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Le Principesse Ruspoli, tra titolo e lavoro quotidiano. La storia di una “Cenerentola” dei giorni nostri

di Giovanni Zucconi

Le Principesse Ruspoli, tra titolo, privilegi e lavoro quotidiano. La storia di una Cenerentola dei giorni nostri

Ieri, nella trasmissione Rai “I Fatti Vostri”, abbiamo avuto il piacere di conoscere la Principessa Maria Pia Ruspoli, vedova del Principe Lillo Ruspoli, e sua figlia Giacinta. L’inizio della trasmissione è stato abbastanza scontato. Alla Principessa Giacinta è stato domandato: “che cosa si prova ad essere principessa al giorno d’oggi?”.

Le Principesse Ruspoli, tra titolo, privilegi e lavoro quotidiano. La storia di una Cenerentola dei giorni nostri

Giacinta ha risposto in modo molto diretto. Essere principessa oggi non significa più godere dei privilegi di un tempo. Significa, semmai, vivere in contesti storici e bellissimi. Conoscere persone importanti. Significa vivere in palazzi e castelli. Ma che poi devi trovare il modo di mantenere. Lei ha anche spiegato di essersi data da fare in prima persona. Di aver messo a reddito le dimore, e di aver costruito la propria indipendenza con lo studio, e il suo lavoro come avvocato e giornalista. Altro che principessa “con la corona che sta a casa e non fa niente”. Il titolo rimane, ha detto la Principessa Giacinta, ma la vita va avanti con i fatti.

Queste parole sono state da preludio alla storia che in studio hanno definito quella di una Cenerentola moderna. Giacinta ha parlato della doppia anima della sua famiglia. Quella iper aristocratica del padre Lillo, appartenente a una delle famiglie nobiliari più importanti del mondo, e quella della madre Maria Pia. Che, parole di sua figlia, “si è fatta da sola”. Giacinta ha raccontato che la madre, figlia di ferrovieri, viene da un piccolo paese della Sicilia. E che, a diciott’anni, è partita per Roma in treno per lavorare.

Poi la scena è stata tutta per lei, la Principessa Maria Pia Ruspoli, e per le sue storie e i suoi aneddoti. Prima un breve spazio al racconto, con immagini, del suo percorso artistico da attrice, e poi siamo arrivati alla parte più interessante ed attesa della trasmissione. La storia di come lei ha conosciuto il Principe Lillo Ruspoli, e di come lei lo abbia sposato.

E come si sono conosciuti? Maria Pia ha ricostruito un doppio incontro. Prima un incontro in Sud America, quasi casuale. Lei si trovava in Venezuela, all’isola Margarita, per girare un film. Poi il vero inizio a Roma, a casa di amici. Poi, ha raccontato, lui è andato a casa sua si è fatto avanti. E le ha proposto un viaggio. Lei ha ammesso di essere rimasta un po’ titubante. Ma quella proposta è diventata poi tutta la sua vita: “il viaggio è durato 35 anni”, ha detto.

Ho trovato molto bello il ritratto che Maria Pia ha fatto di suo marito. Un ritratto di un uomo che lei avrebbe amato e sposato anche se non fosse stato un Principe. Un uomo di cui amava le sue qualità personali. Nel ritratto che ne ha fatto, il marito non emerge come un personaggio “da titolo”, ma per qualità personali: Maria Pia lo ha definito una persona straordinaria, intelligente, e di pace. Capace di includere invece di escludere. Con lui, ha detto, ha vissuto anni meravigliosi.

E qui si innesta il legame con Cerveteri, citato non come sfondo, ma come luogo reale di vita e incontri. Maria Pia ha ricordato che la famiglia ha una dimora a Cerveteri, e che proprio lì hanno ospitato la Principessa Margaret d’Inghilterra. L’ha descritta come amante dell’arte, degli Etruschi, dei musei. E ha tirato fuori l’aneddoto più gossip della mattinata. Ha raccontato che durante un pranzo, Margaret ha estratto dalla borsa una bottiglietta di vodka. Il suo drink personale che si portava ovunque, e l’unico che beveva.

Non è stato l’unico passaggio sui “nobili famosi”. Maria Pia ha citato Emanuele Filiberto, definendolo un uomo straordinario, impegnato continuamente in opere benefiche. E ha accennato alle conoscenze nei contesti internazionali che frequentano: Eugenie di York, Sarah Ferguson, e perfino Carlo e Camilla incontrati ad Ascot. Appuntamento che ha detto di frequentare spesso a giugno.

In sintesi, e in conclusione, l’incontro televisivo con le Principesse Ruspoli ha messo in luce una cosa semplice, ma non banale: la parola “Principessa” oggi sicuramente funziona ancora come immaginario. Ma le Ruspoli sono riuscite a tradurla, durante la trasmissione, in un messaggio molto contemporaneo. Che il privilegio di essere nobili, eventualmente, sta nei luoghi che si frequentano e nella Storia, quella con la “S” maiuscola, che si rappresenta. La vita quotidiana, invece, come per tutti, viene sostenuta e “nobilitata” dal lavoro, e dalle scelte personali

Le Principesse Ruspoli, tra titolo, privilegi e lavoro quotidiano. La storia di una Cenerentola dei giorni nostri