Marco Mellace, docente dell’IIS Luca Paciolo di Bracciano e divulgatore seguito sul web, ricostruisce in 3D l’antica Taras e crea un ponte tra il campione olimpico del V secolo a.C. e il grande appuntamento sportivo contemporaneo
Taranto 2026, da Icco ai Giochi del Mediterraneo: Flipped Prof racconta 2.500 anni di sport –
di Marco Di Marzio
Quasi 2.500 anni separano le imprese di Icco di Taranto dai XX Giochi del Mediterraneo 2026. Due epoche lontanissime che trovano però un punto d’incontro nella storia di una città che già nell’antichità aveva fatto dello sport uno dei simboli del proprio prestigio.

A raccontare questo legame è Marco Mellace, nella vita insegnante di sostegno presso l’IIS “Luca Paciolo” di Bracciano, conosciuto sul web come Flipped Prof per il suo modo innovativo di intendere la didattica attraverso le moderne tecnologie informatiche, le ricostruzioni 3D e nuovi linguaggi digitali.
In occasione dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, Mellace ha realizzato una videolezione dedicata a Icco di Taranto, celebre atleta dell’antica Taras, accompagnando il racconto con la propria ricostruzione tridimensionale della città greca.
«L’idea è nata pensando che Taranto non scopre certamente oggi la propria vocazione per lo sport – spiega Mellace –. Circa duemilacinquecento anni fa, quando era la grande colonia greca di Taras, diede i natali a Icco di Taranto, uno dei più importanti atleti della sua epoca».

Vissuto nel V secolo a.C., Icco viene ricordato dalla tradizione come vincitore del pentathlon a Olimpia, nell’84ª Olimpiade del 444 a.C. Una competizione particolarmente impegnativa che comprendeva corsa, salto in lungo, lancio del disco, lancio del giavellotto e lotta.
Ma la figura dell’atleta tarantino va oltre il risultato sportivo. Le fonti antiche lo ricordano infatti anche per il rigore della preparazione, l’attenzione all’alimentazione e allo stile di vita, oltre che per la successiva attività di maestro di ginnastica e preparatore.
«È un personaggio straordinariamente interessante anche dal punto di vista didattico – sottolinea Mellace – perché permette di andare oltre il semplice racconto di una vittoria sportiva e mostrare ai ragazzi quanto fosse importante lo sport nel mondo greco e quanto alcuni concetti legati alla preparazione atletica abbiano radici molto più antiche di quanto immaginiamo».
La Taranto greca rivive attraverso il 3D
Il viaggio nella storia passa anche attraverso le immagini. Nella videolezione, infatti, l’antica Taras viene ricostruita digitalmente per consentire allo spettatore di immergersi negli spazi della città di circa 2.500 anni fa.
È questa una delle caratteristiche del progetto Flipped Prof: utilizzare la tecnologia non come semplice elemento spettacolare, ma come strumento capace di avvicinare gli studenti alla storia.
«Non mi interessa soltanto spiegare che cosa accadde – racconta Mellace – ma, quando è possibile, cerco di restituire visivamente gli ambienti nei quali quegli avvenimenti e quelle persone possono essere collocati. Vedere la città e attraversarne idealmente gli spazi può aiutare soprattutto gli studenti a comprendere che dietro i nomi e le date dei libri esisteva un mondo reale».
Ricostruzioni tridimensionali, strumenti digitali e anche intelligenza artificiale diventano così mezzi al servizio della divulgazione. Una tecnologia che, secondo il docente, non deve mai sostituire lo studio delle fonti o modificare arbitrariamente il passato, ma può rappresentare una porta d’ingresso verso la conoscenza.
«Se un ragazzo vede Icco correre, lanciare il disco o muoversi nella Taranto di duemilacinquecento anni fa e, incuriosito, decide poi di cercare chi fosse realmente quell’uomo, che cosa rappresentasse Olimpia o quale ruolo avesse Taranto nella Magna Grecia, allora l’immagine ha svolto pienamente la propria funzione didattica».
Un metodo che ha permesso al progetto Flipped Prof di raggiungere nel tempo un pubblico molto ampio: il canale YouTube di Mellace conta oltre 61mila iscritti, più di 3.300 video pubblicati e quasi 19 milioni di visualizzazioni, trasformando l’esperienza nata nel mondo della scuola in un progetto di divulgazione capace di superare i confini dell’aula.
Nel racconto trova spazio anche la grande tradizione atletica della Taranto greca e la celebre Tomba dell’Atleta di Taranto, con le sue anfore panatenaiche, testimonianza concreta del prestigio conquistato dagli atleti tarantini nel mondo antico.
Il risultato è un ponte ideale tra passato e presente.
Nel 2026 atleti provenienti dai diversi Paesi del Mediterraneo si incontrano a Taranto per competere attraverso lo sport. Circa 2.500 anni prima, dalla greca Taras un atleta partiva alla volta di Olimpia per cercare la gloria.
Mondi diversi, uniti da un filo che attraversa i secoli.
Taranto 2026 guarda al futuro. Ma quasi 2.500 anni fa, con Icco, un atleta tarantino aveva già conquistato Olimpia.
Link video: https://www.youtube.com/watch?v=7tdkyYBqtR0









