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Maria Antonia Spartà, una vita al servizio della legalità e dei valori umani





Dall’esperienza nella Polizia di Stato all’impegno per la cultura, la prevenzione e la valorizzazione delle donne: un percorso umano e professionale fondato sul senso del dovere, sulla solidarietà e sulla responsabilità sociale.

Maria Antonia Spartà, una vita al servizio della legalità e dei valori umani –

di Ilaria Solazzo e Marco Di Marzio

Maria Antonia Spartà, originaria di Lamezia Terme, è Vice Questore della Polizia di Stato e Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Il suo percorso professionale è segnato dal senso del dovere, dal rispetto della legalità e dalla convinzione che il servizio nelle istituzioni debba sempre accompagnarsi all’ascolto e alla tutela della dignità delle persone. Un’esperienza nella quale rigore, responsabilità e sensibilità umana non sono valori contrapposti, ma parti di un medesimo impegno verso la collettività.

Accanto all’attività istituzionale, Spartà ha sviluppato una presenza significativa nella vita culturale e sociale, sostenendo iniziative dedicate alla prevenzione sanitaria, alla sicurezza, all’educazione, all’arte e all’inclusione. Particolare attenzione rivolge alla valorizzazione del talento femminile e alla prevenzione della violenza di genere. È in questa prospettiva che nasce «Vite al Femminile», un progetto pensato per dare voce alle esperienze e alle competenze delle donne, favorire il confronto e promuovere una cultura del rispetto e dell’autonomia.

Il filo conduttore del suo impegno è la convinzione che la legalità non si esaurisca nell’applicazione delle norme: vive anche nella qualità delle relazioni, nella formazione delle nuove generazioni, nell’informazione responsabile e nella capacità di trasformare i valori in gesti concreti. In questa intervista Spartà riflette sul significato del servizio allo Stato, sul ruolo della famiglia e della scuola e sulle iniziative con cui continua a mettere professionalità ed esperienza al servizio della comunità.

Dottoressa Spartà, il Suo percorso professionale è legato al servizio nelle istituzioni e alla tutela della legalità. Che cosa significa, oggi, essere al servizio dello Stato?

Servire lo Stato significa assumere con piena consapevolezza il peso e la nobiltà della responsabilità pubblica. Le istituzioni devono essere un riferimento quotidiano per la comunità, garantendo presenza, ascolto e rispetto delle regole. La legalità non è un principio astratto da proclamare: è una pratica da testimoniare con correttezza, equilibrio e coerenza. È proprio la corrispondenza tra principi e comportamenti a rinnovare la fiducia dei cittadini nello Stato. L’etica dell’esempio, insieme alla tutela dei valori costituzionali, è essenziale per promuovere il bene comune e la coesione sociale.

Nel Suo percorso ha maturato esperienze importanti anche nell’ambito della Polizia di Stato. Quanto contano l’ascolto e la dimensione umana nell’esercizio di un ruolo istituzionale?

L’ascolto e la dimensione umana sono elementi essenziali dell’agire istituzionale. Dietro ogni intervento, fascicolo o procedura c’è una persona, con la propria storia, le proprie fragilità e un bisogno di giustizia. Rigore, preparazione e rispetto delle norme sono indispensabili, ma applicare una regola senza comprendere il contesto rischia di creare distanza. Ascoltare non significa rinunciare alla fermezza: la vera autorevolezza nasce dall’equilibrio tra rispetto della legge e sensibilità verso la dignità umana. Anche nelle situazioni più complesse, l’empatia rende il servizio pubblico autenticamente vicino ai cittadini.

Lei è l’ideatrice del progetto ‘Vite al Femminile’, dedicato alla valorizzazione delle donne e alla sensibilizzazione sui temi della violenza di genere. Da quale esigenza nasce questa iniziativa?

‘Vite al Femminile’ nasce dalla convinzione che ogni donna custodisca una storia, un talento e un potenziale che meritano ascolto e rispetto. Il progetto valorizza autonomia, dignità del lavoro e realizzazione personale, senza ignorare discriminazioni e fragilità. Ho voluto creare una rete aperta di confronto tra esperienze e professionalità diverse. La violenza di genere non si combatte soltanto intervenendo nell’emergenza: la prevenzione è prima di tutto una sfida culturale ed educativa. Occorre riconoscere i primi segnali di prevaricazione e promuovere, ogni giorno, l’autonomia femminile e il rispetto reciproco.

In una società attraversata da cambiamenti rapidi e da nuove forme di comunicazione, quale ruolo possono svolgere la cultura e l’informazione nella diffusione della legalità?

Cultura e informazione sono presidi fondamentali di democrazia e legalità: formano le coscienze e offrono strumenti per comprendere la complessità del presente. L’informazione deve essere rigorosa, responsabile e rispettosa della dignità delle persone; la cultura aiuta a contrastare stereotipi e pregiudizi e sviluppa lo spirito critico. Nell’epoca della comunicazione veloce, la sfida è distinguere la conoscenza dalla superficialità degli slogan e preferire il confronto costruttivo alla polarizzazione. Una comunità correttamente informata è più consapevole dei propri diritti e doveri.

