CerveteriEvidenza

Guido Rossi: “Grando può candidarsi alle prossime elezioni, ma Cerveteri non è Ladispoli”





L’intervista all’ex Sindaco, che sferza la politica locale

di Giovanni Zucconi

Guido Rossi: “Grando può anche candidarsi alle prossime elezioni, ma Cerveteri non è Ladispoli”.

Guido Rossi: “Grando può anche candidarsi alle prossime elezioni, ma Cerveteri non è Ladispoli”

Ho incontrato Guido Rossi, come spesso mi accade facendo interviste, al Rifugio degli Elfi. Si è presentato con un enorme faldone con tutta la documentazione che riteneva fosse utile per supportare il suo racconto. Tanti fogli con i paragrafi sottolineati e evidenziati. “Noi militari siamo abituati così. Siamo stati educati a documentare quello che affermiamo”.

Un fiume in piena che è stato difficile contenere. Mi ha raccontato tante storie e tanti aneddoti interessanti. Orgoglioso del suo passato e del suo lavoro. Amareggiato per quanto ha letto nelle ultime interviste. In particolare, quella che abbiamo fatto ad Alessio Pascucci. Alla quale voleva replicare. Ma non è stata una semplice replica, ma un affondo politico a tutto campo.

Guido Rossi torna a parlare di politica, e lo fa con un messaggio chiaro: basta con il consenso costruito sui favori. Cerveteri deve scegliere sulla base della competenza, dell’esperienza e della responsabilità. Nell’intervista attacca la “politica di galleggiamento” della Sindaca Gubetti, e riconosce a Grando grandi capacità amministrativa. Ma avverte che a Cerveteri, per lui, non sarebbe facile.

Sullo sfondo, una disponibilità condizionata a ricandidarsi. Ma solo avendo a disposizione una squadra vera. E, per concludere, il passaggio più personale, quello sulle accuse di tangenti. Raccontato con gli occhi lucidi, e che ha definito una ferita che ancora pesa.

Rossi, partiamo dall’inizio. In che veste parla oggi? Ex sindaco, esponente politico del centrodestra, cittadino?

“Parlo come ex sindaco, come cittadino e come amante della verità. Io sono sempre stato contro i venditori di fumo, contro chi annuncia e poi non mantiene. E quando sento cose che non corrispondono ai fatti, intervengo. L’ho già detto in passato: sono disponibile a un confronto pubblico, sui fatti, sugli atti, su quello che ho fatto io e su quello che hanno fatto gli altri. Non mi interessa la polemica fine a sé stessa. Mi interessa che la gente sappia come stanno le cose.”

Immagino che il riferimento sia soprattutto alle parole di Alessio Pascucci nell’intervista che ha rilasciato a BaraondaNews?

“Sì. Perché ci sono passaggi che considero non veri e politicamente strumentali. Io ho anche scritto e raccolto materiale, punto per punto, proprio per contestare quelle affermazioni. Quando si parla di amministrazione, numeri, atti, delibere, bilanci e risultati, servono precisione e onestà intellettuale.

Lo sa come definisco io Pascucci? Con tre aggettivi. Che non sono solo miei, ma che li potete trovare in un discorso ufficiale che ha fatto il Sindaco Grando in un Consiglio comunale di Ladispoli. Il quel discorso Grando ha affermato che Pascucci è bugiardo, lavativo e meschino. Anche io la penso così.”

Pascucci: "La Gubetti deve poter governare per cinque anni, poi la giudicheranno i cittadini"

Diciamo che è evidente che lei si sia molto risentito delle parole di Pascucci sul poco spessore culturale dei Consiglieri di Centrodestra. In un contesto dove affermava però che gran parte della classe politica cerveterana è mediocre. Una dichiarazione sicuramente espressa in modo poco diplomatico, ma nella sostanza non è molto diverso da quanto da lei affermato un anno fa circa in un’intervista a BaraondaNews. Dove si lamentava del fatto che il Centrodestra a Cerveteri era in via di estinzione. E che sarebbe stato necessario un ricambio dei soggetti politici. Lei conferma questa sua posizione?

“La confermo. Ma non ho mai fatto una critica anagrafica. Non era “vecchi contro giovani”. Era una critica sulle persone, e su come vengono scelte. Ho detto e ripeto che alcune figure non rappresentano i valori del centrodestra, e non rappresentano quello che i cittadini si aspettano da chi fa politica da anni. Ma questo vale anche per gli esponenti del Centrosinistra.”

Da dove nasce, secondo lei, questa diffusa inadeguatezza della classe politica cerveterana?

“Il problema nasce dalla qualità della selezione e dal meccanismo del consenso che è presente da sempre a Cerveteri. Troppo spesso si vota per favore personale, non per merito. Ma la responsabilità non è solo di chi si candida. È anche dell’elettore. Se non premi innanzitutto la competenza e la serietà, poi non puoi stupirti se la classe dirigente è di basso livello. Le faccio un esempio. Quando ero Sindaco, a chi mi chiedeva perché Cerveteri non cresceva, io dicevo: “Guardiamo da chi è composto il Consiglio comunale. Se una persona non è riuscita a risolvere i problemi suoi o della sua famiglia, come può risolvere i problemi di 40.000 persone?”.”

