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“Fiore d’acciaio”: un libro per aiutare Chiara Insidioso





La giovane, che viveva a Cerveteri, è stata massacrata di botte dal suo fidanzato e ridotta in uno stato vegetativo

“Fiore d’acciaio”: un libro per aiutare Chiara Insidioso –

Si chiama “Fiore d’acciaio” e racconta la drammatica storia di Chiara, una ragazza bella, giovane, solare, con tanta voglia di fare, “strappata” alla sua vita e ridotta a uno stato vegetativo da chi le aveva professato amore: il suo fidanzato.

Fiore acciaio Chiara Insidioso

Lei è Chiara Insidioso. All’epoca dei fatti aveva 19 anni. Si era innamorata di un ragazzo più grande di lui, Maurizio Falcioni, all’epoca dei fatti un muratore di 35 anni. Nonostante la contrarietà del papà di Chiara, Maurizio Insidioso, a cui quella storia non piaceva, la giovane ragazza che in quel periodo di trovava a Cerveteri a casa della madre, sarebbe andata via di casa per andare a vivere con il suo fidanzato. Poi il drammatico giorno: Il 3 febbraio 2013, quando Maurizio Falcioni l’ha picchiata. Scampata miracolosamente alla morte dopo quattro mesi in coma e altri sei in subintensiva all’ospedale San Camillo, ora Chiara si trova in una struttura per pazienti in stato vegetativo, una «struttura non adeguata» per le sue condizioni, spiega la mamma Danielle Conjarts. «Chiara non è un vegetale. Capisce tutto ma non parla. Sa leggere i messaggi, sa scrivere a penna, sa usare il computer e il cellulare». Chiara riesce anche ad effettuare videochiamate.

“Fiore d’acciaio”: un libro per aiutare Chiara Insidioso

Fiore acciaio Chiara Insidioso

Ed è proprio per cercare di dare alla figlia degli strumenti adeguati per la sua esistenza che nasce il libro, “Fiore d’acciao” scritto da Cristiana Cimmino. Il ricavato della vendita servirà ad acquistare una carrozzina nuova a Chiara, dotata anche di un comunicatore.

La presentazione del libro è in programma per il 19 ottobre alle 17.30 all’archivio centrale dell’Udi (Unione donna italiane) in via della penitenza 37 al Complesso del buon Pastore a Roma Trastevere.

Si parlerà di Chiara «e di cosa significa per una donna, oggi in Italia – spiega la mamma Danielle – sopravvivere a un femminicidio. Una doppia condanna. Serve una normativa che tuteli le vittime sopravvissute, sul modello di quella europea».

Per partecipare è necessaria la prenotazione (i posti sono limitati) e il possesso del green pass.