“Il migliore di tutti noi Volontari Archeologici”
di Giovanni Zucconi
Cerveteri, addio a Stefano Belmonti, il migliore di tutti noi Volontari Archeologici

Oggi il mondo del Volontariato Archeologico di Cerveteri ha perso uno dei suoi uomini migliori. Forse il migliore: Stefano Belmonti. Anche se lui, per la sua modestia che lo contraddistingueva, avrebbe fatto un sorriso e un gesto per dire: “ma che stai dicendo”. Ma lui era veramente il migliore di tutti noi. Perché Stefano non faceva il volontario per apparire. Per mettere un post su Facebook. Lui lo faceva perché amava il nostro territorio. E più di altri ha lavorato per renderlo un posto migliore.
Stefano era una macchina da guerra. Non lo ha fermato neanche la lunga malattia che lo costringeva a usare il bastone per camminare. Fino all’ultimo stava lì con noi. Con il bastone, ma con l’attrezzo nell’altra mano. Sempre presente, come e più degli altri. Prima della malattia ha ideato e condotto progetti importantissimi per Cerveteri. Soprattutto lungo la via degli Inferi, e il percorso che gli escursionisti fanno per arrivare alle cascatelle. Stefano era l’ideatore, l’artefice e il primo esecutore di quegli imponenti lavori. Che hanno cambiato il volto della parte più bella e frequentata delle nostre aree archeologiche.

Ma sempre senza apparire in prima persona. E se lo sarebbe potuto permettere. Sempre dietro il logo e il benestare del nostro Gruppo Archeologico. GAR prima e GACELATA adesso. Che lui considerava una sua seconda casa. Mai una rivendicazione pubblica dei suoi indiscussi meriti. Mai un post su Facebook che facesse emergere il suo lavoro e i suoi meriti. Si faceva sempre passare come uno dei tanti soci. Ma non era un socio qualsiasi. Era Stefano Belmonti
Perché dico che era il migliore? Non solo per quello che ha fatto. Ma perché dimostrava ogni giorno che un certo tipo di volontariato, discreto e quasi invisibile, sia possibile. Quel tipo di volontariato, mi dispiace dirlo, che negli ultimi anni si è incrinato a Cerveteri. E che invece, a mio parere, bisognerebbe fosse il riferimento per tutti quelli che operano come volontari nelle nostre aree archeologiche.

Era impossibile non volergli bene. E infatti gli volevamo tutti bene. E continueremo a volergliene perché lui, e soprattutto il suo esempio, rimarranno ancora a lungo tra noi. Un abbraccio caro Stefano. Da tutti noi. E continua a sorriderci come facevi sempre.