Anche lei dice che ci sono eletti perché hanno una rete familiare numerosa?

“I voti dei familiari ci sono, ma non è solo quello. C’è il piccolo favore che ti fanno i politici in cambio del voto. C’è quello che ti aiuta a casa, quello che ti fa il marciapiede, quello che ti sistema il lampione. Non è il parente in sé. È il favore quotidiano, piccolo o grande, che crea consenso.”

E quale potrebbe essere una soluzione?

“Bisognerebbe votare i candidati soprattutto per il loro merito. Ma per prima cosa i partiti devono selezionare meglio i candidati. Poi naturalmente la gente deve cominciare a guardare la professionalità. O almeno l’esperienza amministrativa. E serve un passaggio generazionale vero. Che non c’è ancora stato. Chi ha esperienza deve trasferirla ai giovani, non usarla per bloccarli.

E non sto distinguendo tra destra e sinistra. Io non faccio sconti a nessuno. Entrambi, a fasi alterne, hanno mostrato dei limiti. Io giudico quello che si fa.”

Veniamo al punto politico più caldo in questo momento. Nell’intervista a Orsomando è emersa la dichiarazione: “il prossimo candidato sindaco dovrebbe essere di Cerveteri”. Il riferimento a Grando, per molti, era evidente. Lei come la legge? E, soprattutto, qual è la sua opinione?

“Il riferimento a Grando è chiaro. Io però dico una cosa netta: Grando è un ottimo amministratore e un ottimo politico. Non ho problemi a riconoscerlo.”

Quindi, per lei, Grando potrebbe candidarsi a Cerveteri?

“Certo che sì. Grando può candidarsi Sindaco a Cerveteri. Su questo non c’è dubbio. Io, come le dicevo, lo considero un ottimo amministratore e un ottimo politico. Ma bisogna stare attenti. Una cosa è candidarsi, e un’altra è governare davvero bene questo territorio.

Ladispoli ha avuto, ed ha, dei margini economici diversi. Legati anche a una capacità di sviluppo urbanistico e a un gettito commerciale che Cerveteri non ha nelle stesse proporzioni. Se un Comune può permettersi di investire oltre 500 mila euro per un Capodanno, significa che ha una potenzialità economica importante. Cerveteri, invece, parte da condizioni più rigide e svantaggiate. È un territorio praticamente da inventare ogni giorno. Con oltre il 50% del suo territorio bloccato tra vincoli paesaggistici e archeologici. Ladispoli ha un gettito legato al commercio e a dinamiche urbane che Cerveteri non ha negli stessi termini e dimensioni.

Quindi sì, Grando può candidarsi. Però deve sapere che qui troverebbe uno scenario molto più complicato. Con meno margini di manovra. Troverebbe più vincoli e più difficoltà strutturali e politiche. A Cerveteri non basta replicare un modello. Non si può replicare il modello Ladispoli. Serve inventarne e costruirne uno nuovo, su misura.”

Guido Rossi: “Grando può anche candidarsi alle prossime elezioni, ma Cerveteri non è Ladispoli”
Il Sindaco Alessandro Grando

Il tema della candidatura di Grando può essere un tema divisivo all’interno del Centrodestra?

“Io ho detto che alcune candidature del passato sono state spinte da alcuni soggetti, e poi si è visto come è andata. Il Centrodestra, se vuole essere competitivo, deve uscire dalle dinamiche di corrente e scegliere bene. Con una logica di governo e non di bandiera. Quindi oggi serve serietà: meno tattica e più progetti da proporre.”

Sull’attuale maggioranza a Cerveteri e sulla Sindaca Gubetti, non voglio farle una domanda troppo semplice. Lei, che cosa consiglierebbe alla Gubetti? Non mi risponda come esponente del Centrodestra, ma da politico esperto e di lungo corso

 “Io sono impulsivo, lo so, ma su una cosa non tratto. La dignità e il rispetto delle istituzioni non hanno prezzo. La Sindaca Gubetti è una donna colta e preparata. Ma oggi non basta. In certi momenti serve un gesto netto e deciso. Serve coraggio politico.

Le racconto un episodio di quando ero Sindaco. C’era il Comandante dei vigili, del quale io non condividevo il suo modo di stare nel ruolo. Non lo ritenevo vicino né all’istituzione né ai cittadini, e chiesi di cambiarlo. Mi risposero: “Il comandante non si tocca”. E io dissi: “Se non si tocca il comandante, allora me ne vado io”.

Chiamai mia cugina Caterina, che faceva da segretaria, e dettai le dimissioni davanti a tutti. Le feci protocollare subito. Venti giorni di tempo per decidere. O si andava avanti con una linea chiara, oppure si prendeva atto della rottura. Questo significa assumersi la responsabilità fino in fondo. Alla Sindaca consiglierei proprio questo. Meno equilibrio di galleggiamento, più scelte chiare. Quando c’è da difendere il ruolo, bisogna avere la forza di rischiare in prima persona. In Politica devi assumerti la responsabilità delle scelte, non galleggiare”

Guido Rossi: “Grando può anche candidarsi alle prossime elezioni, ma Cerveteri non è Ladispoli”

Supponiamo che lei diventasse Sindaco una seconda volta. Quale sarebbe il suo primo provvedimento o progetto che attuerebbe?

