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Economia italiana, crolla la fiducia dei consumatori: il pessimismo delle famiglie ai minimi da tre anni





I dati Istat di ottobre 2026 fotografano un Paese sempre più preoccupato per il futuro economico. Cala la propensione agli acquisti, mentre cresce la fiducia delle imprese. Sul fronte del lavoro, occupazione in lieve flessione a settembre, ma in aumento rispetto al 2025.

Economia italiana, crolla la fiducia dei consumatori: il pessimismo delle famiglie ai minimi da tre anni –

Le famiglie italiane guardano all’economia con crescente preoccupazione. A confermarlo sono gli ultimi dati diffusi dall’Istat, che evidenziano un nuovo arretramento della fiducia dei consumatori, scesa a ottobre a 90,3 punti rispetto ai 91,2 registrati a settembre, raggiungendo uno dei livelli più bassi degli ultimi anni.

Un segnale che accende i riflettori sul clima di incertezza economica percepito dai cittadini, sempre più prudenti nelle decisioni di spesa e negli acquisti importanti.

Il dato assume particolare rilevanza perché riflette non soltanto le condizioni economiche attuali, ma soprattutto le aspettative delle famiglie rispetto all’andamento generale del Paese.

FAMIGLIE PIÙ PESSIMISTE: PEGGIORA LA PERCEZIONE DELL’ECONOMIA

L’elemento maggiormente significativo riguarda il clima economico generale, che registra una contrazione particolarmente marcata, passando da 88 a 82,9 punti.

Diminuisce anche l’indicatore relativo alla situazione corrente, che scende da 90,4 a 88,7 punti.

In controtendenza, migliora leggermente la fiducia nella propria situazione personale, che sale da 92,4 a 93 punti, mentre le aspettative sul futuro rimangono sostanzialmente stabili a quota 92,3.

Questa differenza racconta un fenomeno interessante: gli italiani sembrano nutrire maggiori preoccupazioni per le prospettive economiche complessive del Paese rispetto alla propria condizione individuale.

Secondo l’Istat, a incidere negativamente sono soprattutto il peggioramento delle valutazioni sull’economia nazionale, le aspettative relative alla disoccupazione e la minore convenienza percepita nell’acquisto di beni durevoli.

LE IMPRESE RECUPERANO FIDUCIA, MA IL COMMERCIO RALLENTA

Se le famiglie manifestano crescente prudenza, il mondo imprenditoriale mostra segnali differenti.

L’indicatore complessivo della fiducia delle imprese registra infatti un incremento, passando da 95,9 a 96,6 punti.

A sostenere questo miglioramento sono principalmente i servizi di mercato, il cui indice sale da 97,1 a 99,6 punti, e il settore delle costruzioni, che passa da 97,5 a 97,8.

Rimane invece stabile la fiducia delle imprese manifatturiere, ferma a 91,9 punti.

Più delicata la situazione del commercio al dettaglio, dove l’indicatore scende sensibilmente da 104,3 a 100,7 punti.

Un andamento che evidenzia le difficoltà percepite dagli operatori commerciali, alle prese con valutazioni meno favorevoli sull’andamento delle vendite.

Il contrasto tra la ripresa della fiducia imprenditoriale e il pessimismo delle famiglie rappresenta uno degli aspetti più significativi della fotografia economica di ottobre.

MERCATO DEL LAVORO: MENO OCCUPATI A SETTEMBRE, MA IL BILANCIO ANNUALE RESTA POSITIVO

A completare il quadro arrivano i dati relativi al mercato del lavoro.

Nel mese di settembre 2026, secondo l’Istat, il numero degli occupati in Italia è diminuito di circa 7mila unità rispetto ad agosto.

Il confronto annuale restituisce tuttavia un risultato positivo, con 198mila occupati in più rispetto a settembre 2025.

Complessivamente, le persone occupate risultano essere 24 milioni e 328mila.

Il tasso di occupazione nella fascia di età compresa tra i 15 e i 64 anni rimane stabile al 63%, mentre quello di disoccupazione si attesta al 6,3%.

Per quanto riguarda i giovani, il tasso di disoccupazione scende al 19,9%.

Si tratta di numeri che descrivono un mercato occupazionale sostanzialmente stabile nell’ultimo mese, ma caratterizzato da un miglioramento nel confronto con l’anno precedente.

COMMERCIO ESTERO: CALANO LE ESPORTAZIONI VERSO I PAESI EXTRA UE

Ulteriori segnali di attenzione arrivano dal commercio internazionale.

A settembre 2026 le esportazioni italiane verso i Paesi esterni all’Unione Europea registrano una diminuzione dell’1,3% rispetto al mese precedente, mentre le importazioni aumentano dell’1,4%.

A incidere sull’incremento degli acquisti dall’estero sono soprattutto i prodotti energetici, che segnano una crescita mensile del 10,9%.

Il confronto su base annua presenta invece un quadro positivo: le esportazioni crescono del 5,4%, mentre le importazioni aumentano del 6,3%.

Dati che confermano un andamento economico articolato, nel quale segnali di crescita e fattori di incertezza continuano a convivere.

LA FIDUCIA DELLE FAMIGLIE RESTA UNA SFIDA PER L’ECONOMIA ITALIANA

Il calo della fiducia dei consumatori rappresenta un indicatore da osservare con particolare attenzione nei prossimi mesi.

Le aspettative delle famiglie possono infatti influenzare direttamente i comportamenti di acquisto, la propensione al risparmio e le decisioni relative alle spese più importanti.

Quando prevale l’incertezza, i cittadini tendono a rinviare investimenti e consumi non indispensabili, con possibili ripercussioni sull’attività commerciale e sulla crescita economica.

Il miglioramento della fiducia delle imprese costituisce un elemento incoraggiante, ma non è sufficiente, da solo, a garantire una ripresa sostenuta della domanda interna.

La vera sfida sarà trasformare i segnali positivi provenienti da alcuni settori produttivi in una maggiore sicurezza economica percepita dalle famiglie.

Perché la crescita di un Paese non si misura soltanto attraverso gli indicatori statistici, ma anche nella capacità dei cittadini di guardare al futuro con fiducia, programmare le proprie spese e affrontare la quotidianità con maggiore serenità.