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“Cinque punti per migliorare l’ambiente nel nostro territorio, cinque obiettivi ad ora trascurati”

Potere al popolo prova a indicare alcuni obiettivi concreti e percorribili

“Cinque punti per migliorare l’ambiente nel nostro territorio, cinque obiettivi ad ora trascurati” –

Riceviamo e pubblichiamo –

Noi siamo convinti che uno dei principali argomenti sui quali concentrare sempre più l’attenzione sia quello del clima, dell’ambiente e dell’inquinamento che sta avvelenando l’intero pianeta.

Il clima si sta rivoltando contro l’incuria ed un colpevole, incontrollato e inquinato sviluppo che travolge ogni equilibrio naturale degli eventi.

E’ chiaro quindi che non è possibile invertire la tendenza ed orientarsi verso una vita ed un’economia che sia il più possibile in armonia con la natura, senza modificare strutturalmente il modo di produrre.

Come produrre, che cosa produrre, con quale energia, con quale intensità. Come ridistribuire le ricchezze oggi in gran parte in mano all’1% della popolazione mondiale.

Bisogna quindi porsi questo orizzonte, questo obiettivo di trasformazione della società che vada verso un’economia ecologicamente e socialmente sostenibile.

Questo obiettivo generale non deve però farci dimenticare o sottovalutare quel che si può e si dovrebbe fare anche a livello locale, sui territori e nelle singole comunità.

Anche nei nostri comuni e soprattutto tra i giovani si fa sempre più intensa la richiesta di un diverso modo di vivere la natura e la società, ma le risposte che vengono dalle amministrazioni locali sono limitate, parziali e spesso inesistenti.

Che cosa potrebbero fare oggi le amministrazioni comunali di Ladispoli e Cerveteri. Proviamo ad indicare alcuni obiettivi concreti e percorribili.

  1. Si dovrebbe bloccare totalmente la costruzione di nuove abitazioni residenziali attraverso un intervento immediato sugli attuali piani regolatori. Il territorio è ormai saturo e non permette un assorbimento maggiore di quello attuale. L’attività edilizia, oggi fortemente in crisi, dovrebbe quindi spostarsi sulla ristrutturazione delle abitazioni, favorita anche dalle leggi attuali che favoriscono le misure che vanno verso il risparmio energetico e il “rifacimento delle facciate”. Ma si tratta anche di fare interventi su strutture ed edifici pubblici e sul recupero di edifici e locali dismessi, anche per favorire l’affitto a soggetti deboli e ad attività sociali e di pubblica utilità.
  2. Sviluppo dell’utilizzo delle forme di produzione di energia alternativa (solare ed eolica) anche attraverso accordi specifici con società del settore e l’utilizzo di fondi europei, nazionali e regionali. Per prima cosa ricoprire i tetti di scuole ed edifici pubblici con pannelli per la produzione di energia elettrica e acqua calda. Questi provvedimenti farebbero risparmiare cifre importanti alle amministrazioni e al tempo stesso ridurre l’inquinamento e costruire nuove opportunità di lavoro.
  3. Ampliare in modo sostanziale le attuali aree naturalistiche, già importanti dal punto di vista della fauna e della flora che accolgono. Un robusto allargamento delle aree interessate farebbe accrescere l’interesse sia dal punto di vista scientifico, sia da quello turistico che deve essere però regolamentato e limitato per impedire lo snaturamento delle caratteristiche del territorio. Costruire quindi aree dove sia permesso entrare e godere dell’ambiente ed altre aree dove si pratica invece una vera e propria riserva naturale integrale dove è vietato l’accesso.
  4. Sviluppare in modo concreto la raccolta differenziata, praticando il porta a porta e il riuso dei materiali riciclati, intervenendo anche nei confronti della grande distribuzione.
  5. Una cura alle aree verdi che circondano le nostre abitazioni, le nostre strade, le nostre attività agricole e produttive. Un programma che, in collaborazione con la regione e con le associazioni ambientaliste potrebbe darsi come obiettivo prioritario la messa a dimora nel nostro territorio di un numero di alberi pari ad almeno il numero degli attuali abitanti. 80.000 nuovi alberi da piantare e far crescere per contribuire alla cura dell’ambiente.

Sicuramente questi obiettivi sarebbero molto più fattibili nel caso di una fusione dei due comuni che permetterebbe di utilizzare maggiori risorse economiche, razionalizzare le spese e soprattutto avere una cabina di regia unica che faciliterebbe non poco la loro realizzazione.

Che domani siano però uno o due i comuni dai quali dipende l’amministrazione della nostra vita quotidiana, è il caso di sollecitarli e spingerli a preservare l’ambiente dove viviamo: c’è poco tempo per cambiare ed ognuno deve fare la sua parte. Sino ad ora si è fatto poco, molto poco.

E’ ora di cambiare aria ed obiettivi!

Potere al Popolo Ladispoli-Cerveteri

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