Dottoressa Spartà quale messaggio affiderebbe alle nuove generazioni e quale valore vorrebbe che rimanesse del Suo percorso professionale e umano?

Ai giovani dico di credere nella preparazione, nell’onestà e nella perseveranza. Studio e impegno sono fondamentali per costruire libertà e autonomia: i traguardi autentici richiedono tempo, sacrificio e capacità di affrontare le difficoltà. La strada più facile non coincide necessariamente con quella giusta; la coerenza con i propri principi deve restare la bussola. Del mio percorso vorrei rimanesse soprattutto il senso del servizio: ruoli e competenze acquistano valore quando sono messi a disposizione del bene comune. Non contano soltanto i riconoscimenti, ma la fiducia e il bene che si riescono a generare.

Le due principali agenzie formative restano la famiglia e la scuola. È d’accordo?

Sono assolutamente d’accordo. Famiglia e scuola sono i due pilastri della crescita umana, emotiva e culturale. In famiglia si apprendono affetto, rispetto, empatia e responsabilità; la scuola offre conoscenze, spirito critico e strumenti per comprendere il mondo. La loro efficacia dipende da un’alleanza educativa: devono camminare insieme, senza delegarsi reciprocamente i propri compiti. Educare non significa solo trasmettere nozioni o regole, ma accompagnare una persona a diventare libera, consapevole e rispettosa degli altri.

Dottoressa Spartà, ha ideato o realizzato altri progetti in ambito sociale di cui vuole e può parlarci?

Sì, sono tante; ricordo le più importanti. Ho promosso, con associazioni e con A.L.T.O. (Lotta al Tumore Ovarico), una campagna di prevenzione delle patologie ginecologiche, soprattutto del tumore ovarico: incontri nelle scuole con medici, volontarie e pazienti, sensibilizzazione durante eventi culturali e l’iniziativa ‘Onko’Armen’S’, realizzata a Roma nel 2024 e a Lamezia Terme nel 2025. Abbiamo incoraggiato anche le donazioni spontanee alla ricerca tramite A.L.T.O., che mi ha nominata Socio Onorario.


Ho inoltre promosso un convegno sulla sicurezza integrata con ONE LANGUAGE CENTRE e l’Unione Nazionale Imprese di Vigilanza e Servizi di Sicurezza, per favorire collaborazione tra istituzioni, innovazione, ascolto dei cittadini e tutela delle persone. Il 3 maggio 2025, a Palazzo San Callisto, ho ideato ‘Sport, Benessere, Salute e Cultura’, un confronto tra medicina, sport e arte, accompagnato da una mostra del maestro Gino Rispoli. Ho sostenuto anche ‘La bellezza della sicurezza’, iniziativa di Donna Serena Pizzo in memoria del piccolo Gabriele Ubaldo Petrucci, per richiamare l’attenzione sulla prevenzione degli annegamenti e sulla sicurezza delle piscine.

Ho sostenuto l’Academy Giovanni Spadolini e l’Accademia del Talento, promosse da Luigi Tivelli, che mi ha nominata Responsabile del Cerimoniale. Il 3 marzo 2026 ho condotto e moderato per l’ANCRI la giornata dedicata al 75° anniversario dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e al contributo delle donne insignite, dopo l’omaggio ai Caduti all’Altare della Patria.

Recentemente ho assunto il ruolo di Patrocinatrice Istituzionale e Sostenitrice di ‘Musica Senza Barriere’, progetto di Maria Teresa De Pirro promosso da Istinti Artistici APS, che permette alle persone sorde di percepire la musica attraverso vibrazioni corporee. Mi sono attivata per la sperimentazione in tre scuole romane e ho partecipato alla presentazione del 25 settembre 2026 a Palazzo Valentini, nell’ambito della Rome Future Week. Per questo impegno è previsto il conferimento del Premio Internazionale Istinti Artistici il 24 ottobre 2026. Tutte queste esperienze condividono un obiettivo: mettere cultura e responsabilità sociale al servizio delle persone.

Progetti futuri?

Il mio futuro resta dedicato alla collettività, attraverso cultura, arte, legalità e solidarietà. I valori appresi nella Polizia di Stato continuano a guidarmi. Ho ricevuto da Corrado Armer la Presidenza del Caffè Letterario Federiciano per il Lazio, incarico con cui intendo creare un luogo stabile di confronto, promuovere giovani talenti, letteratura civile e iniziative sociali. Ho già moderato presentazioni dedicate alla realtà carceraria e all’intelligenza artificiale e realizzato una coreografia di danza in devozione alla SS. Maria. Continuerò a lavorare per salute, sicurezza, tutela delle fragilità, memoria storica, pace e recupero dei giovani disorientati. Al centro rimarrà sempre la dignità della persona.