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Cerveteri, la scuola aperta a tutti: a Sala Ruspoli un confronto sul decreto scuola e sul diritto all’istruzione





Dall’articolo 34 della Costituzione al tetto del 30% per gli studenti stranieri. Al centro dell’incontro promosso da Europa Verde, Comune di Cerveteri, FLC CGIL e Consulta dei Migranti, l’accessibilità della scuola, l’integrazione e le opportunità formative. Ampio spazio all’intervento della sindaca Elena Gubetti e alle testimonianze del mondo scolastico.

Cerveteri, la scuola aperta a tutti: a Sala Ruspoli un confronto sul decreto scuola e sul diritto all’istruzione –

CERVETERI – Una scuola realmente aperta a tutti, capace di accogliere le differenze, garantire pari opportunità e accompagnare la crescita culturale, sociale e personale delle nuove generazioni. È stato questo il filo conduttore dell’incontro pubblico “La scuola aperta a tutti. Gli studenti… del domani”, svoltosi martedì 13 ottobre presso Sala Ruspoli, in Piazza Santa Maria a Cerveteri.

L’iniziativa, promossa con il coinvolgimento di Europa Verde Cerveteri, Comune di Cerveteri, FLC CGIL e Consulta comunale dei Migranti e dei Cittadini Apolidi, ha rappresentato un’occasione di approfondimento e confronto sulle disposizioni del nuovo decreto scuola del Governo Meloni, con particolare riferimento ai criteri di composizione delle classi e all’integrazione degli studenti di cittadinanza straniera.

Un incontro partecipato, moderato dal giornalista Marco Di Marzio, durante il quale rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo scolastico, sindacale e associativo, insieme ai cittadini presenti, hanno affrontato le criticità del provvedimento, richiamando il principio fondamentale sancito dall’articolo 34 della Costituzione italiana: «La scuola è aperta a tutti».

Ad aprire la serata è stata Maria Pia Cetrini, con la lettura di un brano tratto da Il giorno prima della felicità di Erri De Luca, introducendo una riflessione sul valore della conoscenza e delle opportunità che accompagnano la crescita individuale.

A seguire, Roberto Giardina, co-portavoce di Europa Verde Cerveteri, ha rivolto il saluto di accoglienza, illustrando le ragioni dell’iniziativa. Giardina ha evidenziato come l’obiettivo non fosse soltanto esprimere una posizione critica nei confronti del decreto governativo, ma soprattutto favorirne la conoscenza, analizzarne le conseguenze e approfondire le questioni sollevate dalle nuove disposizioni.

Un confronto promosso da realtà che, pur nelle rispettive competenze e sensibilità, condividono una visione della scuola fondata sull’inclusione e sull’universalità del diritto all’istruzione.

Elena Gubetti: la scuola come diritto, la mobilità come condizione per accedervi

Particolarmente significativo l’intervento della sindaca di Cerveteri, Elena Gubetti, che ha portato i saluti istituzionali dell’amministrazione comunale, rappresentando anche l’assessora alla Pubblica Istruzione Romina Vignaroli.

La prima cittadina ha ribadito la centralità della scuola nelle politiche dell’amministrazione, sottolineando come il diritto allo studio non possa essere considerato soltanto un principio astratto, ma debba tradursi in condizioni concrete che consentano a ogni ragazzo di accedere alle opportunità formative.

La scuola, nella riflessione proposta dalla sindaca, rappresenta uno dei principali pilastri della crescita della persona, insieme alla famiglia. È il luogo nel quale si costruiscono conoscenze, relazioni, consapevolezza e senso di appartenenza alla comunità. Per questo deve essere accessibile, inclusiva e capace di rispondere ai cambiamenti della società contemporanea.

Gubetti ha richiamato anche una questione particolarmente sentita sul territorio: il collegamento ferroviario tra Ladispoli, Cerveteri e Civitavecchia, utilizzato quotidianamente da numerosi studenti per raggiungere gli istituti scolastici.

