Il maltempo costringe a spostare l’iniziativa nella sala parrocchiale di Santa Maria del Rosario, ma non spegne la partecipazione: istituzioni, famiglie e giovani uniti nel segno di una pace disarmata e del bene comune. A rappresentare la città l’Assessore Margherita Frappa
Ladispoli, la Marcia della Pace unisce la comunità nonostante la pioggia –

di Marco Di Marzio
Si è svolta con grande partecipazione e intensità, nonostante il maltempo, la Marcia della Pace promossa dalle associazioni di Azione Cattolica delle diocesi unite di Civitavecchia-Tarquinia e Porto-Santa Rufina. La pioggia battente ha infatti costretto gli organizzatori a rivedere il programma iniziale: l’intero evento, previsto domenica 25 gennaio con partenza dal piazzale antistante la stazione ferroviaria di Ladispoli, si è tenuto all’interno della sala parrocchiale della Parrocchia di Santa Maria del Rosario, trasformata per l’occasione in un vivace spazio di incontro, ascolto e condivisione.
L’iniziativa ha visto la presenza dei sindaci e dei rappresentanti delle amministrazioni comunali ricadenti nei territori delle diocesi di Porto-Santa Rufina e di Civitavecchia-Tarquinia, a testimonianza di un forte legame tra Chiesa locale e istituzioni civili sul tema della pace e della cittadinanza attiva.
Al centro della giornata, il messaggio di papa Leone XIV per la Giornata mondiale della pace 2026, «La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante», che ha ispirato riflessioni, testimonianze e momenti artistici. Un invito chiaro e profondo a rigettare la logica della violenza e della deterrenza armata, per riscoprire una pace autentica fondata su amore, giustizia e solidarietà, capace di riconciliare i cuori in un tempo segnato da conflitti e polarizzazioni.
Nel corso del pomeriggio, nell’auditorium parrocchiale si sono alternati i diversi settori dell’Azione Cattolica delle due diocesi, con video e interventi dedicati ai temi dell’ascolto, della gioia e della relazione tra le persone. La musica di Alisia Lucignani ha accompagnato le aspirazioni di una società fondata sull’incontro e sul dialogo, mentre le parole di Chiara Barbera hanno dato voce alle fatiche e alle speranze che attraversano la vita quotidiana. Particolarmente toccante la testimonianza di Naseer Ahmad, proveniente dall’Afghanistan, che ha raccontato il dramma di chi vive sulla propria pelle la violenza dei conflitti e trova accoglienza in un Paese lontano, come l’Italia, divenuto però nuova casa.
A raccogliere e intrecciare le diverse voci è stato il vescovo Gianrico Ruzza, che nella sua riflessione ha sottolineato l’urgenza di «un nuovo umanesimo per una vera pace». «Non può esserci pace autentica – ha affermato – se non c’è una giustizia fondata sulla condivisione dei valori della convivenza civile. Nel bene comune riconosciamo il terreno su cui costruire una cultura dell’accoglienza, dell’incontro e del dialogo, che generano la pace e mai la guerra». Un appello che ha attraversato l’intera iniziativa, vissuta come una vera “festa dell’amicizia”, aperta a tutti, al di là di schieramenti e ideologie.
La pioggia non ha fermato lo spirito della Marcia: bambini, famiglie, giovani, anziani e amministratori hanno condiviso la speranza che donne e uomini possano riconoscersi sorelle e fratelli, abitanti di un unico mondo. Un segno concreto di come la pace non sia un’utopia lontana, ma una costruzione quotidiana che nasce dai cuori, dalle parole che uniscono, dai gesti che disinnescano l’odio e da una politica e una diplomazia al servizio dell’umanità.
Momento conclusivo dell’incontro è stata la consegna alle autorità civili del Messaggio per la pace e del Manifesto di valori e impegni comuni delle amministrazioni locali nel territorio diocesano, sottoscritto dai Comuni della Città metropolitana di Roma, dai Municipi di Roma Capitale e dai Comuni della provincia di Viterbo compresi nelle diocesi. Un documento che apre un percorso condiviso nei territori, per edificare una città degli uomini fondata sul bene comune e capace di offrire speranza e fiducia a ogni creatura, nella prospettiva di una vita riconciliata e rinnovata.
La Marcia della Pace di Ladispoli si è così conclusa al coperto, ma con uno sguardo aperto e fiducioso sul mondo: la pioggia ha bagnato le strade, non la determinazione di chi continua a credere che l’amicizia tra i popoli sia possibile.
A rappresentare l’amministrazione comunale di Ladispoli l’Assessore Margherita Frappa
Oggi, in rappresentanza del Comune di Ladispoli, l’Assessore all’istruzione e alla Cultura, Margherita Frappa ha partecipato a quello che avrebbe dovuto essere la Marcia della Pace e che, a causa del maltempo, si è trasformato in un intenso e significativo incontro presso l’auditorium della Parrocchia di Santa Maria del Rosario.
Alla presenza del Vescovo, Sus Eccellenza Giannrico Ruzza e di numerosi rappresentanti delle amministrazioni del territorio della diocesi, si è condiviso un momento di profonda riflessione su un tema più che mai urgente e necessario in questo tempo segnato da conflitti e tensioni diffuse nel mondo.
L’Assessore Frappa ricorda che “la pace non nasce per caso: è una costruzione quotidiana che ci rende tutti responsabili. Famiglie, scuole, educatori, istituzioni: ciascuno, nel proprio ruolo, è chiamato a promuovere la cultura della pace, del dialogo, del rispetto e della solidarietà, soprattutto verso le nuove generazioni. È da lì che nasce il futuro”.
Sempre per Ladispoli, tra i presenti anche l’assessore Daniela Marongiu.









