“Quanto ci viene segnalato in queste ore desta forte preoccupazione e merita un chiarimento immediato: RIECO starebbe modificando i turni di lavoro con comunicazioni impartite anche il giorno precedente, prevedendo in alcuni casi l’avvio del servizio a mezzanotte o alle 3 del mattino, in difformità rispetto alla consueta organizzazione e agli orari definiti anche nell’interesse della cittadinanza”.
Così Emanuele Vecchiotti, consigliere comunale di opposizione in quota Forza Italia in una nota affidata alla stampa.
“Tutto questo – si legge – proprio in concomitanza con un’assemblea sindacale, con lavoratori che riferiscono addirittura minacce di sospensione o licenziamento in caso di partecipazione. Se confermata, una simile condotta sarebbe di particolare gravità e imporrebbe un intervento immediato da parte degli organismi preposti alla vigilanza”.

“L’organizzazione del servizio – spiega il consigliere di opposizione – rientra certamente nelle prerogative dell’azienda, ma non può trasformarsi in uno strumento volto a scoraggiare, ostacolare o comprimere l’esercizio delle libertà sindacali. Il diritto di assemblea non è una concessione dell’azienda. È un diritto dei lavoratori tutelato dalla legge. Nessuna esigenza organizzativa può giustificare un clima nel quale chi intende esercitare un proprio diritto debba sentirsi esposto a pressioni, intimidazioni o possibili ritorsioni. Per questo chiediamo al Comune di Cerveteri e al DEC di verificare con urgenza quanto sta accadendo, accertando le ragioni delle variazioni dei turni, le modalità con cui sono state comunicate e l’eventuale sussistenza di comportamenti lesivi dei diritti dei lavoratori”.
“Qualora ne ricorrano i presupposti, riteniamo inoltre necessario il coinvolgimento degli organismi competenti in materia di lavoro e tutela sindacale. La gestione di un servizio pubblico essenziale deve fondarsi sul rispetto delle regole, sulla correttezza dei rapporti di lavoro e sulla dignità di chi, ogni giorno, garantisce quel servizio alla città. Su questi principi – chiosa la nota – non possono esserci ambiguità, forzature o passi indietro”.