La sindaca ha ricordato l’impegno portato avanti sul tema della mobilità ferroviaria, anche attraverso il confronto con il Comitato Pendolari, per ottenere un potenziamento delle corse, soprattutto nelle fasce orarie mattutine.

Un’esigenza che assume un significato direttamente collegato al diritto allo studio: garantire collegamenti adeguati significa permettere agli studenti di raggiungere gli istituti superiori di Civitavecchia e di scegliere il percorso formativo più rispondente alle proprie aspirazioni, senza che le difficoltà degli spostamenti diventino un ostacolo.

Il diritto alla scuola, dunque, non si esaurisce nell’apertura delle porte degli istituti, ma comprende anche la possibilità effettiva di raggiungerli, frequentarli e completare il proprio percorso educativo.

La sindaca ha inoltre richiamato il carattere multiculturale della comunità cerveterana, nella quale la presenza di cittadini di origine straniera costituisce una componente della realtà sociale. Un contesto che, secondo la posizione espressa durante l’incontro, richiede politiche capaci di valorizzare l’integrazione piuttosto che introdurre ulteriori elementi di separazione.

In questa prospettiva, Gubetti ha espresso perplessità rispetto al limite del 30% previsto dal decreto per determinate categorie di studenti con cittadinanza non italiana, evidenziando le difficoltà che potrebbero emergere nella sua applicazione e la necessità di confrontare ogni scelta normativa con le caratteristiche effettive delle comunità scolastiche.

Il decreto scuola e il tetto del 30%: le criticità al centro del dibattito

Uno dei temi maggiormente approfonditi è stato il Decreto-Legge 30 settembre 2026, n. 170, che introduce, tra le altre disposizioni, nuovi criteri per la composizione delle classi in contesti multiculturali.

In particolare, a partire dall’anno scolastico 2027/2028, nelle classi iniziali sono previsti limiti del 30% per specifiche categorie di alunni con cittadinanza non italiana, individuate sulla base del percorso scolastico già svolto in Italia. Il provvedimento prevede inoltre misure organizzative per distribuire le iscrizioni tra istituti scolastici vicini.

Il Governo ha presentato queste disposizioni come strumenti per favorire l’integrazione e una distribuzione equilibrata degli studenti. Nel corso dell’incontro di Cerveteri sono state invece approfondite le preoccupazioni relative alla loro concreta applicabilità, ai possibili effetti sull’organizzazione scolastica e al rischio che criteri quantitativi possano incidere negativamente sui percorsi di inclusione.

Il confronto ha posto al centro una questione di fondo: come conciliare le esigenze organizzative del sistema scolastico con il rispetto delle diversità, della libertà di scelta educativa e dell’effettiva universalità del diritto allo studio.

Le testimonianze della Consulta dei Migranti e del mondo scolastico

Sul rapporto tra integrazione, cittadinanza e scuola si è soffermata Astrid Rajkovich, presidente della Consulta comunale dei Migranti e dei Cittadini Apolidi di Cerveteri.

Il suo contributo ha richiamato le difficoltà che le nuove disposizioni potrebbero determinare per gli studenti stranieri e per le loro famiglie, sottolineando l’importanza della scuola come luogo di incontro tra culture, esperienze e percorsi personali differenti.

La riflessione ha evidenziato come l’inclusione non possa essere ridotta a una questione numerica, ma debba essere sostenuta attraverso strumenti educativi, risorse adeguate, accompagnamento linguistico e attenzione alle specificità dei singoli studenti.

Sono quindi intervenuti il dottor Roberto Crescenzi e il professor Riccardo Agresti, che hanno arricchito il confronto attraverso esperienze e testimonianze maturate nel mondo dell’istruzione.

Crescenzi ha rivolto particolare attenzione alla realtà scolastica romana, offrendo elementi di riflessione sulle difficoltà e sulle trasformazioni che interessano le scuole in contesti urbani complessi e multiculturali.

