“Siamo sempre stati aperti ai progetti dei costruttori che, nel rispetto delle norme e dei vincoli, propongono opere che migliorino la vivibilità della nostra città”
di Giovanni Zucconi
Quella che leggerete è un’intervista che ho fatto alla Sindaca Elena Gubetti poche ore prima del Consiglio comunale di giovedì scorso. Dove emerge una Sindaca che ha chiaro in mente un progetto per Cerveteri da portare avanti. Un progetto che aveva condiviso con i cittadini, e che, lo leggerete, vuole portare avanti fino alla fine della legislatura. Crisi permettendo.
Già, le crisi… Queste, e la tenuta della maggioranza, sono state naturalmente oggetto di alcune domande. Anche se l’intervista è centrata soprattutto sulle opere e sui progetti. Elena Gubetti ha fatto il punto sui quattro cantieri già aperti, sugli investimenti concentrati sul litorale e sui progetti che partiranno ora ma si chiuderanno nella prossima consiliatura, come il Palazzetto dello sport.

Ma sono stati affrontati anche alcuni nodi aperti. Dall’acqua ai Terzi, al Consorzio Sociale con Ladispoli. Con cenno veloce alla sua ricandidatura. Sulla quale non chiude: “Cinque anni non bastano per ridisegnare una città”.
Come spesso accade nel nostro giornale, l’intervista è un po’ lunga. Ma lo sono sempre quando si vogliono approfondire i temi, e non soltanto sfiorarli.
La sua Amministrazione è stata tra le più travagliate che ricordiamo a Cerveteri. Con molte crisi che si sono susseguite. Durante ognuna delle quali, lei era sempre data per spacciata. Ma poi ha sempre trovato una soluzione. Per lei, fino a questo momento, è stata una battaglia continua. La prima domanda che mi viene in mente, più umana che politica, è: ma a lei chi gliela fatto fare? Perché non ti sei fermata? Lei non è nemmeno una politica. Lei è un’architetta prestata all’Amministrazione. Neanche alla Politica
“La domanda è chiarissima. Se arrivo alla fine del mandato nel 2027, sarò il secondo sindaco nella storia di Cerveteri a concludere un mandato. Prima di me ci è riuscito solo Pascucci. La storia di Cerveteri è piena di amministrazioni non arrivate in fondo, con cadute e commissariamenti.
Quindi le difficoltà non mi hanno sorpreso e non mi hanno fermato. La motivazione della mia caparbietà e della mia tenacia è la stessa che mi aveva fatto accettare la mia candidatura a Sindaco. Una candidatura che mi era stata proposta dalle forze politiche. È stata una candidatura dal basso, sostenuta da uno spirito di servizio, passione per la città e da un’idea di sviluppo e di cambiamento.
Se si ricorda, la vittoria non era per niente scontata, anzi. Anche quella è stata una battaglia. Ce la siamo guadagnata metro dopo metro. E ogni volta che in questi anni c’è stata una crisi, ho tenuto la stessa linea. Ho innanzitutto lavorato per Cerveteri e rispettato la fiducia dei cittadini. Lo so che c’è chi lo pensa, ma le assicuro che non è assolutamente un attaccamento alla poltrona.”

Ci ricorda quale era il suo progetto?
“Proponevamo un progetto che avesse ricadute nel sociale. Volevamo una città più solidale e inclusiva. Una città dei cittadini, dove si potesse vivere meglio. Per questo abbiamo rimesso in moto le forze vive della città: i Rioni, il volontariato legato al patrimonio archeologico insieme al Parco, il Terzo Settore. E poi la “Consulta dei migranti” e la “Consulta dello sport. Abbiamo attivato la “Consulta per la disabilità”, seguito il progetto per il Centro di aggregazione giovanile e il “Consiglio comunale dei giovani”. Iniziative che possano cambiare, in meglio, il volto di Cerveteri.”
Anche se qualcuno ha detto che il meglio deve ancora venire, quali sono i risultati che lei si sente già di rivendicare?
