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Pasquini: “Ricordiamo oggi più che mai il valore della libertà”

“Le nostre generazioni vivono per la prima volta una guerra contro un nemico invisibile che ha cambiato per sempre le nostre vite”

Pasquini: “Ricordiamo oggi più che mai il valore della libertà”-

Oggi, 25 aprile 2020, celebriamo la 75^ ricorrenza della liberazione dell’Italia dal nazifascismo e la festa della Resistenza, in un clima di particolare sofferenza.

Ho voluto depositare comunque questa corona di alloro, insieme al parroco, alle forze dell’Ordine, alla Protezione civile e alla Croce Rossa di Allumiere, che sono state al mio fianco fin dai primi giorni dell’emergenza Covid, perché vogliamo ricordare, oggi più che mai, il valore della libertà raggiunta grazie al sacrificio di tante persone, donne e uomini che hanno dato la loro vita per la liberazione.

Mai, quanto oggi, possiamo capire il senso più profondo della parola “libertà”; mai come oggi possiamo comprendere il valore del sacrificio di tutte quelle donne e uomini che hanno messo quotidianamente a rischio la propria vita per gli italiani.

“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.” Sosteneva Pietro Calamandrei.

Le nostre generazioni vivono per la prima volta una guerra contro un nemico invisibile che ha cambiato per sempre le nostre vite. E trovo che ci siano molte similitudini tra gli eroi della Resistenza e quelli di oggi, in prima linea contro il coronavirus

Celebrare la festa della Liberazione è un dovere morale e civile della memoria: la Memoria degli eventi decisivi della nostra storia recente, che compongono l’identità della nostra Nazione, da cui non si può prescindere per il futuro.

Il 25 aprile del 1945 nasce, dalle rovine della guerra, una nuova e diversa Italia, che ha trovato i suoi compimenti il 2 giugno del 1946, con la scelta della Repubblica e il primo gennaio 1948, con l’entrata in vigore della nostra Costituzione.

Il 25 aprile vede la luce l’Italia che ripudia la guerra e s’impegna attivamente per la pace. L’Italia che, ricollegandosi agli alti ideali del Risorgimento, riprende il suo posto tra le nazioni democratiche e libere; l’Italia che pone le sue fondamenta nella dignità umana, nel rispetto dei diritti politici e sociali, nell’eguaglianza tra le persone, nella collaborazione fra i popoli, nel ripudio del razzismo e delle discriminazioni.

Quanto sono vere oggi quelle parole e quanto il popolo italiano, ancora una volta, di fronte all’attacco violento degli eventi, ha messo in campo le energie migliori, le professionalità eccellenti, il cuore e la solidarietà dei medici, degli infermieri, del personale sanitario che, così come i partigiani sulle montagne, stanno affrontando mille difficoltà, mettendo a repentaglio la propria vita per salvare quella degli altri;

Così come i partigiani, anche gli eroi dei nostri giorni si sono divisi dalle loro famiglie per curare chi, nelle terapie intensive, è solo contro un virus letale; i loro volti solcati dai lacci delle mascherine, le facce stanche e stravolte hanno restituito l’immagine di una Italia fortemente solidale, mai stanca, combattiva e pronta a donarsi per gli altri;

Così come i Partigiani, hanno affrontato il nemico con pochi mezzi, senza presidi di sicurezza, ma non hanno abbandonato il fronte;

Così come i Partigiani, hanno donato la loro vita per altri: troppi sono stati i giovani partigiani morti, troppi sono stati i medici ed il personale sanitario che hanno perduto la loro vita nella lotta contro il Coronavirus.

E tra i tanti che ci hanno lasciato, in questa giornata, il pensiero va ai nostri morti, quelli del nostro paese, e alle loro famiglie, che sono state colpite così duramente dal Virus: Luchetti Maria, Scocco Maria Rosa e Sestili Giuseppe.

Infine vorrei ricordare, come simbolo per tutti i morti da Coronavirus, Luis Sepùlveda, poeta, scrittore e uomo politicamente impegnato per gli ideali di libertà ed uguaglianza.

Così come l’Italia è risorta dalla macerie del nazifascismo grazie al contributo degli operai, dei contadini, degli impiegati, dei tecnici, dei volontari che hanno costituito la massa ed il cervello dei gruppi partigiani, dando vita alla Resistenza, ai valori dell’antifascismo, della democrazia, della dignità del lavoro, della solidarietà e della libertà, ai valori indelebili della nostra Costituzione, sono certo che l’Italia di oggi risorgerà grazie alla solidarietà e alla forza di tutti gli italiani che hanno dimostrato e dimostrano di saper fronteggiare, uniti, il nemico.

Nessuno si salva da solo” dice Papa Francesco ed è l’unità l’unica via di cui abbiamo bisogno per riemergere.

Abbiamo bisogno anche di una unità politica, di una visione futura univoca che abbia come obiettivo il rilancio dell’economia, partendo dalle classi più deboli, maggiormente colpite dalla crisi economica causata dal Virus.

L’Unione Europea si è dimostrata completamente avulsa dal contesto socio economico attuale italiano e la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha compiuto un gesto insolito, presentando agli italiani le scuse dell’Europa e ammettendo che l’UE non è stata abbastanza solidale in quei terribili giorni in cui l’Italia del Nord è stata travolta dal virus.

Da quella fase iniziale sono cambiati molti aspetti. L’Italia si è dimostrata all’altezza ed è nuovamente protagonista, la Presidente della Commissione Europea è stata incaricata dai leader di mettere a punto una proposta per un Fondo che sia di sufficienti dimensioni, mirata verso i settori e le parti geografiche dell’Europa più colpite dalla pandemia. Un Fondo che, su insistenza italiana, è stato definito necessario e urgente. Tutti hanno concordato sul fatto che serva un piano congiunturale o, come viene chiamato, un fondo di ripresa.

Siamo europeisti e vogliamo che l’Europa rimanga unita, ma in questo momento storico è quanto mai indispensabile dimostrare sinergia di vedute e attuazione di programmi reali nei confronti di chi ha veramente bisogno. Oggi più che mai l’Europa deve intervenire a favore dell’Italia; solo così ce la potremo fare!

Un riconoscimento sentito va ai volontari della nostra Protezione Civile e Croce Rossa locale, sempre in prima linea fin dal primo giorno, sempre a disposizione della cittadinanza che hanno aiutato e supportato nelle attività quotidiane, senza lasciare indietro nessuno.

Oggi le piazze d’Italia sono vuote, ma l’Italia è Viva e ce la faremo: insieme, uniti, risorgeremo e oggi siamo nella grande piazza virtuale organizzata dall’ANPI e canteremo tutti insieme “Bella Ciao” per rinnovare l’impegno a difendere e promuovere la memoria e la forza di quegli ideali che hanno unito gli italiani 75 anni fa ed ai quali oggi ci rifacciamo in un tempo così travagliato e drammatico per il nostro Paese, ma convinti che uniti ce la faremo e costruiremo un futuro migliore, fondato sul lavoro, per tutti e per tutte”. (CGIL)

Viva la Resistenza! Viva l’Italia! Viva la Libertà!

Il Sindaco

Antonio Pasquini

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