Agresti, già dirigente scolastico, ha invece richiamato anche precedenti esperienze legate all’insegnamento delle lingue e all’integrazione degli alunni stranieri, ricordando il dibattito politico che nel 2018 coinvolse anche Matteo Salvini sul tema dell’insegnamento del rumeno a scuola.

Un richiamo utile a collocare la discussione attuale all’interno di un confronto più ampio, che da anni interessa il sistema scolastico italiano e il suo rapporto con una società sempre più articolata sul piano culturale.

Paola Grilli: l’attenzione alle ricadute organizzative e lavorative

Il punto di vista sindacale è stato portato da Paola Grilli, segretaria territoriale della FLC CGIL per Civitavecchia, Roma Nord e Viterbo.

L’intervento ha approfondito le implicazioni del decreto rispetto all’organizzazione delle istituzioni scolastiche, al lavoro del personale e alle condizioni necessarie per garantire un’offerta formativa efficace.

Al centro della riflessione, la necessità di valutare non soltanto le finalità dichiarate dal provvedimento, ma anche le conseguenze operative delle nuove disposizioni: dalla formazione delle classi alla gestione delle iscrizioni, fino alle risorse e agli strumenti che dovranno essere messi a disposizione delle scuole.

Una prospettiva che ha richiamato l’importanza delle tutele per il personale scolastico e della qualità del lavoro educativo, evidenziando come l’integrazione richieda investimenti, competenze e continuità progettuale.

Il contributo di Europa Verde e la voce degli studenti

Nel corso dell’incontro è intervenuta anche la professoressa Marta Elisa Bevilacqua, co-portavoce provinciale di Europa Verde e delegata alla scuola per ANCI Lazio.

Il suo contributo ha riportato l’attenzione sul valore costituzionale del diritto all’istruzione e sulla responsabilità delle istituzioni nel costruire un sistema scolastico capace di rispondere alle esigenze di tutti.

Particolare attenzione è stata rivolta alla necessità di considerare la scuola non soltanto come luogo di trasmissione delle conoscenze, ma anche come spazio di formazione della cittadinanza, di confronto e di crescita collettiva.

Tra gli interventi aperti al pubblico, significativa anche la testimonianza della studentessa Arianna Ciorca, che ha portato il punto di vista di chi vive quotidianamente la realtà scolastica.

Il suo contributo ha richiamato l’importanza di preservare una scuola accessibile, nella quale ogni studente possa trovare opportunità di crescita, indipendentemente dalla provenienza e dalle condizioni personali. Una testimonianza che ha riportato il dibattito alla dimensione concreta dei ragazzi, destinatari diretti delle scelte che interessano il sistema dell’istruzione.

Le conclusioni di Valerio Zaratti: ripartire dalla Costituzione

A concludere l’incontro è stato Valerio Zaratti, co-portavoce provinciale di Europa Verde, che ha ripreso i principali temi emersi nel corso della serata, richiamando il significato dell’articolo 34 della Costituzione.

Nelle conclusioni è stata ribadita la posizione critica nei confronti delle disposizioni del decreto scuola, considerate dai promotori potenzialmente problematiche rispetto ai principi di inclusione e di piena accessibilità del sistema educativo.

La riflessione finale ha sottolineato come la scuola debba continuare a rappresentare uno spazio di crescita individuale e collettiva, nel quale le differenze non diventino motivo di esclusione, ma occasione di conoscenza reciproca.

L’incontro di Sala Ruspoli ha così offerto un momento di approfondimento pubblico su un provvedimento destinato a incidere sull’organizzazione scolastica dei prossimi anni.

Un confronto che, al di là delle differenti competenze e sensibilità dei partecipanti, ha riportato al centro un principio essenziale: il diritto all’istruzione deve essere accompagnato dalle condizioni concrete che consentano a tutti di esercitarlo.

Perché una scuola davvero aperta a tutti non è soltanto quella che accoglie gli studenti, ma quella che offre a ciascuno la possibilità di costruire il proprio futuro.