“Il risultato che rivendico di più è quello di Campo di Mare: una vicenda durata sessant’anni. Il rilascio dei condoni è stato il passaggio che ha sbloccato l’intera frazione. Infatti, adesso il Comune è diventato proprietario delle strade, del lungomare, della pubblica illuminazione, della rete idrica e della rete fognaria. E quando il pubblico diventa proprietario, può chiedere finanziamenti, investire risorse e fare riqualificazione vera.
E i risultati si vedono già. Per esempio, la dismissione del depuratore di Campo di Mare, o il conferimento dei reflui al depuratore di Cerveteri oltre l’Aurelia. O il rifacimento delle strade più malandate della frazione.”

Visto che stiamo parlando di opere pubbliche e di costruzioni, mi permetta una provocazione. A Ladispoli si dice che forse si sia costruito un po’ troppo in questi anni. C’è anche chi parla di “colata di cemento”. A Cerveteri, mi smentisca, non si è alzato neanche un muro. La mia domanda è: tra una “colata di cemento” e il non fare nulla, non c’è una via di mezzo?
“Capisco la sua provocazione, ma va fatta una precisazione. La “colata di cemento”, a Ladispoli nasce da interventi privati, non da opere pubbliche. Sono due modelli completamente diversi. A Cerveteri abbiamo scelto la strada di realizzare opere pubbliche intercettando fondi da enti sovracomunali, PNRR, Regione, Stato ed Europa. A fine mandato lasceremo opere concrete alla città. Come due asili nido comunali per 100 posti (40 a Cerenova e 60 in via Passo di Palo).
Questa è una strategia e una scelta precisa. Diversa da quella che, a Ladispoli, ha previsto la costruzione delle opere pubbliche da parte dei costruttori privati che ottengono nuove licenze di costruzione. Il nostro è un percorso più lungo, ma più virtuoso. Perché consente di intervenire preservando il territorio. Questo però non significa chiudere ai privati. Nel rispetto delle norme e dei vincoli, siamo aperti a progetti che migliorino la vivibilità. A Cerveteri c’è una domanda abitativa reale, e c’è spazio per riqualificare il patrimonio immobiliare. Ma i processi autorizzativi seri richiedono tempo.”
Abbandoniamo per un attimo i cantieri. Parliamo di politica. Lei oggi ha in Consiglio comunale una maggioranza di soli 13 consiglieri. Può contare su un solo voto in più. Molti la descrivono come una maggioranza fragile. Che è sempre soggetta al ricatto del “tredicesimo” di turno
“Non la vivo come una situazione problematica o scandalosa. La maggioranza esiste finché ci sono i numeri per governare. Può essere più larga o più stretta, ma resta una questione matematica. Certo, con numeri più ridotti possono nascere più attriti o più tensioni. Ma sulla cosiddetta “sindrome del tredicesimo”, io penso che cambi poco se hai un singolo consigliere decisivo o un gruppetto da tre-quattro che decidono di fare pressione o di imporre una linea. Ma la differenza la fanno la condivisione degli obiettivi, la coerenza con il progetto presentato alla città e il rispetto del patto con i cittadini. Discutere è normale in una coalizione. L’importante è restare centrati su quel patto.”
Torniamo a parlare dei cantieri. Ci può dire quali chiuderanno entro il suo mandato e quali partiranno, ma resteranno in carico al prossimo Sindaco?
“Oggi abbiamo quattro cantieri aperti, opere pubbliche vere. I primi due sono i due asili nido finanziati con fondi PNRR. A Cerenova c’è il nido da 40 posti, con un investimento di 1,2 milioni di euro, ed è praticamente concluso. In via Passo di Palo c’è il secondo asilo nido, da 60 posti, con un investimento di 1,5 milioni di euro, ed è in realizzazione. Gli altri due sono a Campo di Mare. Il PUI Sport a piazza Prima Rosa, ripartito e oggi in linea con il cronoprogramma, con l’area sportiva inclusiva adiacente. E il lungomare lato mare, con ampliamento della passeggiata e riqualificazione dell’area tra lungomare e arenile. Poi ci sono opere già finanziate. Alcune si chiuderanno entro il mandato, altre andranno oltre.”

Quali sono i progetti che non riuscirete a chiudere entro il suo mandato?
