In risposta all’evento, l’avvio della progettazione di un sistema di sicurezza da discutere con i sindacati
Campagnano, aggressione alle operatrici ASL: la lettera della dirigenza –
L’episodio è avvenuto sabato 12 settembre nella Casa della Comunità di Campagnano Romano: il Direttore Generale della ASL Roma 4, a cui la struttura appartiene, Rosaria Marino, ha diffuso in queste ore una lettera per parlare del fenomeno delle aggressioni ai sanitari.
Marino racconta innanzitutto la vicenda: “Da quanto riferito alla Direzione, l’aggressore, dopo aver ricevuto le cure, si è seduto, dovendo attendere qualche minuto prima di poter andare via. Improvvisamente e senza alcun motivo, mosso da un raptus, ha aggredito la dottoressa e l’operatrice giunta in suo soccorso” e sottolinea come l’evento abbia lasciato sgomenti tutti all’interno dell’Azienda Sanitaria.
Lo stesso Direttore Generale però aggiunge anche che questo tipo di fenomeni è molto frequente, soprattutto all’interno di strutture come i pronto soccorso, anche se ormai negli ospedali sia generalmente presente un posto permanente delle Forze di Polizia.
Un problema che dopo l’apertura di strutture minori e periferiche rispetto ai reparti ospedalieri si fa ancora più pressante e grave.
“La ASL Roma 4 – spiega Marino –, dall’apertura delle Case di Comunità, sta studiando un sistema di protezione delle strutture e degli operatori che sia moderno e tecnologico. Appena sarà terminata la progettazione, verrà presentato e discusso con i sindacati, com’è giusto che sia”.
La lettera di Rosaria Marino prosegue con parole rivolte alle due operatrici aggredite a Campagnano: “In questo momento ci preoccupa la salute e lo stato d’animo delle due operatrici, a cui vanno gli auguri di una completa guarigione, e il sincero ringraziamento esteso a tutti gli operatori per il lavoro di ogni giorno, purtroppo non scevro da rischi.
Infine, interpretando il sentimento di tutta la Comunità, vogliamo condannare ogni atto di violenza, con la consapevolezza che, per combatterla, occorre un impegno di collaborazione tra tutte le Istituzioni, per superare gli schemi culturali che sono alla radice della violenza in tutte le sue forme”, conclude il Direttore Generale della Asl Roma 4.
La vicenda ha ovviamente subito attivato anche le rappresentanze sindacali e politiche.
“Questo è l’ennesimo episodio di violenza contro il personale sanitario. Solo l’anno scorso sono state più di 18 mila, secondo i dati del Ministero della Salute e non della Cgil, le aggressioni ai danni di operatori e operatrici sanitari e sociosanitari. Comportamenti che non possono essere relegati al caso o alla follia di singoli utenti, ma che rappresentano un problema politico che va affrontato urgentemente e con interventi mirati”. Lo ha dichiarato in una nota stampa Emanuela Nucerino, segretaria generale della Fp Cgil di Civitavecchia, Viterbo e Roma Nord.
Si è anche attivata la politica regionale con un intervento specifico presso il Consiglio della Regione Lazio da parte di Angela Califano (PD) avvenuto due giorni fa.
“Si tratta di un fatto inaudito – dichiara sui social la consigliera PD –, che riporta con urgenza al centro del dibattito politico la sicurezza del personale medico e sanitario nei presidi del nostro territorio. Ed evidenzia le profonde criticità organizzative e gestionali delle Case di Comunità, oggi spesso carenti delle tutele fondamentali per i lavoratori e delle prestazioni essenziali per i cittadini”.
La risposta sarebbe dunque allo studio della ASL come dichiarato dalla dottoressa Marino, ma ovviamente si può solo sperare che la soluzione possa davvero arginare un fenomeno che, come anche sottolineato dai sindacati, è ormai diffuso e frequente e che con strutture periferiche sul territorio può solo spostarsi al di fuori dei pronto soccorso.
C.L.









