La nostra intervista alla Sindaca che prova a ricucire dopo il voto sugli equilibri di bilancio: “Chi vuole interrompere il mandato si assuma la responsabilità”
di Giovanni Zucconi
L’intervista che segue nasce in un momento particolarmente delicato. Comprensibilmente, Elena Gubetti non si è potuta sbilanciare troppo sulle ragioni che hanno portato alcuni Consiglieri di maggioranza a uscire dall’aula, e a impedire l’approvazione dell’assestamento e della salvaguardia degli equilibri di bilancio.

In questa fase, ogni accusa rischierebbe di chiudere definitivamente porte che la Sindaca deve invece provare a riaprire. Gubetti ha bisogno di riportare una rottura consumata in Consiglio dentro un tentativo di ricomposizione politica. Deve cercare nuovamente quei voti. Recuperare almeno una parte dei rapporti interrotti e riportare in aula un provvedimento che dovrà comunque essere approvato.
Il suo ruolo le impone quindi prudenza. Il nostro, invece, ci obbliga a provare a leggere ciò che è accaduto e a formulare delle ipotesi. Con una premessa necessaria: naturalmente non abbiamo elementi per parlare di accordi, regie occulte o manovre concordate. Possiamo però osservare gli effetti politici che produrrebbe una conclusione anticipata dell’Amministrazione Gubetti.
Con l’arrivo di un Commissario, tutti i Consiglieri comunali di Cerveteri finirebbero in panchina. Maggioranza e opposizione perderebbero insieme il proprio spazio istituzionale. Anche i Candidati Sindaci che oggi siedono al Granarone non potrebbero più utilizzare il Consiglio per presentare interrogazioni, sollevare problemi e costruire quotidianamente la propria presenza politica.
La stessa Gubetti arriverebbe molto più debole al confronto che precederà le elezioni del 2027. Un conto è partecipare alla scelta del prossimo candidato come Sindaca uscente. Un altro è farlo dopo essersi dimessa. O dopo la caduta anticipata della propria Amministrazione.
In questo scenario, c’è invece un Candidato che continuerebbe a governare una città. A inaugurare opere, a partecipare agli incontri istituzionali e a mantenere una visibilità che gli altri non avrebbero più: Alessandro Grando, attuale Sindaco di Ladispoli e già ufficialmente Candidato alla guida di Cerveteri.
Grando sarebbe quindi, oggettivamente, il Candidato che avrebbe meno da perdere e forse più da guadagnare da un eventuale commissariamento di Cerveteri. Questo non significa che abbia organizzato o favorito quanto accaduto. Non abbiamo alcun elemento per sostenerlo. È una semplice analisi politica.

È però legittimo chiedersi se qualcuno, nel regolare i propri conti politici con la Gubetti, non abbia finito per prestarsi, consapevolmente o meno, a una partita più grande. In politica non è sempre necessario che esista un accordo scritto o una regia comune. A volte è sufficiente che interessi diversi, per ragioni differenti, finiscano per muoversi nella stessa direzione.
Forse siamo soltanto davanti alla somma di incomprensioni, rancori e rapporti ormai deteriorati dentro la maggioranza. Oppure qualcuno ha già cominciato a giocare la partita del 2027, mentre formalmente si sta ancora disputando quella iniziata nel 2022. È soltanto un’ipotesi. Ma la domanda resta: a chi gioverebbe davvero la caduta anticipata dell’Amministrazione Gubetti?
Alla Sindaca, nell’intervista che segue, abbiamo chiesto soprattutto che cosa succederà adesso. Se esistono ancora margini per ricomporre la maggioranza e perché, nonostante tutto, non intenda dimettersi.
Sindaca, il Consiglio comunale non ha approvato neanche oggi gli equilibri di bilancio. Cerveteri è già avviata verso il commissariamento?
“No. La Sindaca è ancora in carica, la Giunta è in piedi e il Consiglio comunale continua a essere pienamente operativo. Possiamo deliberare e continuare a lavorare. Quello che è successo rappresenta certamente un fatto grave, e un ostacolo all’attività amministrativa. Ma non determina automaticamente la caduta dell’Amministrazione.”
Che cosa succederà adesso?
“L’atto dovrà essere approvato. Attendiamo di conoscere le indicazioni della Prefettura. Potrebbe arrivare una diffida con l’assegnazione di un termine entro il quale il Consiglio comunale dovrà tornare a esprimersi. La situazione è delicata, ma non è corretto dire che da oggi sia tutto finito.”
Che cosa è rimasto bloccato con la mancata approvazione del provvedimento?
“Non stiamo parlando di un atto puramente contabile. La manovra prevedeva circa 300mila euro per il sociale, destinati anche alla disabilità gravissima, alle rette delle Rsa, delle case-famiglia e al sostegno delle persone più fragili. Sono risorse che incidono direttamente sulla vita di molte famiglie. Dietro una variazione di bilancio non ci sono soltanto numeri: ci sono famiglie, persone anziane, disabili e cittadini che aspettano delle risposte. È questo che rende ancora più grave quanto accaduto in Consiglio comunale. Oltre a questo, non abbiamo dato copertura alle manutenzioni straordinarie delle scuole. Che se non si fanno adesso, durante la sospensione delle lezioni, sarà quasi impossibile portare a termine. Non abbiamo poi dato copertura e risorse neanche per la pulizia delle spiagge e per le attività di decoro pubblico e verde. Per non parlare dell’impossibilità a realizzare la 62esima edizione della nostra Sagra, e gli eventi dell’Estate Caerite 2026”
L’opposizione sostiene che la sua maggioranza non esista più, e le chiede di dimettersi
“Non intendo dimettermi. Perché dovrei assumermi io la responsabilità di interrompere anticipatamente questa esperienza amministrativa? I Consiglieri comunali hanno tutti gli strumenti per farlo. Se ritengono che non ci siano più le condizioni per andare avanti, possono assumersi formalmente questa responsabilità. Non sarò io a togliere loro le castagne dal fuoco.”

