Scoppia la protesta politica in aula consiliare. L’opposizione punta il dito contro il Sindaco e la coalizione di governo, accusandoli di sottrarsi sistematicamente al dibattito democratico proprio nel momento in cui l’assemblea è chiamata a discutere le problematiche concrete della città portate all’attenzione del Consiglio tramite le mozioni e le interrogazioni della minoranza.
Al centro delle polemiche c’est l’ormai ricorrente pratica dell’uscita dall’aula da parte dei gruppi di maggioranza per far cadere il dibattito o evitare il confronto sulle questioni più spinose.
«Sindaco e maggioranza si sottraggono al confronto nel momento stesso in cui il Consiglio è chiamato a discutere le istanze dei cittadini portate in aula attraverso mozioni e interrogazioni dell’opposizione», accusano i consiglieri di minoranza attraverso una nota congiunta. «Abbandonare l’aula è diventata una prassi, non una scelta politica: siamo davanti a una grave mancanza di rispetto istituzionale».
Secondo l’opposizione, il gesto della maggioranza non rappresenta uno sgarbo personale tra schieramenti politici, ma una mancanza di attenzione verso l’intera comunità: «Le mozioni e le interrogazioni non appartengono ai consiglieri che le presentano. Dentro quegli atti ci sono problemi reali, disservizi, richieste e cittadini che pretendono risposte. Rifiutarsi di discutirli significa rifiutarsi di ascoltare la città e svilire consapevolmente il ruolo dell’opposizione e dello stesso Consiglio comunale».
In questo clima di forte tensione istituzionale, viene rimarcato il comportamento di responsabilità tenuto da alcune forze di minoranza per garantire il prosieguo dei lavori. «Va riconosciuto al Partito Democratico di essere rimasto in aula e di aver garantito il numero legale, rispettando il ruolo dell’opposizione e la funzione dell’assemblea», si legge nel testo firmato dai gruppi consiliari.
La critica si sposta poi sul piano del metodo di governo e sul rispetto delle regole democratiche che disciplinano la vita dell’amministrazione locale.
«Una maggioranza non può considerare il Consiglio utile quando deve approvare i propri atti e superfluo quando deve rispondere delle proprie scelte», incalza la nota. «Sindaco e maggioranza hanno il dovere istituzionale di restare in aula, ascoltare, confrontarsi e rispondere. Sottrarsi sistematicamente a questo dovere significa svuotare il Consiglio della sua funzione e trasformare il confronto democratico in un fastidio da evitare».
Il quadro delineato dall’opposizione mostra un arroccamento del vertice cittadino all’interno dei palazzi del potere, lontano dai bisogni reali delle persone: «Il problema, ormai, non è soltanto la distanza dalla città. È una politica chiusa nel Palazzo che pretende di governare senza ascoltare. E un’amministrazione che non trova nemmeno il tempo e la responsabilità di restare in aula davanti alle domande dei cittadini certifica da sola la propria idea delle istituzioni».









