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Vecchiotti (FI): “Tarquinia inaugura un nuovo collegamento dedicato a 2.500 crocieristi al mese. Cerveteri non pervenuta”

Vecchiotti (FI): "Tarquinia inaugura un nuovo collegamento dedicato a 2.500 crocieristi al mese. Cerveteri non pervenuta"





Riceviamo e pubblichiamo la nota del consigliere comunale in quota Forza Italia:

Da anni l’opposizione chiede più attenzione al turismo, ai servizi e alla capacità di trasformare il nostro patrimonio in economia. Se dopo anni questa amministrazione non riesce ancora a costruire una strategia propria, almeno abbia l’umiltà di copiare i nostri cugini più bravi.

Tarquinia ha deciso di fare una cosa molto semplice: andare a prendere i turisti dove i turisti ci sono. La nuova amministrazione, dopo appena due anni di mandato, ieri ha avviato un collegamento dedicato con il porto di Civitavecchia, due corse al giorno per 2.500 crocieristi al mese, costruendo intorno ad esso un’offerta fatta di visite, centro storico, ristorazione, botteghe, degustazioni ed esperienze sul territorio. L’obiettivo non è semplicemente aumentare gli ingressi alla Necropoli, ma fare in modo che il turista entri nella città, mangi nei ristoranti, acquisti nei negozi, conosca i prodotti locali e generi un indotto che ricada sull’intero territorio.

A Cerveteri, invece, il turismo continua troppo spesso ad essere lasciato al caso. Si arriva alla Banditaccia, si visita la Necropoli, magari il Museo, e poi il legame con il resto della città si perde. Il risultato è un turismo prevalentemente di passaggio, con servizi poco integrati e una ricaduta economica ancora troppo limitata rispetto alle potenzialità che abbiamo.

Il confronto con Tarquinia ha quasi dell’ironico: stesso centrosinistra al governo, stesso Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, stesso patrimonio UNESCO. Risultati molto diversi. Con una differenza importante: l’attuale Amministrazione di Tarquinia governa dal 2024, mentre a Cerveteri la stessa area politica amministra dal 2012, nel segno della continuità. Dopo quattordici anni, quindi, non può più essere una questione di tempo.

Una politica turistica non può limitarsi alle domeniche gratuite, alle visite spot o al calendario degli eventi. Tutto utile, ma non basta. Il turismo, basti pensare alla vicinanza anche con l’aeroporto di Fiumicino, va organizzato creando un’offerta riconoscibile che colleghi il nostro patrimonio archeologico al resto della città e faccia circolare i visitatori tra i diversi segmenti del territorio. La Banditaccia deve diventare una porta d’ingresso. Da lì il turista deve poter scoprire il Museo e il centro storico, fermarsi nei nostri ristoranti, conoscere le cantine e i prodotti locali, raggiungere il litorale, vivere la campagna e trovare esperienze capaci di allungare la permanenza sul territorio.

Certo non è con l’immobilismo che si riesce a costruire un’offerta degna del nostro territorio: basti pensare al Visitor Center, ancora oggi chiuso e incapace di svolgere la funzione per cui era nato: così il nostro patrimonio troppo spesso abbandonato senza servizi e opportunità. E le occasioni sono enormi: da una parte Civitavecchia e dall’altra Fiumicino. Due bacini che andrebbero intercettati attraverso accordi con tour operator, strutture ricettive e operatori del settore, con pacchetti capaci di raccontare Cerveteri. I nostri commerci, il turismo balneare, l’enogastronomia, il paesaggio, le produzioni locali e un patrimonio culturale che non sono secondi a nessuno. La sfida è metterli finalmente in rete e fare in modo che il turismo produca valore per tutti.

Tarquinia sta provando a farlo. Cerveteri continua ad arrancare. Ed è questo il paradosso più amaro: una delle antiche capitali dell’Etruria oggi subalterna ai territori che la circondano.