Quindi esclude completamente le sue dimissioni?
“Oggi sì. Naturalmente, se nei prossimi giorni dovessimo verificare che non esiste più alcuna possibilità di trovare un equilibrio, dovremo fare tutte le valutazioni necessarie. Ma prima voglio capire se ci sono ancora le condizioni per ricucire e arrivare alla conclusione naturale del mandato».
Oggi queste condizioni esistono?
“Oggi non è stato possibile trovare un punto di incontro. Prima dell’inizio dei lavori abbiamo chiesto una sospensione della seduta, e ho provato a parlare con i Consiglieri. Non c’è stato alcun margine. Questo non significa che non si debba continuare a tentare. Nei prossimi giorni proveremo ancora a dialogare e a capire se esiste una possibilità di recupero.”
Ha compreso le ragioni che hanno portato due consiglieri di maggioranza a uscire dall’aula?
“No. Credo che siano loro a doverlo spiegare pubblicamente. Devono dire ai cittadini che cosa non sta facendo la Sindaca, quale richiesta non è stata ascoltata e quale problema politico o amministrativo li ha portati a fermare un provvedimento così importante. Io oggi ho cercato il confronto, ma non ho ricevuto una risposta.”

La sensazione che hanno in molti, anche suoi avversari politici, è che lei stia combattendo da sola contro tutti. Non ha mai pensato di mollare anche soltanto per sfinimento? Molti direbbero, per dignità?
“Perché dovrei farlo? In questi quattro anni credo di avere dimostrato tenacia, energia, onestà e coerenza. Non ho interessi personali da difendere, e lavoro esclusivamente per la città. Finché riterrò di poter fare qualcosa di utile per Cerveteri, continuerò a farlo.”
Che cosa la spinge ancora ad andare avanti?
“La forza degli onesti. È quella che mi ha sostenuta in questi anni. Nonostante tutte le difficoltà, credo che il lavoro fatto abbia prodotto dei risultati. Penso anche alla comunità, che ha ritrovato una propria energia: la ripresa dei rioni, le Pro Loco, la partecipazione dei giovani. Forse non sempre la città riesce a percepirlo, anche a causa del rumore politico che accompagna ogni cosa. Ma è uno degli aspetti che considero più importanti del mio mandato.”

Anche se non credo che a qualcuno possa piacere che Cerveteri sia governata da un Commissario prefettizio, le domando lo stesso perché considera il commissariamento un pericolo per Cerveteri
“Non perché un Commissario non sia competente, ma perché opera necessariamente in una condizione diversa da quella di un’Amministrazione eletta. Può garantire l’ordinaria amministrazione, ma difficilmente può imprimere una direzione politica. Seguire con la stessa continuità i cantieri e portare avanti tutti i progetti aperti. In una fase così delicata, con interventi e lavori ancora da concludere, il commissariamento rischierebbe di danneggiare la città.”
Le sue prossime mosse, quindi, saranno riportare l’atto in Consiglio e tentare di ricostruire una maggioranza?
“Sì. Dobbiamo prima di tutto capire quali saranno i passaggi indicati dalla Prefettura, e riportare l’atto in aula. Parallelamente proverò ancora a dialogare con i Consiglieri e a verificare se esiste un margine per arrivare alla fine del mandato. Non sarà semplice, ma il commissariamento non è inevitabile.”
Tutto quello che sta accadendo influirà anche sulle sue decisioni in vista delle elezioni del 2027?
“È ancora prematuro parlarne. La prima cosa da capire, prima di qualsiasi scelta personale, è con quale squadra si potrebbe affrontare un nuovo percorso. Oggi, però, la priorità è un’altra. Continuare a lavorare, approvare gli atti necessari e proteggere la città dalle conseguenze di questa crisi.”
Quindi non molla?
“No. Finché potrò essere utile a Cerveteri, resterò al mio posto.”









