I ragazzi hanno protestato ieri contro gli orari scaglionati di ingresso a scuola. “Gli studenti non possono sopportare ancora questo tipo di organizzazione”
Civitavecchia, studenti contro gli scaglionamenti –
Riceviamo e pubblichiamo –
Oggi (ieri, ndr) 15 ottobre gli studentə di Civitavecchia manifestano al fianco della Rete degli Studenti
Medi per chiedere a gran voce l’eliminazione degli ingressi scaglionati, a causa dei quali
l’organizzazione delle loro giornate sta diventando sempre più complessa, con ulteriori
difficoltà legate al trasporto pubblico per i pendolari.
Gli ingressi, come l’anno scorso, sono stati infatti distribuiti su due orari distinti per evitare
assembramenti sui mezzi pubblici, con un primo gruppo che entra alle 08.00 e il secondo
che entra alle 09.40. Gli studentə che entrano più tardi, però, costrettə ad uscire alle 15.00
se non dopo, stanno riscontrando svariate difficoltà.
“Uscire a un’ora simile costituisce un problema per tuttə, specialmente per i pendolari, che
non possono rientrare a casa prima delle 16:30 a causa della gestione degli orari del
trasporto pubblico, problematica riscontrabile anche la mattina. Spesso coloro che non
hanno la possibilità di spostarsi autonomamente sono infatti costrettə a partire da casa molto
presto e a trascorrere un’ora o più fuori dalla scuola aspettando di poter entrare” lamentano
gli studentə. Aggiungono: “Quel poco tempo che abbiamo a disposizione viene spesso
occupato interamente dallo studio, rendendo quindi impossibile dedicarsi ad altri impegni.
Vogliamo avere la possibilità di svolgere attività sportive in serenità, di coltivare la nostra vita
sociale e la nostra formazione, che non è solo quella fornita dalla scuola”.
L’impossibilità di svolgere attività extra scolastiche, spesso offerte dagli istituti stessi, è molto
più grave di quanto si potrebbe pensare, in quanto possono fornire un apporto importante al
loro bagaglio culturale, contribuendo dunque alla loro formazione al pari delle lezioni in
classe. È importante che i ragazzə si dedichino anche ad altro al di fuori della scuola, con la
possibilità di sperimentare e scoprire i loro talenti.
Il quadro nel complesso, inoltre, non va minimamente in contro alla loro salute psicologica,
già compromessa dalla pandemia, dalla DaD e dalle lunghe quarantene dei mesi passati. La
mancanza assoluta o quasi di tempo libero e la complessità nel dover incastrare tutti gli
impegni, nonostante la riduzione del tempo disponibile, sono solo alcuni dei fattori che
aggravano la situazione, già di per sé precaria.
Gli studentə non possono sopportare ancora questo tipo di organizzazione, che lə costringe
a una vita priva di equilibri e dei loro diritti fondamentali; è ora di ascoltare le loro necessità e
cercare di risolvere seriamente le problematiche legate alla scuola e ai trasporti, che
esistono già da ben prima della situazione pandemica, la quale le ha solo messe in risalto.









