A colloquio con Fabrizio Pellegrini, relatore di VIVA LADISPOLI, in attesa del meeting dell’8 maggio presso lo Stabilimento Roma
Riceviamo e pubblichiamo
LADISPOLI – La sicurezza è uno dei tavoli di lavoro del progetto VIVA LADISPOLI. La tematica è ufficialmente così descritta: “La sicurezza dei cittadini è un bene fondamentale, definito come il pacifico esercizio dei diritti di libertà e la percezione di assenza di pericoli, sia fisici che morali. Include la lotta alla criminalità, il decoro urbano e il presidio del territorio, con un’attenzione crescente alla prevenzione sociale e alla collaborazione tra forze dell’ordine e comunità locali”.
In misura variabile il bisogno di sicurezza, con l’aggravante di nuovi fenomeni, stando alle cronache quotidiane ormai è diffuso in tutto il territorio nazionale. Sulla base delle testimonianze dei cittadini raccolte da VIVA LADISPOLI, anche nella nostra città si avverte un certo disagio e preoccupazione.
L’argomento va quindi affrontato ed è in cantiere un incontro pubblico per l’8 maggio presso lo Stabilimento Roma. In anticipo, vi proponiamo un “flash” nel colloquio con Fabrizio Pellegrini, già relatore per la sicurezza in occasione della presentazione ufficiale del progetto lo scorso 28 marzo.
Di Grazia Janas
In misura variabile la voce sicurezza ormai interessa tutto il territorio nazionale. Come si colloca Ladispoli? «Ladispoli ad oggi non può essere considerata una città insicura; tuttavia, da alcuni anni è diventata una periferia di Roma e come tale inizia ad avere quei piccoli problemi di atti di bullismo, piccole scaramucce tra adolescenti, che rappresentano un campanello di allarme da non sottovalutare. Durante la stagione estiva questo fenomeno viene amplificato dall’aumento della popolazione da 40.000 residenti a circa 90.000 persone. Alcuni punti di aggregazione frequentati dai giovani in orari serali con comportamenti non proprio educati, possono talvolta dare luogo a battibecchi e alterchi che spesso creano potenziali scontri con i cittadini residenti.»
Come si può intervenire per ottenere un livello di sicurezza accettabile? «Sarebbe opportuno adottare alcuni accorgimenti per scoraggiare i facinorosi, aumentando la presenza delle forze dell’ordine con passaggi più frequenti specialmente in orari serali o notturni. È necessario controllare quelle zone dove i giovani si incontrano, anche magari per identificarli al solo scopo preventivo. Si potrebbe utilizzare l’ausilio dei gruppi di volontariato già presenti per segnalare le criticità ed essere di supporto alle Istituzioni. Ma la mia convinzione è che solo educando le nuove generazioni al rispetto dell’altro e del valore della vita potremmo costruire una società dove l’illegalità rimanga solo un lontano ricordo.»
La manutenzione e la cura della città aiutano a prevenire fenomeni che possono turbare la tranquillità degli abitanti? «In una comunità civile gli spazi dovrebbero essere condivisi e rispettati da tutti. Aumentare i contenitori per i rifiuti aiuterebbe i cittadini a non abbandonarli negli angoli nascosti. Aumentare l’illuminazione aiuterebbe la sicurezza degli attraversamenti pedonali e renderebbe visibili quei luoghi dove i giovani si incontrano magari per non essere visti. Ma soprattutto – conclude Pellegrini – aiuterebbe cittadini e cittadine a non avere timore di rientrare a casa ed essere preda di malintenzionati.»