“Il caso più importante è il Palazzetto dello sport. Con 3 milioni di euro finanziati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Sport, più 1,5 milioni messi dal Comune. Per un totale 4,5 milioni. L’obiettivo è aprire i lavori nel 2027. Ma parliamo di un’opera che richiederà almeno due anni. Anche avviarla, per Cerveteri, è un indubbiamente passaggio storico.”
Mi parlava di finanziamenti già ottenuti per cantieri non ancora aperti. Tutte opere che vedranno la luce entro il 2027?
“Si, sono opere di notevole importanza. C’è, per esempio, il progetto “Orizzonti connessi”, finanziato con 2 milioni di euro dalla Regione Lazio. Che prevede l’abbattimento delle barriere architettoniche sui principali viali che portano al mare: Viale Tirreno, Viale Mediterraneo e gli altri viali. Rifaremo tutti i percorsi pedonali e renderemo l’accesso più fruibile per tutti.
Entro il 2027 partirà anche la riqualificazione dell’ex sala consiliare di piazza Risorgimento (315 mila euro). Sono previsti coworking, sala conferenze e uno spazio di promozione turistica con tecnologie immersive, mostre ed eventi. A Campo di Mare, prima dell’estate 2026, partiranno i lavori per riqualificare il parcheggio di viale dei Cipressi e l’area adiacente all’ex depuratore. Con nuove superfici e nuovi posti auto.”
Mi scusi se l’interrompo ma, se non sbaglio, sta parlando di molti milioni di investimenti
“Si, sono molti. Se mettiamo insieme PUI Sport, lungomare, “Orizzonti connessi”, ponte sullo Zambra e ciclabile, arriviamo quasi a 10 milioni di euro di investimenti concentrati solo su Campo di Mare.”
Ma se il Comune investe quasi 10 milioni su Campo di Mare, non si aspetta corrispondenti investimenti anche da parte degli imprenditori?
“Dieci milioni su Campo di Mare non sono un caso: sono una scelta di futuro. E io dagli imprenditori mi aspetto effettivamente degli investimenti. Perché oggi ci sono finalmente le condizioni per farli.
Per sessant’anni lì è rimasto tutto congelato. Noi abbiamo portato avanti il percorso della variante speciale di Campo di Mare. L’iter è praticamente concluso e nei prossimi mesi si può chiudere definitivamente. Quando si chiuderà, si sbloccheranno delle possibilità edificatorie dentro regole precise: completamento dei lotti interclusi, rispetto di altezze e tipologie, niente strappi e niente “grattacieli”. È prevista anche una struttura ricettiva. In altre parole, abbiamo uno strumento urbanistico chiaro, che permette agli imprenditori di programmare.
Nel frattempo, però, anche il pubblico ha fatto la sua parte: lungomare, impianti sportivi, riqualificazione di strade e spazi pubblici. Quando si crea fiducia, l’investitore arriva. Un segnale già lo possiamo vedere. Diversi beni Ostilia sono andati all’asta e il Quadrifoglio è stato acquistato. Verrà riqualificato con un investimento importante di imprenditori locali. E poi l’illuminazione e la rete idrica passata ad Acea: è stata la prima estate senza problemi di approvvigionamento. Parliamo di qualità della vita, non solo di cantieri.”
Mi scusi se l’interrompo di nuovo. Fermiamoci un attimo a parlare proprio di acqua. A Campo di Mare la situazione è fortunatamente cambiata, ma ai Terzi resta un problema storico. Si potrà risolvere anche lì in breve tempo?
“Secondo me il problema dell’acqua ai Terzi è risolvibile. Ma va detto con chiarezza: oggi il nodo è più patrimoniale che tecnico. Abbiamo avviato un tavolo in Regione con Regione Lazio, Arsial e i Comuni coinvolti. Il percorso è quello già seguito a Campo di Mare: il proprietario della rete la cede al Comune e il Comune la affida ad Acea.
