai più”.