Cerveteri

Paolacci: “La Sagra dell’Uva occasione per riportare al centro il nostro vino”





CERVETERI – Arriva la Sagra dell’Uva e del Vino di Cerveteri, in programma da domani a domenica, per celebrare una delle manifestazioni più antiche e sentite della città. Una festa che, negli anni, ha visto però ridimensionarsi il suo legame con la produzione vitivinicola locale, anche a causa della progressiva perdita delle vigne sul territorio.

Proprio dal valore dell’uva e del vino dei Colli Ceriti riparte la riflessione di Gianluca Paolacci, consigliere di opposizione, che invita a trasformare la Sagra in un’occasione concreta per rilanciare il settore e coinvolgere tutte le componenti della città.

“È una festa importante per la nostra città e c’è un grande lavoro da parte di tutti – sottolinea Paolacci –. Per riportarla ai fasti di una volta, però, occorre introdurre nuove linee politiche. Godiamo di figure professionalmente valide, esperti del settore ai quali va data la possibilità, di concerto con l’amministrazione, di sviluppare un lavoro valorizzante, ripartendo dall’agricoltura”.

Secondo Paolacci, la valorizzazione del comparto vitivinicolo deve passare da un vero e proprio lavoro di squadra, capace di mettere insieme amministrazione, forze politiche, produttori, associazioni e professionalità del territorio.

Il consigliere guarda anche oltre i confini locali e cita la propria esperienza al Vinitaly di Verona, appuntamento di riferimento per il settore enologico italiano.

“Da qualche anno visito il Vinitaly a Verona – racconta –. I nostri vini sono premiati, molto apprezzati, ma alla fine non hanno il riscontro economico che meritano”.

Da qui la necessità, secondo Paolacci, di investire maggiormente sul territorio e creare le condizioni affinché chi possiede competenze, idee e progetti possa contribuire alla crescita del settore.

“La Sagra deve essere un’occasione per riportare al centro il nostro vino. Noi, tutti insieme, destra e sinistra, possiamo con il tempo riportare in auge il vino dei Colli Ceriti”, conclude Paolacci.