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Moria di pesci tra Ladispoli e Cerveteri: cresce la preoccupazione, chiesti controlli





Il comandante della Guardia Costiera, Cristian Vitale: «Approfondiremo con Arpa»

LADISPOLI – CERVETERI – Pesci morti lungo la costa, segnalazioni di acqua anomala e una striscia di schiuma a Campo di Mare. È una situazione che negli ultimi giorni ha suscitato l’attenzione e la preoccupazione di alcuni cittadini e frequentatori del litorale tra Ladispoli e Cerveteri.

Le segnalazioni riguardano due zone distinte. A San Nicola, nel territorio di Ladispoli, sono stati segnalati piccoli pesci morti lungo la costa. A Campo di Mare, invece, è stata segnalata una striscia di schiuma in mare e, secondo alcune testimonianze, un cambiamento nell’aspetto e nell’odore dell’acqua.

Di fronte alle segnalazioni, abbiamo raccolto il commento del comandante della Capitaneria di porto di Ladispoli, Cristian Vitale, che chiarisce quali siano le informazioni arrivate finora agli uffici e quali verifiche siano già state effettuate.

Il comandante Vitale: «Non abbiamo un dato significativo»

«No, non abbiamo ricevuto questo tipo di segnalazione. Abbiamo una segnalazione qui a San Nicola di moria di pesci, però non si parla di una vera e propria moria: sono delle alicette che, sinceramente, sono di numero esiguo».

Il comandante spiega inoltre che la presenza di alcuni piccoli pesci spiaggiati potrebbe essere collegata all’attività di pesca.

«Solitamente durante la battuta di pesca muoiono e poi si spiaggiano, non abbiamo un dato significativo, parliamo veramente di poca roba».

La schiuma di Campo di Mare

Diversa la situazione relativa a Campo di Mare, dove la Capitaneria ha ricevuto una segnalazione direttamente dal sindaco di Cerveteri.

«Abbiamo avuto una segnalazione, invece, direttamente dal sindaco di Cerveteri di una striscia di schiuma a Campo di Mare», riferisce Vitale.

Il comandante ritiene possibile che si tratti di un fenomeno legato alla presenza di alghe.

«Verosimilmente è come quella delle fioriture dell’alga, cioè mucillagine».

Vitale precisa inoltre di non avere riscontri, al momento, che facciano pensare a uno sversamento di liquami.

«Quando si parla di liquami, i liquami puzzano; cioè, qua si parla di puzza di fogna, e a me non risulta che ci sia puzza di fogna».

Moria di pesci tra Ladispoli e Cerveteri: cresce la preoccupazione, chiesti controlli
Moria di pesci tra Ladispoli e Cerveteri

Controllati i canali Vaccina e Zambra

La Capitaneria ha già effettuato sopralluoghi e verifiche sui principali corsi d’acqua e canali della zona.

«Abbiamo fatto già dei sopralluoghi, abbiamo verificato che nei canali classici, parliamo di Vaccina, nonché lo Zambra, eccetera, non abbiamo rilevato nessun tipo di particolare inquinante».

Gli accertamenti, tuttavia, non si fermano qui.

«Ora approfondiremo: domani possibilmente contatteremo l’Arpa, nel caso in cui ci siano motivi da ritenere di un presunto inquinamento».

Previsto anche un sopralluogo in mare

La Capitaneria potrebbe inoltre effettuare ulteriori verifiche direttamente in mare.

«Quindi usciremo anche a mare con il gommone, con il nostro mezzo, e verifichiamo», annuncia il comandante, aggiungendo: «Poi vi aggiorno».

Vitale ribadisce infine che personalmente non ha ricevuto una segnalazione corrispondente a quella descritta dai cittadini per la zona interessata.

«A noi non è arrivata, personalmente a me non è arrivata nessun tipo di segnalazione del genere e né di quella zona, ma bensì la zona qui di San Nicola per i pesci e di acqua sporca a Campo di Mare».

Due fenomeni che dovranno essere verificati

Le segnalazioni provenienti da Ladispoli e Cerveteri restano dunque oggetto di attenzione, ma al momento non è possibile affermare che siano riconducibili a un’unica causa.

Da una parte ci sono le testimonianze dei cittadini, che chiedono controlli sulla presenza dei pesci morti e sulle condizioni dell’acqua; dall’altra ci sono i primi sopralluoghi della Capitaneria, che non avrebbero evidenziato particolari sostanze inquinanti nei canali verificati.

Saranno quindi i prossimi accertamenti, compreso l’eventuale coinvolgimento di Arpa e il sopralluogo in mare annunciato dalla Capitaneria, a poter fornire elementi più precisi.

Per ora nessuna causa può essere considerata accertata. Ma proprio la richiesta di verifiche tempestive, insieme alla necessità di analizzare scientificamente acqua ed eventuali esemplari rinvenuti, resta al centro dell’attenzione di cittadini e autorità.