L’intervista alla Presidente del Centro di Solidarietà a Cerveteri, Lalla Enea
di Giovanni Zucconi
Cerenova, una mostra fotografica del “Centro di Solidarietà a Cerveteri” per aiutare 120 famiglie in difficoltà
Sabato e domenica prossima, a Cerenova, potrete ammirare quella che, in apparenza, è una semplice mostra fotografica di strada. Ma scoprirete che è qualcosa di più. Perché dietro le fotografie che il 27 e 28 giugno saranno esposte a Cerenova, in via Angelucci, davanti al Bar Tirreno, c’è il lavoro quotidiano del Centro di Solidarietà a Cerveteri. Un’associazione che, da anni, raccoglie e distribuisce generi alimentari e farmaci da banco alle famiglie in difficoltà del nostro territorio. Che, lo scopriremo nell’intervista che segue, sono veramente tante.

L’intervista ce l’ha gentilmente concessa Lalla Enea, la Presidente del Centro di Solidarietà a Cerveteri. Che ci ha raccontato che con lei lavorano, in questa opera di solidarietà, tanti soci e volontari. Ma anche tante altre realtà del territorio. Un lavoro silenzioso, ma concreto. Fatto di pacchi alimentari, farmaci e ascolto. Sempre con la necessaria discrezione dovuta a chi riceve. Ma anche di non scontata fiducia da parte di chi dona.
La mostra si intitola “Dettagli Straordinari dell’Ordinario”. Sarà a offerta libera. Chi vorrà potrà chiedere una copia in formato A4 di una delle fotografie esposte, che sarà stampata e consegnata subito. L’iniziativa servirà naturalmente per raccogliere i fondi necessari per sostenere le attività dell’associazione. Non ci dobbiamo mai dimenticare che queste associazioni benefiche si autofinanziano per garantire la loro azione a favore dei più deboli. E i soldi non bastano mai quando organizzi tante iniziative. Ma leggiamo cosa ci ha la raccontato la Presidente, Lalla Enea.
Presidente Enea, partiamo dalla sua associazione. Qual è il suo ruolo e che cosa fa il Centro di Solidarietà a Cerveteri?
“Con la mia associazione facciamo raccolta e distribuzione di generi alimentari e farmaci da banco. In collaborazione con Banco Alimentare e con il Banco Farmaceutico. Io sono Presidente da sette anni».
Quale è lo scopo della mostra fotografica che avete organizzato per il fine settimana a Cerenova?
“Come tutte le associazioni abbiamo bisogno di fondi. Non per pagare l’affitto, perché l’immobile dove stiamo ce lo ha dato il Comune. Però ci servono fondi per acquistare altre cose utili. Anche da mettere nei pacchi mese per mese. Per questo facciamo iniziative. Prima di Natale abbiamo fatto un mercatino. Adesso facciamo questa mostra e abbiamo in mente di fare anche altri mercatini”.
Parliamo allora della mostra. Di che cosa si tratta?
“È una mostra fotografica. Uno dei nostri volontari è un fotografo dilettante. Non è un professionista, ma è molto bravo. Queste cose le ha già fatte in passato, anche con un certo successo. Io ho pensato di mostrare queste fotografie, sono circa 35. Sono paesaggi, ripresi in varie parti del mondo, perché a lui piace molto viaggiare”.
Dove sarà allestita?
“Davanti all’area antistante il Bar Tirreno, a Cerenova. Il Bar Tirreno ci dà anche l’elettricità e un minimo di supporto. L’ingresso naturalmente è gratuito, anche perché siamo in mezzo alla strada, non in un’area chiusa”.

Come funzionerà l’offerta libera?
“Se qualcuno vuole una di queste fotografie, gli sarà data immediatamente. In cambio, se vuole, potrà lasciare qualcosa secondo il suo buon cuore. Non chiediamo prezzi fissi, non è una vendita. È un’offerta libera”.
Quanti siete nell’associazione?
“Come soci siamo dodici. Poi ci sono dei volontari che ci aiutano. Insieme ad altre associazioni di volontariato. Per esempio, i volontari della Polizia di Stato, Scuola Ambiente, Auser, la Consulta dei Migranti. Siamo in rete con tante associazioni di Cerveteri”.
Come rispondono i cittadini di Cerveteri alle raccolte alimentari e alla raccolta del farmaco?
“Rispondono bene. La raccolta alimentare, una volta, la facevamo tutti i mesi. Era più laboriosa. Adesso la facciamo una volta l’anno, perché Banco Alimentare ci dà praticamente tutto quello che ci occorre. Però la risposta è positiva. Nei supermercati c’è sempre generosità. Alcuni di più, altri di meno, ma la generosità c’è sempre”.
E per la raccolta dei farmaci?
“Anche la raccolta dei farmaci va bene. Siamo tra i mille e i milleduecento farmaci l’anno. È una raccolta molto significativa”.
Come funziona la distribuzione dei pacchi alimentari?
«Noi abbiamo un file, un elenco, nel quale carichiamo tutti gli elementi. Il computer ci indica, famiglia per famiglia, che cosa dobbiamo mettere e in quale quantità. In base al numero dei componenti del nucleo familiare, alla presenza di bambini e ad altre necessità. Poi ci regoliamo anche noi, perché le famiglie le conosciamo. Se sappiamo che c’è un diabetico, o una persona con particolari problemi, magari non mettiamo un alimento e ne mettiamo un altro”.

