Protagonista per oltre mezzo secolo della politica italiana ed europea, ha legato il suo nome alle battaglie per i diritti civili, le libertà individuali e l’Europa. Nei giorni scorsi il ricovero a Roma per una grave crisi respiratoria
Morta Emma Bonino, addio alla storica leader radicale: aveva 78 anni –
È morta Emma Bonino. La storica leader radicale, già ministra degli Esteri e commissaria europea, aveva 78 anni. La notizia della scomparsa, avvenuta venerdì 11 settembre, è stata annunciata da +Europa, il partito di cui era stata tra i fondatori.

Si chiude così una delle più lunghe e riconoscibili esperienze politiche dell’Italia repubblicana. Per oltre cinquant’anni Bonino è stata protagonista di battaglie politiche, sociali e civili, dentro e fuori le istituzioni italiane ed europee.
Nei giorni scorsi le sue condizioni di salute avevano destato forte preoccupazione. Il 7 settembre era stata trasportata in codice rosso all’ospedale Santo Spirito di Roma in seguito a un peggioramento della funzionalità respiratoria. Era rimasta vigile e cosciente, ma i medici avevano disposto il ricovero in terapia intensiva a scopo precauzionale.
Soltanto ieri, 10 settembre, Bonino aveva lasciato la terapia intensiva ed era stata trasferita in una struttura privata. Le sue condizioni venivano comunque definite ancora delicate.
Una vita dedicata alle battaglie civili
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Emma Bonino aveva costruito la propria storia politica all’interno dell’universo radicale, al fianco di Marco Pannella.
Dagli anni Settanta era diventata uno dei volti più conosciuti delle campagne per i diritti civili e le libertà individuali. Il suo nome è legato in particolare alle battaglie sull’aborto e sul divorzio, ma nel corso dei decenni il suo impegno si è esteso alla lotta contro la pena di morte, alle campagne contro le mutilazioni genitali femminili, alla tutela dei diritti delle donne, alla giustizia internazionale, ai diritti dei migranti e alla difesa delle libertà democratiche.
La sua azione politica aveva presto superato i confini nazionali. Bonino è stata più volte parlamentare italiana ed europarlamentare, commissaria europea, ministra per le Politiche europee e il Commercio internazionale nel governo Prodi II e, tra il 2013 e il 2014, ministra degli Affari Esteri nel governo guidato da Enrico Letta.
Importante anche il suo impegno internazionale e umanitario. Nel corso della sua carriera si occupò delle grandi crisi internazionali, dal genocidio in Ruanda ai conflitti nei Balcani, fino alla condizione delle donne in Afghanistan. Nel 1997 venne anche fermata per alcune ore dai talebani durante una visita nel Paese.
La malattia e l’attività politica mai abbandonata
Nel 2015 Bonino aveva annunciato pubblicamente di essere affetta da un tumore al polmone. Una lunga battaglia affrontata senza abbandonare l’attività pubblica e politica. Dopo anni di cure aveva comunicato di aver superato la malattia, continuando a intervenire nel dibattito politico nazionale e a sostenere con forza il progetto di una maggiore integrazione europea.
Nel novembre 2024 aveva ricevuto nella propria abitazione anche la visita di Papa Francesco, un incontro particolarmente significativo tra due personalità spesso lontane su alcuni temi etici ma unite da un rapporto di rispetto e dal comune interesse per diverse questioni umanitarie.
La sua ultima esperienza politica è rimasta fortemente legata a +Europa e alla difesa dell’idea europeista.
Nel ricordarla, il partito ha definito la sua esistenza una lunga battaglia contro tutto ciò che nega la libertà, dalle limitazioni dei diritti civili alla fame nel mondo, dalle mutilazioni genitali femminili ai genocidi e alle diverse forme di autoritarismo.
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pur ricordando le profonde differenze politiche e culturali che le separavano, ha riconosciuto il peso e il ruolo avuto da Bonino nella vita pubblica italiana, ricordandola come una voce forte e riconoscibile della politica nazionale.
Con la morte di Emma Bonino scompare una delle figure più conosciute e controverse della storia politica italiana degli ultimi cinquant’anni: una protagonista capace di dividere profondamente l’opinione pubblica, ma anche di portare alcune delle grandi questioni sui diritti, sulle libertà individuali e sull’Europa al centro del dibattito politico italiano e internazionale.









