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Reddito di libertà, aumento a 530 euro: più sostegno alle donne vittime di violenza





L’Inps adegua il contributo mensile per il 2026: integrazioni anche per le domande già accolte e nuove richieste entro fine anno

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Cresce il sostegno economico per le donne vittime di violenza: il Reddito di libertà sale a 530 euro mensili. L’adeguamento, comunicato dall’Inps, rappresenta un ulteriore passo per rafforzare i percorsi di autonomia e uscita da situazioni di difficoltà.

L’aumento è previsto da un decreto interministeriale del 17 settembre 2025 e si applica per un massimo di dodici mensilità, nei limiti delle risorse disponibili. Il contributo, che negli anni precedenti era fissato a 400 euro e poi a 500 euro, viene così incrementato di 30 euro mensili a partire dal 2026.

Non solo nuove richieste: l’Inps ha chiarito che anche le domande già accolte nel 2025 saranno integrate fino al nuovo importo, seguendo l’ordine cronologico e la disponibilità dei fondi. Una misura che consente alle beneficiarie di ricevere un sostegno complessivo più consistente, pari fino a 6.360 euro annui.

Una volta completate le integrazioni relative al 2025, l’Istituto procederà con i pagamenti delle domande presentate nel 2026. Resta però il vincolo delle risorse disponibili, provenienti sia da fondi statali sia regionali.

Per quanto riguarda l’accesso, il contributo è destinato a donne in condizioni di bisogno, seguite dai servizi sociali o da centri antiviolenza, impegnate in un percorso di fuoriuscita dalla violenza. Le domande non vengono presentate direttamente dalle interessate, ma devono essere trasmesse dai Comuni, che verificano i requisiti e la situazione di vulnerabilità.

Infine, le richieste presentate entro il 31 dicembre 2025 ma non accolte per mancanza di fondi decadono, ma potranno essere ripresentate nel corso del 2026. Una possibilità che punta a garantire continuità al sostegno, ampliando l’accesso alla misura.

L’intervento si inserisce nel quadro delle politiche di contrasto alla violenza di genere, con l’obiettivo di favorire l’indipendenza economica delle donne e offrire strumenti concreti per ricostruire una vita autonoma e sicura.