Il comunicato di Sindaco e Assessore Gnazi in cui si esulta per la percentuale raggiunta sulla raccolta differenziata prova a trasformare una situazione complessa in una medaglia da appuntare al petto con una ipocrisia senza eguali. Ma la realtà del servizio di igiene urbana a Cerveteri non può essere liquidata con una percentuale, raggiunta per altro a detrimento dei lavoratori che ringraziamo per l’impegno con cui ogni giorno garantiscono il servizio e sostengono ben oltre il possibile i carichi di lavoro imposti. Proprio per questo, però, è inaccettabile usare il dato del miglioramento della
raccolta come scudo politico mentre restano aperti problemi enormi sul piano dell’organizzazione del lavoro, del controllo del servizio e del rispetto del contratto d’appalto.
Il Sindaco sostiene di essersi sempre interessata alla situazione dei lavoratori. La verità che emerge dal territorio è un’altra: da anni i turni vengono gestiti in modo arbitrario dalla RIECO, comunicati giorno per giorno, con richiami dalle ferie improvvisi, senza una programmazione seria e con ricadute pesanti sulla
vita personale e familiare degli operatori. Non è così che si tutela chi lavora.
Anche nella fase di passaggio da Camassa a Rieco, il Comune non può riscrivere la storia:
il riconoscimento e la liquidazione dei TFR sono arrivati anche grazie alla pressione costante dei consiglieri di opposizione, che hanno tenuto alta l’attenzione su una vicenda che l’Amministrazione avrebbe dovuto presidiare sin dall’inizio.
Ancora più grave è il tema del controllo. Se il tecnico incaricato di vigilare dal Comune –
DEC – è scaduto e da mesi manca una figura pienamente operativa a garanzia dell’esecuzione del contratto, allora il problema non è burocratico: è politico e
amministrativo. Senza un Direttore dell’Esecuzione del Contratto realmente in funzione, chi verifica la qualità del servizio? Chi controlla i conferimenti? Chi accerta il rispetto del capitolato? Chi misura le condizioni effettive in cui lavorano gli operatori?
Vantarsi delle percentuali di raccolta differenziata senza controllare la qualità dei
conferimenti, senza verificare i carichi di lavoro e caricando con giri estenuanti, ai limiti della
tenuta fisica, gli operatori, senza garantire un presidio contrattuale serio, rischia di diventare
pura ipocrisia amministrativa.
C’è poi il nodo dell’organico. Se il personale impiegato è inferiore a quello previsto dal
capitolato e dall’offerta contrattualizzata, senza una formale approvazione da parte del Comune, la ditta avrebbe dovuto reintegrare immediatamente le risorse necessarie. In alternativa, il Comune avrebbe dovuto valutare la riduzione degli importi corrisposti o
l’applicazione degli strumenti previsti dal contratto.
RIECO può anche avere la possibilità di mobilitare le proprie risorse sul territorio, ma prima deve garantire a Cerveteri il livello minimo dei servizi, una composizione adeguata
dell’organico e il pieno rispetto degli obblighi contrattuali assunti con il nostro Comune. Non può funzionare che i lavoratori di Cerveteri vengano spremuti per coprire difficoltà e sopperire alle mancanze di altri comuni organizzative maturate altrove. Non può funzionare che il nostro territorio paghi per un servizio e poi si ritrovi con meno personale, turni improvvisati e operatori lasciati a
sostenere carichi sempre più pesanti.
Le difficoltà degli altri Comuni o dell’azienda non possono essere scaricate sulle spalle dei
lavoratori di Cerveteri e, di riflesso, sui cittadini. Il Comune deve smettere di fare da
spettatore: se il contratto prevede determinati standard, quegli standard vanno rispettati. Se il servizio viene svolto con meno risorse del dovuto, qualcuno deve risponderne. E non possono essere sempre gli operatori a pagare il conto, con fatica, stress e condizioni di
lavoro sempre più pesanti.
Per questo con la nostra mozione chiediamo azioni concrete ed immediate:
- nomina immediata e piena operatività del DEC, quale figura di garanzia per il rispetto
del contratto, della qualità del servizio e degli obblighi dell’azienda - turni settimanali chiari e programmati, coerenti con una reale pianificazione delle
risorse e rispettosi della vita dei lavoratori; - aumento dell’organico in linea con quanto previsto dall’appalto, anche attraverso l’utilizzo di risorse interinali nei periodi di maggiore intensità del servizio, per evitare
il deterioramento della raccolta e del decoro urbano;
Cerveteri non ha bisogno di comunicati autocelebrativi. Ha bisogno di un Comune che
controlli, pretenda, verifichi e difenda insieme il servizio pubblico, i cittadini e i lavoratori.
La raccolta differenziata non si misura solo con una percentuale: si misura con la qualità del
servizio, con il rispetto di chi lavora e con la capacità dell’Amministrazione di far valere il contratto. Non con le pulizie straordinarie una tantum del sabato a Cerenova e Campo di mare, tra tutti il giorno più infelice dato che proprio nel weekend Marina di Cerveteri registra il maggior afflusso e presenza di autoveicoli con gli operatori che saranno costretti a fare lo slalom tra veicoli e vacanzieri.
Così l’opposione in una nota stampa.