Quindi non è un pacco uguale per tutti
“No. Cerchiamo di adattarlo alle necessità. Poi li distribuiamo durante l’arco della settimana. Avvertiamo le persone, e loro vengono a prendere il pacco. Portano una borsa, mettono dentro quello che trovano nella cassetta e poi la cassetta ce la restituiscono”.
Il Banco Alimentare che ruolo ha in questa distribuzione alle famiglie più bisognose?
“La grande raccolta del Banco Alimentare si fa una volta l’anno. Il Banco Alimentare poi ridistribuisce gli alimenti tra le associazioni. Gli alimenti che ci dà mese per mese arrivano in parte da fondi europei, in parte dalle eccedenze delle grandi aziende agroalimentari, dai supermercati e dai mercati generali. Noi andiamo a prenderli ad Aprilia, dove c’è il grande magazzino del Banco Alimentare”.
Una volta al mese?
“Sì, una volta al mese”.
E nella grande raccolta annuale chi vi aiuta?
“Lì scendono in campo davvero tutti. Non solo chi è legato al Banco Alimentare. Ci sono Scuola Ambiente, la Consulta dei Migranti, i volontari della Polizia di Stato, gli scout. In quel momento partecipano davvero tante realtà”.
Una famiglia che ha bisogno come può entrare nella vostra lista?
“Deve venire da noi con la carta d’identità e l’Isee. L’Isee non deve superare i 10mila euro”.
Dove si trova la sede?
“A Cerenova, in Largo Finizio 2. È la casetta bianca che sta di fronte al Parco Vannini”.
Quante famiglie aiutate, in questo momento?
“Circa 120 famiglie. Dico circa perché una va, una viene, una torna, una parte. È un numero che cambia continuamente”.

Sono tutte di Cerveteri?
“Soprattutto di Cerveteri e di Cerenova. Ci sono anche tre o quattro famiglie di Ladispoli, ma poche. In teoria non abbiamo confini territoriali, però nella pratica non riusciamo ad andare oltre. Già 120 famiglie, per noi, sono tante”.
Sono veramente tante. È anche il segno di un disagio sociale importante
“Sì. E la mia impressione personale è che questo disagio cresca. Soprattutto crescono i senzatetto. Questa è la cosa che fa più male. Quando chiedi l’indirizzo e ti rispondono, a voce molto bassa, che sono senzatetto. È una cosa che pesa”.
Per la distribuzione dei farmaci avete una farmacista?
“Sì. Banco Farmaceutico oggi obbliga ad avere una farmacista iscritta in associazione. Altrimenti non potremmo far parte del Banco Farmaceutico”.
Che tipo di farmaci distribuite?
“Farmaci da banco. Non farmaci con prescrizione medica. Per quelli servirebbe un medico in associazione”.
Come avviene la consegna dei farmaci?
“Le persone vengono da noi, parlano con la farmacista, spiegano la problematica e la farmacista consiglia un farmaco piuttosto che un altro”.
E se il farmaco richiesto non c’è?
“Di solito rientra nell’esperienza della farmacista consigliare un farmaco simile. Se non ce l’abbiamo, non ce l’abbiamo. Se è un farmaco importante, in teoria possiamo chiederlo al Banco Farmaceutico. Però non arriva il giorno dopo, ci vuole tempo”.
Che cosa vorrebbe dire ai cittadini in vista della mostra?
“Di venire numerosi. A vedere la mostra, naturalmente. Io sarò lì, insieme ad altri volontari. Le persone potranno parlare con noi, capire chi siamo e che cosa facciamo. Questo è importante”.
Perché è importante conoscervi di persona?
“Perché ho notato che la gente, se sa a chi vanno le cose e come vengono trattate, è disponibile e generosa. È più restia quando non conosce le persone, non conosce le associazioni e non sa che fine fanno i fondi o gli alimenti messi a disposizione”.
La fiducia, quindi, è decisiva per portare avanti con efficacia la vostra attività
“Sì. Io, per esempio, la raccolta farmaci la faccio sempre a Valcanneto, alla farmacia Cavallini. Le persone vedono sempre me, o gli scout. Vedono volti conosciuti. Alla fine, si fidano. E quando sanno che quei farmaci e quegli alimenti restano sul territorio e li gestiamo direttamente noi, sono più generose”.









