Sabato presidio con trattori: “Spese insostenibili, a rischio il futuro delle aziende agricole”
Cerveteri, caro costi: sabato agricoltori in protesta sulla Via Aurelia –

CERVETERI – Cresce la tensione nel settore agricolo del litorale laziale, dove gli agricoltori tornano a mobilitarsi contro l’aumento vertiginoso dei costi di produzione. Per sabato mattina è prevista una nuova protesta lungo la via Aurelia, all’altezza di Torrimpietra, con la partecipazione di numerosi imprenditori agricoli provenienti da Cerveteri e dai territori limitrofi.
Alla base della mobilitazione c’è una situazione economica sempre più critica: fertilizzanti, carburanti, materiali plastici e altri input indispensabili per le coltivazioni hanno registrato rincari superiori al 30%, mettendo in difficoltà molte aziende agricole locali.
Secondo gli operatori del settore, l’incremento dei costi si traduce in un aggravio fino a circa 200 euro per ettaro, una cifra che rischia di compromettere la sostenibilità economica delle imprese agricole e, più in generale, la produzione alimentare nazionale.
La protesta si inserisce in un contesto più ampio di mobilitazioni che da mesi coinvolgono il comparto agricolo italiano ed europeo. Negli ultimi anni, infatti, gli agricoltori sono scesi più volte in strada per denunciare non solo il caro costi, ma anche la concorrenza internazionale e le politiche ritenute penalizzanti per il settore.
Il presidio sulla via Aurelia, già teatro di manifestazioni analoghe nel recente passato, rappresenta un punto simbolico per il mondo agricolo del territorio. Qui i manifestanti intendono far sentire la propria voce e richiamare l’attenzione delle istituzioni su una crisi che, secondo loro, non può più essere ignorata.
Nonostante la protesta si preannunci pacifica, l’obiettivo è chiaro: ottenere interventi concreti per ridurre i costi di produzione e garantire condizioni più eque per chi lavora nei campi. Senza misure urgenti, avvertono gli agricoltori, il rischio è quello di un progressivo abbandono delle attività e di un indebolimento dell’intero comparto agricolo italiano.









