Un post sul profilo Instagram ufficiale dell’Amministrazione finisce al centro della polemica. L’associazione Libera Ladispoli-Cerveteri ne chiede la rimozione immediata: «Le istituzioni devono prevenire le dipendenze, non normalizzarle»
LADISPOLI – Scoppia la polemica a Ladispoli attorno alla comunicazione istituzionale dell’Amministrazione comunale. Al centro dello scontro, un contenuto apparso di recente sul profilo Instagram ufficiale del Municipio (una storia/post) che, secondo la presidio locale dell’associazione Libera Ladispoli-Cerveteri, conterrebbe messaggi di incentivo al gioco d’azzardo.
L’associazione contro le mafie e per la promozione della legalità è intervenuta con una presa di posizione netta, chiedendo la rimozione immediata del contenuto e ponendo l’accento sul ruolo pedagogico ed etico che gli enti pubblici dovrebbero sempre mantenere nei confronti della cittadinanza.
«Incentivo al gioco»: la denuncia di Libera
«Ieri abbiamo notato che sul profilo Instagram del Comune di Ladispoli è apparsa una storia/post in cui si incentiva al gioco. Come Libera Ladispoli-Cerveteri chiediamo la rimozione immediata del post», si legge nella nota diffusa dall’associazione.
Secondo Libera, la comunicazione sui canali social degli enti locali richiede la massima prudenza, specialmente quando tocca temi delicati come la ludopatia. Il gioco d’azzardo, ricordano dall’associazione, può trasformarsi rapidamente in una vera e propria patologia – il Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA) – capace di compromettere la stabilità economica, emotiva e relazionale di intere famiglie.
I dati sui giovani e la piaga delle dipendenze digitali
A supporto della propria posizione, l’associazione richiama i dati del report GAPUnplugged dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), secondo cui circa il 3% dei giovani che giocano presenta un profilo patologico o fortemente problematico. Un fenomeno sempre più pervasivo tra gli adolescenti, complice l’accesso incontrollato a smartphone, app e piattaforme di gioco online accessibili in qualsiasi momento.
L’aggravante locale: a Ladispoli manca il SERD
La situazione si inserisce in un contesto territoriale già privo di presidi sociosanitari specifici. Libera evidenzia infatti come a Ladispoli non sia presente una sede del SERD (il Servizio per le Dipendenze dell’ASL), struttura di riferimento per la cura e il recupero delle persone affette da ludopatia.
Una carenza infrastrutturale che rende ancora più urgente l’adozione di politiche pubbliche orientate alla sensibilizzazione e alla prevenzione primaria.
Le richieste all’Amministrazione comunale
Di fronte a questo quadro, l’appello rivolto alla giunta comunale non si limita al solo ritiro del post social, ma chiede un cambio di passo nelle politiche locali:
- Rimozione del post contestato e chiarimenti sulla natura della pubblicazione;
- Avvio di campagne informative e percorsi educativi sulla prevenzione del gioco patologico, rivolti in particolare alle scuole;
- Assunzione di responsabilità etica per evitare la normalizzazione dei messaggi legati all’azzardo.








