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Fiera delle macchine agricole: Tarquinia vuole denunciare Giorgi





Il Sindaco Giulivi in conferenza stampa ha ricostruito, carte alla mano, la vicenda che ha portato nella vicina Civitavecchia la famosa fiera: la delibera della città portuale è stata emanata lo stesso giorno in cui a Viterbo si verbalizzava la sospensione a Tarquinia

Fiera delle macchine agricole: Tarquinia vuole denunciare Giorgi –

Il Sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi, non ci sta: la fiera delle macchine agricole non può essere svolta nella vicina Civitavecchia.

Giulivi ha preso la decisione di muoversi direttamente per vie legali contro la Pro Tarquinia, organizzatrice della fiera ed è pronto a portare le carte in Procura.

Il Sindaco di Tarquinia ha quindi oggi stesso indetto una conferenza stampa dove ha spiegato la situazione dal punto di vista del suo ente.

La ricostruzione della vicenda

“Il 17 febbraio abbiamo convocato in Comune il presidente della Pro Tarquinia Paolo Giorgi, chiedendogli una serie di documenti legati all’associazione, come lo statuto, il bilancio e ogni altro atto necessario per la realizzazione e l’autorizzazione dell’evento”, ha spiegato Giulivi.

Da Pro Tarquinia però non è pervenuto nulla: “A questo punto – racconta il Sindaco –, il Comune di Tarquinia ha scritto una lettera, in data il 21 marzo, con la quale affermava che doveva pervenire, entro e non oltre il 26 marzo, tutta la documentazione inerente sia il piano di sicurezza sia la Pro Tarquinia”.

Giulivi spiega che anche dopo questa data la Pro Tarquinia non ha fornito alcun documento e che solo durante la settimana di Pasqua avrebbe inviato la documentazione necessaria ad ottenere il nulla osta per la sicurezza.

Nel frattempo, però, il Comune di Tarquinia avrebbe comunque dato la disponibilità agli spazi fieristici richiesti attorno al 4 aprile tramite due lettere della Pro Tarquinia.

Il piano di sicurezza e le documentazioni che non vengono consegnate

“Io gli rispondo dicendo che questa amministrazione è intenzionata ad offrire la propria collaborazione alla realizzazione dell’evento”, racconta Giulivi.

“Aggiungo anche il sollecito ad inviare in Prefettura il piano di Sicurezza, che ancora oggi noi non abbiamo. Questa lettera porta la data dell’11 aprile. Successivamente alla lettera, gli uffici si adoperano e danno l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico, quindi il settore competente e la Polizia locale danno l’ok”.

È in questa fase che l’ufficio tributi del Comune segnala come la Pro Tarquinia non abbia ancora pagato il suolo pubblico e che sia in debito con adempimenti nei confronti dell’ente per oltre 44 mila euro.

“Il 7 aprile ci perviene una ulteriore richiesta di ordinanza di occupazione del suolo pubblico come quella precedente, e l’ufficio Urbanistica rilascia l’ok”, aggiunge il Sindaco.

Dunque, tutto ruoterebbe attorno alla questione del piano di sicurezza presentato in ritardo dalla Pro Tarquinia alla Prefettura, da cui poi sarebbe scaturita la bocciatura per eseguire la fiera nella città etrusca.

La bocciatura e il tavolo di dialogo col Prefetto di Viterbo

Il Prefetto di Viterbo quindi il 14 aprile ha fornito un responso negativo: “Successivamente arriva una lettera da parte della Pro Tarquinia – sottolinea Giulivi –. Il 15 aprile l’associazione rinuncia all’occupazione del suolo pubblico vista la lettera di diniego del prefetto”.

“Con la Prefettura abbiamo cercato di dialogare per cercare di risolvere il problema e il Prefetto ha indetto un altro tavolo dell’ordine e la sicurezza il 21 aprile, per verificare il piano della sicurezza e vedere cosa si poteva fare”, dice il Sindaco.

Nel verbale redatto in Prefettura, Giorgi si assume la responsabilità di non aver presentato per tempo il piano di sicurezza e di aver deciso di annullare l’esposizione, liberando gli espositori dagli impegni presi.

Però, Giorgi non ha dichiarato di aver preso contatti con Civitavecchia per lo svolgimento della medesima fiera.

La delibera di Civitavecchia lo stesso giorno del verbale a Viterbo

La questione delle date è importante per capire la sequenza degli eventi: il 21 aprile Giorgi è dal Prefetto di Viterbo per annullare la fiera a Tarquinia, ma il 19 aprile, due giorni prima, la Pro Tarquinia protocolla una richiesta ufficiale a Civitavecchia per la realizzazione della fiera nella città portuale.

Richiesta che viene accolta con una delibera del Comune di Civitavecchia proprio il 21 aprile, pochi minuti prima della conclusione della riunione del comitato di sicurezza in Prefettura a Viterbo.

La decisione di Giulivi

Il Sindaco Giulivi è chiaro: “Ho già dato mandato ad un legale per tutte le attività a tutela del Comune per il danno d’immagine, economico e su tutta la situazione accaduta, contro i vari attori: la Pro Tarquinia e nella persona fisica del presidente Paolo Giorgi e molte figure del Comune di Civitavecchia che dovranno assumersi la responsabilità”.

“Ci sarà qualcuno che andrà ad analizzare tutti gli eventi accaduti e ci spiegherà come sono andate le cose. Questo è quello che volevo spiegare ai cittadini”, dice.

La vicenda solleva anche molte domande sia sui tempi di autorizzazione presso Civitavecchia, sia sull’effettiva possibilità di realizzarla nella città portuale: non sarebbero state fatte richieste all’autorità portuale per il transito dei mezzi pesanti nell’area del porto.