Ma per fare un atto notarile servono dati precisi: dove passa la rete, su quali particelle, con quali servitù, dove sono utenze e contatori. Ai Terzi manca però una definizione certa del bene da trasferire. Senza una mappatura completa non si può fare un atto notarile serio. Si può superare, ma serve un impulso forte della Regione: risorse e incarichi tecnici per la mappatura. Acea si è resa disponibile a supportare Arsial con i propri tecnici. Quello che purtroppo non si può fare è un passaggio “vago”.”

Mi scusi per l’interruzione, ma era importante parlarne. Torniamo alle opere in partenza che termineranno prima del 2027
“Partiamo dal Parco della Legnara: è in gara l’affidamento dei lavori per il risanamento degli uffici. Poi c’è l’investimento da 1,5 milioni sulla scuola di via Castel Giuliano, con partenza prevista in estate.
Sui cimiteri stiamo intervenendo in modo strutturale. 800 mila euro per nuovi loculi ai Vignali e 130 mila euro al Sasso, oltre a manutenzioni straordinarie, compresa la copertura dei loculi. Il tema del quinto cimitero resta sullo sfondo, ma intanto facciamo ciò che è immediatamente realizzabile.
A Ceri è previsto, con un investimento di 1,3 milioni, il restauro della porta monumentale e la messa in sicurezza di una parte del borgo. Progetto condotto con la Soprintendenza: siamo in progettazione. Sulle strade abbiamo investito 2,85 milioni. E sono previste altre due annualità da 950 mila euro nel 2026 e nel 2027. Sull’illuminazione pubblica prosegue l’efficientamento: circa 120 mila euro l’anno, con 390 mila euro già spesi.”
E quali sono le opere più importanti già concluse?
“Tra le opere già concluse ci sono le due piste ciclabili di Cerenova e Campo di Mare e la riqualificazione dei parchi pubblici (2,3 milioni): viale Manzoni, Parco Vannini, Parco Borsellino, via Corelli a Valcanneto. Il parco di viale Manzoni pieno di bambini è un’immagine che porto con emozione.
E poi la mensa scolastica. Abbiamo spostato e riqualificato il centro cottura, con un’aula immersiva per i bambini del Giovanni Cena. Il nuovo centro cottura lungo l’Aurelia, realizzato dal gestore del servizio, è stato completamente rifatto. È un servizio di cui si parla troppo poco e che considero un’eccellenza nel Lazio.”
Considerando che ci sono importanti cantieri che necessariamente potranno chiudersi dopo il 2027, lei si ricandiderà a Sindaco a Cerveteri?
“Oggi sono concentrata a chiudere bene questo mandato, con opere importanti e una comunità più coesa.
Sulla ricandidatura nel 2027 non ho ancora preso una decisione definitiva. Però è normale che un sindaco, arrivato alla fine del mandato, valuti anche la possibilità di completare il lavoro avviato. È naturale avere l’ambizione di vedere completati progetti per cui hai cercato fondi, superato ostacoli e gestito ogni giorno vincoli, procedure autorizzative, scadenze e criticità.
Cinque anni spesso non bastano per ridisegnare il volto di una città. Dieci anni ti danno il tempo di lavorare in modo più compiuto, e portare a termine un progetto importante.”

Un’ultima domanda. Nel Consiglio comunale di giovedì scorso non era prevista la votazione sul Consorzio Sociale Distrettuale con Ladispoli. Dovrebbe essere tutto pronto. Perché non si è votato?
“Il Consorzio non era all’ordine del giorno di questo Consiglio, ma arriverà presto in aula. Non c’è ancora una data precisa perché la maggioranza ha chiesto un ulteriore passaggio di approfondimento sugli atti.
Su questo lavoro ho collaborato a lungo con il sindaco Alessandro Grando, che ringrazio per il percorso costruito insieme. I documenti su cui stiamo lavorando sono quelli fondamentali che il consiglio comunale di Ladispoli ha già approvato all’unanimità: statuto, regolamento e bozze di convenzione.
Prima del voto è corretto fare un approfondimento in più: tutto si può affinare. Il confronto è già partito. Abbiamo fatto una commissione molto partecipata, e prima di portare l’atto in Consiglio ne faremo un’altra. C’è piena disponibilità ad accogliere proposte utili a migliorare il testo.”









