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D’Annunzio (PD): “La maggioranza è finita. Ora conta solo il bene della città”





In questi giorni di fuoco non ero a Cerveteri. E vi assicuro che guardare da lontano offre una prospettiva impagabile: fuori dalla politica della piazza e dai veleni di palazzo, le cose diventano incredibilmente nitide. C’è un velo di tristezza, inutile negarlo, ma soprattutto c’è molta consapevolezza. Per chi, come noi, fin dal primo giorno, con tutti gli errori e i difetti del caso, è rimasto in trincea a difendere quello che oggi assomiglia a un castello assediato, il quadro è ormai chiarissimo. Si trattava di capire chi avesse davvero la forza e la coerenza di non piegarsi a ciò che molti consideravano inevitabile. È una questione di spina dorsale. E in questa fase Elena lo ha dimostrato, a testa alta, davanti alla città.

Dall’altra parte, invece, abbiamo assistito all’ennesimo esercizio dell’arte della scomparsa: uscire dall’aula nel momento del voto, senza spiegazioni, senza un argomento, trasformando l’assenza in una scelta politica. Ma sottrarsi al confronto non è una strategia: è semplicemente rinunciare ad assumersi la responsabilità delle proprie decisioni.

E allora diciamolo con chiarezza: la maggioranza politica non c’è più. È un dato di fatto. Continuare a far finta del contrario significherebbe ignorare la realtà.

Guardando tutto questo da lontano, però, viene spontanea una domanda. Tolta di mezzo la politica con la “p” minuscola, quella fatta di equilibrismi, ripicche e calcoli di giornata, cosa resta davvero?

Restano alcune questioni concrete.

Il Consorzio dei Servizi Sociali, che dovrebbe garantire risposte socio-sanitarie più moderne ed efficaci al territorio.

I Servizi Sociali comunali, con i fondi destinati alle persone con disabilità e alle famiglie più fragili.

La Sagra dell’Uva, che rappresenta identità, tradizione, volontariato, economia locale e senso di appartenenza.

Sono temi che dovrebbero essere più importanti delle convenienze del momento. Eppure il rischio è che vengano sacrificati sull’altare della contrapposizione politica.

Alla fine la scelta appare molto semplice. Da una parte c’è chi, nel bene o nel male, ha mostrato coerenza e prova a portare a termine queste poche ma importanti priorità prima di restituire la parola agli elettori. Dall’altra c’è il rischio concreto di consegnare Cerveteri a un Commissario Prefettizio, con tutto ciò che questo comporta: ordinaria amministrazione, inevitabili rallentamenti e uno stop a molte decisioni strategiche per la città.

Ognuno tragga le proprie conclusioni. Da lontano una cosa si vede con chiarezza: la nave è in difficoltà, ma chi sceglie di abbandonare il ponte nel momento decisivo difficilmente può presentarsi come il salvatore della situazione.

Fabio D’Annunzio, segretario PD Cerveteri