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Cerveteri, la storia di Desirée e Giulio. Quando una tipizzazione può salvare una vita a chi è in attesa di trapianto di midollo





Una telefonata arrivata quattro anni dopo. Poche parole, capaci però di cambiare il destino di una persona: “Sei compatibile”

Cerveteri, la storia di Desirée e Giulio. Quando una tipizzazione può salvare una vita a chi è in attesa di trapianto di midollo

Questa è la storia di Desirée. Raccontata dalla sindaca di Cerveteri Elena Gubetti in un post pubblicato sui social. Una storia che parte da Giulio, un giovane concittadino che alcuni anni fa lottava contro una grave aplasia midollare. In quel periodo il Comune di Cerveteri organizzò, insieme ad ADMO, un camper per la tipizzazione. L’obiettivo era provare a trovare un donatore compatibile per Giulio. La risposta della città fu molto forte: 98 ragazzi si presentarono per sottoporsi alla tipizzazione. Tra loro c’era anche Desirée, che sperava di poter essere proprio lei la persona compatibile.

Cerveteri, la storia di Desirée e Giulio. Quando una tipizzazione può salvare una vita a chi è in attesa di trapianto di midollo

Quel giorno, però, il donatore per Giulio non fu trovato. Il ragazzo dovette continuare ad aspettare, fino a quando arrivò un donatore compatibile al 100% dalla Germania. Una vicenda che la mamma, Roberta Spaccini, ha poi raccontato nel libro “L’esercito dei giusti”. Ma quella giornata di mobilitazione non rimase senza conseguenze. Dal gruppo di ragazzi che si erano presentati al camper nacque un risultato straordinario: quattro vite sono state salvate grazie ai donatori emersi proprio da quella iniziativa. Una di quelle persone era Desirée. Quattro anni dopo la tipizzazione, infatti, è arrivata la chiamata. Desirée era compatibile con una persona in attesa di trapianto. Secondo quanto raccontato dalla sindaca Gubetti, non ha esitato. Ha scelto di donare, superando ogni paura e pensando soltanto alla vita che poteva contribuire a salvare.

Cerveteri, la storia di Desirée e Giulio. Quando una tipizzazione può salvare una vita a chi è in attesa di trapianto di midollo

Una storia semplice, ma molto significativa. Perché mostra in modo concreto che la tipizzazione non è un gesto astratto. Può restare silenziosa per anni. Poi, un giorno, può diventare la possibilità reale di salvare qualcuno. Nel suo post, la sindaca ha ricordato anche l’impegno portato avanti insieme alla mamma di Giulio alla Camera dei Deputati: l’idea di una legge che preveda l’invio di un’informativa a tutti i ragazzi che compiono 18 anni, per far conoscere loro la possibilità di tipizzarsi.

La tipizzazione, viene ricordato, è un gesto semplice: basta un campione di saliva. Ma può fare la differenza tra la vita e la morte. L’appello è rivolto in particolare ai giovani tra i 18 e i 35 anni. Perché ognuno di loro potrebbe diventare, un giorno, il donatore compatibile che qualcuno sta aspettando.

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