“Il mio primo atto sarebbe immediato. Riporterei tutti i servizi dentro il Comune. Partendo dalla Multiservizi. Perché è lì che si gioca la partita vera per efficientare la città, e per migliorare la vita dei cittadini, riuscendo a spendere anche di meno. In questo modo possiamo recuperare risorse, nell’ordine di 2-4 milioni l’anno, e trasformarle subito in qualità della vita per i cittadini. Significa meno esternalizzazioni, più capacità operativa interna, più controllo sui tempi e sui risultati.

Con quelle risorse costruirei squadre mirate e stabili. Dedicate al verde pubblico, alla manutenzione, alle buche, all’illuminazione e al trasporto scolastico. Non interventi spot, ma una macchina comunale che funziona ogni giorno. E sul lavoro seguirei la stessa linea che ho sempre tenuto. Una selezione seria, mettendo i migliori professionisti nei settori chiave. E con un’attenzione concreta alle famiglie che hanno davvero bisogno. Insieme alla verifica continua delle competenze. E una cosa che ho sempre difeso. Non premiare chi ti vota, ma chi ha più bisogno e chi ha le competenze.

Poi, in parallelo, porterei a compimento due assi strategici che considero decisivi: la Città dello Sport e la Città delle Scuole. La prima per dare spazi, percorsi e opportunità a centinaia di ragazzi. La seconda come grande polo integrato. Con servizi condivisi, con più sicurezza, più efficienza e con risparmi strutturali. In sintesi, come primo provvedimento, bisogna rimettere in mano pubblica tutti i servizi. Con l’obiettivo di cambiare subito la vita quotidiana delle persone.”

Da questa risposta sembrerebbe che un pensierino ad una sua ricandidatura l’abbia fatto. Veramente si ricandiderebbe Sindaco? E a quali condizioni?

“Da solo, no. Mi rimetterei in gioco solo con una squadra seria, solida e competente. Con persone che abbiano davvero lo spirito di servizio. Se quella squadra ci fosse, lo farei anche sapendo che per la mia famiglia sarebbe un sacrificio. Andrei contro la tranquillità dei miei figli, dei miei nipoti, e anche della mia vita personale. Ma per amore di Cerveteri lo farei.

Oggi me lo chiedono in tanti, però non vedo ancora le premesse giuste. È come costruire una palazzina: se le fondamenta poggiano su un terreno fragile, prima o poi crolla tutto. In politica è uguale. Senza base seria non si parte. Se invece mi dicessero “hai carta bianca, costruisci tu il gruppo”, io le persone le trovo. E non poche. Ci sono uomini e donne pronti a servire la città con serietà, anche fuori dai confini tradizionali degli schieramenti. Persone che vogliono costruire, non occupare una poltrona.”

Lei oggi avrebbe voluto parlare di più di quello che ha fatto come Sindaco a Cerveteri, lo so. Ma sicuramente avremo modo di parlarle in interviste future. Però una cosa mi piacerebbe che lei affrontasse. Anche se sicuramente si tratta di una pagina per lei dolorosa. Ad un certo punto lei è stato coinvolto, ingiustamente, in una vicenda di tangenti. Che cosa ricorda di quei giorni?

“Quella è una ferita che non si cancella, perché quando vieni accusato pubblicamente di una cosa così grave non colpiscono solo il politico. Colpiscono l’uomo, la famiglia, i figli, i nipoti e la tua storia. Io sono uno con i difetti che tutti conoscono. Anche impulsivo se serve. Ma su onestà e dignità non ho mai fatto sconti a nessuno, nemmeno a me stesso.

In quei giorni mi sono sentito messo alla gogna. E quando finisci dentro un clima del genere, la prima cosa che provi è rabbia, la seconda è amarezza, la terza è il bisogno di difendere il tuo nome in ogni sede. Io questo ho fatto. Ho tenuto la schiena dritta, ho parlato chiaro, ho continuato a rivendicare la mia estraneità e la correttezza del mio comportamento.

La politica passa, il ruolo passa, ma la reputazione resta. E io su questo non transigo. Posso accettare il confronto politico duro. Posso accettare le critiche, ma non posso accettare che si infanghi una vita intera di servizio. Per questo oggi ne parlo ancora. non per riaprire polemiche, ma per rispetto della verità e della mia famiglia.”

Guido Rossi: “Grando può anche candidarsi alle prossime elezioni, ma Cerveteri non è Ladispoli”

Come vorrebbe chiudere questa intervista?

“Vorrei chiudere dicendo che Cerveteri ha bisogno di verità, di competenza e di coraggio. Basta con la propaganda, e basta con i venditori di fumo. Servono persone all’altezza del ruolo.”