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Roma, turismo da primato: il 2025 riscrive i record

Secondo l’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio: 22,9 milioni di arrivi e 52,9 milioni di presenze. Crescono anche gli stranieri e l’indotto economico

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di Marco Di Marzio

Roma chiude il 2025 con numeri che consolidano la sua centralità nel turismo europeo: 22,9 milioni di arrivi e 52,92 milioni di presenze (le notti trascorse in città), superando il primato del 2024. A certificare il nuovo massimo storico sono i dati dell’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio, che registrano anche un aumento rispetto all’anno precedente: +3,42% negli arrivi e +2,87% nelle presenze.

Il dato più significativo riguarda la componente internazionale: circa 12 milioni di arrivi dall’estero, segnale di una domanda che non rallenta e che continua a premiare la Capitale come destinazione “tutto l’anno”, oltre i picchi stagionali.

Effetto economia: “industria” turistica e ricadute sul lavoro

Oltre alle presenze, a fare notizia sono le ricadute economiche. Secondo quanto riportato dalla stampa, il settore turistico a Roma avrebbe generato un indotto di 13,3 miliardi di euro, con un incremento dell’occupazione nel comparto indicato come in crescita anno su anno.

Dal Campidoglio, il sindaco Roberto Gualtieri ha letto il risultato come un segnale strutturale: il turismo viene descritto come un motore di indotto e posti di lavoro, e come leva del rilancio urbano in chiave sostenibile.

Le ragioni del boom: grandi eventi, mobilità e “brand Roma”

Il 2025 ha confermato un mix di fattori: calendario di grandi eventi, attrattività culturale, rinnovata spinta promozionale e una crescente capacità della città di intercettare flussi diversificati (dai city break ai viaggi di lungo raggio). In parallelo, la crescita ha continuato a porre il tema della gestione dei flussi nei luoghi più delicati del centro storico.

La sfida: reggere i numeri senza snaturare la città

Record significa anche pressione: trasporti, decoro, vivibilità per i residenti e tutela del patrimonio. In questo quadro si inseriscono misure di regolazione dell’accesso in alcune aree simbolo, come il ticket per la Fontana di Trevi annunciato a partire dal 1° febbraio (con modalità differenziate tra turisti e residenti).

Il messaggio che arriva dai numeri è chiaro: Roma corre, e corre forte. La partita del 2026—con un’eredità di presenze così robuste—sarà trasformare la quantità in qualità, mantenendo alta l’attrattività internazionale e, allo stesso tempo, migliorando l’esperienza urbana per chi la vive ogni giorno.